Il valore dell’economia multicircolare per un Paese più sostenibile: la diretta con Iren

Piccolo è bello, certo. Ma le cose cambiano quando si tratta di esaminare le potenzialità di una azienda che gioca la partita dell’economia multicircolare, ovvero di un gruppo impegnato in tutte filiere che possono dare il loro contributo alla riduzione delle emissioni inquinanti nell’ambiente se approcciate con una visione globale, dunque che spazia dai rifiuti al ciclo idrico, il teleriscaldamento e l’efficienza energetica.

Multicircle economy, un nuovo modello di sostenibilità per il paese

Uno studio realizzato dalla European House Ambrosetti – «Il valore della multicircle economy per lo sviluppo sostenibile del Paese» - suggerisce che tutte realtà capaci di realizzare percorsi di crescita dimensionale sono riuscite ad alimentare la dinamica economica del Paese e contribuire al benessere socio-economico dei territori in modo più rilevante rispetto alle imprese di dimensioni minori. Nella fattispecie della multicircolarità, l’analisi propone un indice specifico e afferma che, in testa alle classifiche di prestazione, si trova Iren, la multiutility del NordOvest e non solo.

Del rapporto, della realtà economica in cui esso si inserisce, ne discutiamo a La Stampa con  il presidente dell’Iren, Renato Boero, la sindaca di Torino Chiara Appendino, l’assessore al Bilancio del Piemonte, Andrea Tronzano. L’ad di Ambrosetti, Valerio De Molli, illustra la ricerca. Segue un dibattito con l’ad Iren, Massimiliano Bianco, la presidente del Museo Egizio Evelina Christillin, e Giorgio Marsiaj, presidente Unione Industriale  di Torino. Conduce il vicedirettore della Stampa, Marco Zatterin.

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