Saipem, contratto da 1,3 miliardi in Brasile

Realizzerà un’unità galleggiante di produzione e stoccaggio degli idrocarburi

Il gruppo Saipem ottiene ormai i tre quarti dei ricavi dal settore “non oil”, cioè dalle energie alternative o da altre attività ancora più distanti dal petrolio e dal gas (come la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità) ma le grandi infrastrutture per l’energia restano la sua prima vocazione, oltre che una fonte di ricavi senza pari; e oggi il gruppo italiano si è aggiudicato un contratto da Petróleo Brasileiro (Petrobras) per la costruzione di una unità galleggiante di produzione e stoccaggio (FPSO), denominata P-79, per lo sviluppo del campo offshore di Búzios in Brasile. Il progetto FPSO P-79 ha un valore complessivo di circa 2,3 miliardi di dollari. La quota di Saipem è pari a circa 1,3 miliardi di dollari (l’altro miliardo va a la società sudcoreana DSME in cordata con Saipem).

La FPSO consentirà l’iniziale separazione del gas dal petrolio estratto nel giacimento offshore in acque profonde e raggiungerà una capacità produttiva di 180.000 barili di petrolio al giorno e 7,2 milioni di metri cubi di gas al giorno, con una capacità di stoccaggio di due milioni di barili di petrolio. Saipem e DSME eseguiranno l'intero progetto FPSO che comprende l'ingegneria, l'approvvigionamento, la fabbricazione e l'integrazione dei moduli di processo dell’unità FPSO, nonché l'installazione dei sistemi di ormeggio, l'hook up, la messa in servizio e l’avviamento.

Il giacimento petrolifero di Búzios, il maggiore al mondo in acque profonde, si trova nella regione del bacino pre-salt di Santos, a circa 200 km dalla costa di Rio de Janeiro, ad una profondità compresa tra 1.600 e 2.100 m. Saipem è già presente nel giacimento di Búzios, presso il quale sta eseguendo un progetto di installazione di un sistema sottomarino basato su riser rigidi.

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