La Bce avvisa: attenzione a ritirare gli aiuti all’economia, Italia e Olanda le più esposte

Da Francoforte un’apertura sul ritorno al dividendo per le banche

Davanti all’emergenza coronavirus, le politiche eccezionali adottate dai governi hanno permesso di affrontare le sfide legate alla liquidità, ma esistono rischi legati a un ritiro prematuro o troppo ritardato di questo sostegno fiscale. Un pericolo che spaventa soprattutto l’Italia e l’Olanda. È il monito lanciato dalla Bce nel Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, in cui si segnala anche come le prospettive di redditività delle banche rimangono deboli con la possibilità di perdite che si materializzerebbero in ritardo rispetto alla crisi e alla successiva ripresa. Nel rapporto – che viene pubblicato due volte l’anno – la Bce segnala come le vulnerabilità delle imprese stiano aumentando con l’evolversi della pandemia e questo trend potrebbe mettere alla prova la resilienza delle banche dell’area dell’euro.

La revoca prematura del sostegno fiscale – comprese le garanzie sui prestiti statali e le moratorie legali sui prestiti – potrebbe frenare la ripresa economica, trasformando le criticità in materia di liquidità aziendale, osservate all’inizio della pandemia, in problemi di solvibilità. Inoltre il forte aumento del debito pubblico e delle imprese «aumenta i rischi per la stabilità finanziaria». La redditività delle banche, dice Francoforte, dovrebbe rimanere debole. «Gli accantonamenti sono aumentati, ma in alcuni casi sembrano ottimistici, mentre le garanzie e le moratorie potrebbero aver allungato il tempo che serve a tradurre la debole performance economica in perdite sui prestiti», afferma Luis de Guindos, vicepresidente dell’Eurotower. E aggiunge: «I programmi di supporto dei governi sono attualmente essenziali, ma dovrebbero rimanere mirati al sostegno economico correlato alla pandemia ed evitare di dare adito a preoccupazioni per la sostenibilità del debito a medio termine». Secondo de Guindos, nonostante la ripresa estiva e la prospettiva di vaccinazione siano fonte d'ottimismo, «la strada è ancora lunga e le autorità dovranno prendere decisioni difficili».

In attesa delle misure di stimolo che verranno decise all’inizio di dicembre, le banche dell'Eurozona guardano alla Bce anche per un’altra questione vitale. E incassano una timida apertura: gli istituti potrebbero tornare a distribuire i dividendi dal 2021 se convinceranno le autorità di vigilanza che i loro bilanci sono abbastanza solidi da sopravvivere alle ricadute economiche e finanziarie della pandemia di coronavirus. Parlando al Financial Times Yves Mersch, vicepresidente del consiglio di sorveglianza ha riferito che, nonostante le preoccupazioni di Francoforte, lo stop al congelamento delle cedole (introdotto a marzo) sarebbe difficile da mantenere oltre la fine di quest'anno a causa dell'incertezza giuridica sulla sua applicabilità e dell'aspettativa che c'è sul comportamento di altri Paesi come il Regno Unito. La decisione «dipenderà dalla prudenza dei modelli interni delle banche, dalla prudenza negli accantonamenti e da una solida prospettiva della traiettoria del capitale di una banca». In ogni caso la Bce, ha avvertito il lussemburghese, dovrebbe essere «molto cauta» nel permettere che la distribuzione dei dividendi venga ripristinata «ai livelli precedenti la pandemia». 

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