Borse europee in picchiata, spaventa il rischio default del colosso cinese Evergrande

A Hong Kong il titolo ha perso oltre il 17%: torna lo spettro della bolla immobiliare. Preoccupazioni anche per la riunione della Fed di mercoledì. Male a Piazza Affari le banche

Brusco risveglio questa mattina per le Piazze finanziarie. I principali listini si muovono in forte perdita sull’onda dei guai del colosso cinese del mattone Evergrande, società immobiliare più indebitata al mondo che rischia di non ripagare i propri investitori. Alcuni obblighi di pagamento scadranno già questa settimana e il timore è che si avvicini il default. Intanto oggi il titolo della compagnia perde oltre il 17% toccando i minimi degli ultimi 11 anni sulla piazza di Hong Kong. 

La vicenda sta trascinando al ribasso anche il settore assicurativo con molte compagnie quotate, come Ping An (-7%), che sono esposte al mercato asiatico delle case mentre gli occhi degli operatori sono già puntati sul comparto bancario cinese che trema per la crisi del colosso immobiliare e minaccia di contagiare tutti i mercati globali.

Nel frattempo Evergrande ha cercato di aumentare la propria liquidità per rimborsare banche, fornitori e investitori, mentre le autorità hanno segnalato che le passività della società, pari a 305 miliardi di dollari, potrebbero innescare rischi diffusi per il sistema finanziario cinese, se non saranno stabilizzate.

La minaccia cinese sta investendo tutti i listini. Nelle prime ore di scambi, l’azionario europeo è in discesa ai minimi di quasi due mesi. Chiusura in netto calo per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che perde il 2,57% a 25.048,26 punti Tutte le blue chip del listino milanese sono in rosso con cali profondi oltre il 2% per esempio per Generali e Unicredit, Banca Intesa, fino ad arrivare a Eni. Tendenza analoga anche per il Dax di Francoforte (-2,14%) mentre a Parigi il Cac40 è indietro del 2,12%. 

Non c’è solo la Cina a tenere gli operatori con il fiato sospeso. Lo sguardo degli investitori è puntato anche sulle Banche centrali che nel corso di questa settimana potrebbero mandare segnali di una riduzione dei loro programmi di stimolo nel corso dei vari meeting. L’attenzione è particolarmente alta sulla Fed americana, mercoledì potrebbero arrivare indicazioni sui tempi del «tapering», anche se le aspettative di un annuncio si sono spostate in avanti, a novembre o dicembre. 

Nel contesto di incertezza generalizzata, si muove anche se solo marginalmente anche il debito dell’Italia. Il rendimento del Btp decennale italiano è in lieve risalita allo 0,7343% dallo 0,718% di venerdì. Lo spread Btp/Bund passa a quota 102, dai 99,6 punti della chiusura di venerdì. 

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