Covid: con il Natale alle porte lo shopping batte le proteste

Per la prima volta da luglio a Milano la contestazione No Pass è un flop: folla in centro e code fuori dai negozi

MILANO. Alla fine ha vinto lo shopping natalizio. Hanno vinto le code di oltre mezz’ora fuori dal negozio di giocattoli Fao Schwarz in via Orefici, le mascherine abbassate giusto il tempo di un flash davanti all’albero di Swarovski in galleria Vittorio Emanuele, i ragazzi in attesa della «primina» del Macbeth in piazza della Scala che ringraziano i ghisa perché «sollecitano chi sgarra visto che in certe zone del centro c’è più gente che all’Esselunga».

Milano ha messo il punto. Per la prima volta dallo scorso 24 luglio in piazza Duomo non si sono sentiti cori e fischi contro il Green Pass. La protesta clandestina dei No Pass milanesi è naufragata in quello che sarebbe dovuto essere il ventesimo appuntamento consecutivo. Alle 18 solo poche decine di irriducibili hanno provato a radunarsi, ma sono stati bloccati dalla polizia. Brevi momenti di tensione si sono registrati quando alcuni di loro sono stati portati via con la forza tra qualche insulto alle forze dell’ordine: è finita con sette denunce per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità e 40 multe (34 per occupazione di aree urbane e 6 per mancato utilizzo della mascherina).

Un mezzo flop anche il presidio delle 16 all’Arco della Pace, preannunciato nei giorni scorsi dall’ala più morbida del movimento per lanciare la «manifestazione internazionale» in programma sabato prossimo. L’11 dicembre sono attesi ospiti da 18 Paesi esteri, oltre al portuale triestino Stefano Puzzer e alla deputata No Vax Sara Cunial. Ieri c’erano soltanto un centinaio di persone.

I veri protagonisti del sabato milanese sono stati i lombardi, arrivati in massa nel capoluogo all’antivigilia dell’entrata in vigore del super Green Pass e tre giorni prima di Sant’Ambrogio. L’obbligo di mascherina anche all’aperto, stabilito dal sindaco Beppe Sala già la settimana scorsa nelle vie comprese fra largo Cairoli e piazza San Babila, non ha fermato la corsa ai regali. Anzi. Nell’area in cui è in vigore l’ordinanza ieri in servizio c’erano una trentina di vigili, con compiti più che altro di moral suasion (ma sono previste sanzioni da 400 euro). «Siamo venuti a prendere un giocattolo per il nostro bimbo - dicono Andrea e Sara Bossi, giovane coppia di Varese, appena usciti da Fao Schwarz -. Questo è il negozio di Mamma ho perso l’aereo e sono settimane che aspettavamo di visitarlo. Stare con bocca e naso coperti è solo un piccolo sacrificio». Il mercatino di piazza Duomo è presidiato da alcuni steward mentre l’accesso in Galleria è consentito solo dagli ingressi laterali o da piazza della Scala. «Siamo qui per assaporare l’atmosfera natalizia - racconta Dimitris Iliadis, appena atterrato da Atene, fermo con la fidanzata davanti alle vetrine di Prada -. In hotel ci hanno spiegato che bisogna tenere la mascherina e ci adeguiamo senza problemi». Da Savini, il ristorante simbolo della galleria aperto nel 1867, è tutto pronto anche per domani, quando potrà accomodarsi solo chi è vaccinato. «Senza luce verde non si entra - assicura Ivan Manghini, responsabile di sala -. Abbiamo patito tanto e ora tutti devono rispettare le regole».

Anche uscendo dal perimetro individuato da palazzo Marino a farla da padrone sono l’autodisciplina e la prudenza meneghine. Tanto che la proposta dell’assessore lombardo al Welfare Letizia Moratti, che ha chiesto al governo di rendere la mascherina obbligatoria in tutta Italia durante il periodo delle festività, indipendentemente dal fatto che ci siano o meno assembramenti, a Milano sembra già realtà. «Ormai hanno tutti bocca e naso coperti già prima di entrare - conferma Diego Lorenzi, dell’omonima coltelleria di via Ponte Vetero, a Brera -. La cosa importante è che c’è un po’ più movimento del solito». Oggi, con l’inaugurazione della fiera degli «Oh bej! Oh bej!» attorno al Castello Sforzesco, sospesa lo scorso anno per la pandemia e aperta quest’anno ai soli possessori di Green Pass, ce ne sarà ancora di più. Come sanno bene i taxisti il castello non sarà l’unico punto caldo della città. In questi giorni, infatti, le auto bianche stanno facendo la spola anche con il palazzo delle Scintille, sede dell’hub vaccinale più grande d’Italia. Complici i timori per le nuove varianti e le restrizioni per i non vaccinati i numeri sono triplicati. «Abbiamo creato una coda extra per i non prenotati, così da non danneggiare gli altri - spiega il dottor Dario La Quintana -. Viaggiamo al ritmo di 10 mila vaccini al giorno. E 400 sono prime dosi». 

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