Così scatterà la stretta sui maxi-profitti

Cosa prevede l’accordo? Il G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti) ha raggiunto un’intesa per introdurre un’imposta del 15%, almeno, a livello globale sui profitti delle multinazionali. Saranno colpite le mega compagnie con margini superiori al 10%, come Alphabet (ovvero Google), Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Netflix, che spesso sfruttano le aliquote di favore di alcuni Paesi, come l’Irlanda, per risparmiare. Inoltre, si è deciso che il 20% dei profitti superiori al 10% di margini di cui sopra sarà riallocato nei Paesi dove vengono realizzate le vendite, che siano fisiche o digitali. Quando si applica ? Ad oggi, l’accordo è sui principi, ma potrà diventare vincolante qualora sia ratificato dai singoli Paesi del Gruppo dei 7, dopo una discussione tra i capi di governo. Importante sarà la riunione dei ministri finanziari del G20 del 9-10 luglio a Venezia. L’obiettivo del G20 a presidenza italiana è chiudere un accordo quadro su scala globale, con il coinvolgimento del maggior numero dei 38 Paesi Ocse. Cosa succede ora nei Paesi G7? Il dibattito ora si sposta dai ministri finanziari ai capi di Stato e governo. Saranno loro a proporre ai Parlamenti nazionali l’introduzione della nuova tassazione minima per le società del comparto Big Tech. Londra, Roma, Parigi e Madrid hanno già espresso l’intenzione di non perdere ulteriore tempo, per arrivare a luglio con un assetto definitivo. Diverso l’atteggiamento di Paesi Bassi e Irlanda, che per ora sembrano reticenti, ma che saranno coinvolti nella discussione fra Ocse e G20. Quanto pagano ora le Big Tech? Sono 96,3 i miliardi di dollari che mancano all’appello nel decennio 2011-2020, solo per le cosiddette Silicon Six: è la stima della Fair Tax Foundation. A fronte di ricavi, nei soli Usa, di 6.050 miliardi di dollari e di utili per 1.360 miliardi, le sei maggiori compagnie del tech globale hanno pagato imposte per 219 miliardi, cioè il 16,1% degli utili e il 3,6% dei ricavi. Amazon è quella con il peggior rapporto tra le tasse pagate e gli utili: 0,4%. F.GOR. — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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