Calabria, ancora fumata nera per il commissario alla Sanità

Agostino Miozzo avrebbe rifiutato la proposta: il governo non avrebbe concordato sulle condizioni poste per accettare l’incarico

Agostino Miozzo avrebbe rifiutato l’incarico di commissario per la Sanità in Calabria. Già collaboratore di Guido Bertolaso nella gestione nazionale della Protezione civile, il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico aveva posto alcune condizioni al governo per accettare l’incarico. Tra queste, la possibilità di avere «poteri speciali», per riuscire a traghettare la Regione fuori da una situazione difficile: in Calabria, il commissariamento della Sanità va avanti da dieci anni.

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Qualche settimana fa, c’era stato il rifiuto dell'ex rettore della Sapienza Eugenio Gaudio. Ma la triste storia dei commissariamenti in Calabria incomincia nel 2010. Il 30 luglio, il ministro Giulio Tremonti nomina Giuseppe Scopelliti. la missione è complicata: deve riuscire a cancellare il debito della Sanità della Regione, che in quel momento ammonta a 150 milioni. Ora supera il miliardo di euro. Le ultime gestioni sono gravate anche dal peso della gestione dell’emergenza legata alla pandemia. Il 7 dicembre 2018 viene nominato Commissario unico il generale in pensione Saverio Cotticelli, poi dimissionario dopo una tragicomica intervista in televisione.

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Al suo posto arriva Giuseppe Zuccatelli, che dura pochi giorni. Per l’incarico, vengono paventati altri nomi, come quello di Gaudio (lascia per non contrariare la moglie) e quello di Gino Strada, punto di riferimento di Emergency. Ma anche lui vuole garanzie, «carta bianca» per poter agire come ritiene più opportuno senza lacci e lacciuoli politico-burocratici. Niente garanzie, incarico rifiutato.

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Dopo l'ennesima fumata nera, ecco che rispunta il nome Narciso Mostarda, il direttore dell'Asl Roma 6, per la corsa a Commissario della Sanità in Calabria. Mostarda aveva sfiorato la nomina nel Cdm di mercoledì scorso, poi saltato sul veto del M5S, che guardava come il fumo negli occhi al passato da assessore Pd di Mostarda al Comune di Frosinone. Ma venuto meno il nome di Agostino Miozzo, attuale coordinatore del Cts, ecco che torna il nome del manager dell'Asl capitolina. Nelle prossime ore Mostarda dovrebbe avere una conference call con i parlamentari calabresi del M5S, proprio per convincerli circa la sua disponibilità e l'impegno per risanare i conti della sanità calabrese.

La vicenda ha scatenato varie reazioni politiche. La vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli: «Il governo è ancora in alto mare sulla nomina del commissario alla sanità calabrese, anche il nome di Miozzo cade nel vuoto. Ormai siamo passati dalla telenovela “Un Commissario in Calabria” ad un vero e proprio thriller. Già la scorsa settimana Conte aveva annunciato in diretta tv che la soluzione era a portata di mano, questione di ore. Invece, in piena emergenza Covid, la sanità regionale e i cittadini calabresi restano nuovamente ostaggio di un governo ancora incapace di individuare una figura idonea».

La deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli: «Anche Miozzo è saltato. Per la nomina del commissario ad acta per la sanità in Calabria siamo al revival di "Dieci piccoli indiani"; una lunga serie di nomi dati in pasto alla stampa e bruciati... “E nessuno ne restò”, verrebbe da dire. Chissà se governo si affiderà a Rousseau». E aggiunge: «Battute a parte, l'incapacità del governo nell'individuare una figura in grado di affrontare il dossier sanitario di una Regione in grave difficoltà è palese. Quanto accade è un'altra tegola sulla demagogia meridionalista del Movimento 5 Stelle. Anni di chiacchiere e di slogan e poi, alla prova dei fatti, è avvitamento totale». 

In una nota, in una nota Roberto Occhiuto, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati, afferma: «La Calabria è “zona rossa” da più di tre settimane, e in una situazione di oggettiva emergenza il governo da 20 giorni non riesci ad indicare un Commissario straordinario per la Sanità degno di questo nome. Oggi è saltata l'ultima, ennesima, ipotesi, quella di Miozzo. Nelle prossime ore da Palazzo Chigi confermeranno probabilmente la “zona rossa” per la Calabria senza riuscire a dare una guida autorevole alla Sanità regionale. Con oltre 10 anni di commissariamento, la Sanità calabrese è rimasta comunque amputata: pochi investimenti, zero strategia, nessuna prospettiva, medici e infermieri lasciati soli. Il governo Conte sta inanellando una serie di errori assurdi e incomprensibili. I cittadini calabresi non possono pagare il prezzo dell'approssimazione e del pressappochismo di questo esecutivo».

Parla anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «È una vergogna assoluta. Siamo alla quinta, sesta designazione fallita per il commissario sanità in Calabria. Conte è davvero un irresponsabile. Dopo le offese alla Calabria, alle donne e alla Santelli di Morra, il vilipendio alla Calabria e ai calabresi da parte di Conte. Nomi su nomi bruciati, da rettori a quello di Miozzo, dagli attivisti di Pd e Leu ad altre persone sconosciute. Questa è la capacità del governo: il nulla assoluto. È gente che non può gestire niente. Se stanno trattando così la sanità della Calabria come potranno somministrare i vaccini a tutti gli italiani? Conte è veramente imbarazzante. Speranza poi è addirittura ormai un caso umano. Il suo stato confusionale rappresenta un pericolo per la salute degli italiani».

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