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Guerra Russia-Ucraina, Metsola: generatori da tutta Europa per Kiev. Zelensky: “Una volta volevano distruggerci con la fame, ora con l'oscurità e il freddo”

Candele al Museo Nazionale del complesso del genocidio dell'Holodomor a Kiev. Le vittime dell'Holodomor, che in ucraino significa "morte per fame", sono tradizionalmente commemorate nel Pese l'ultimo sabato di novembre

 

Bielorussia, morto improvvisamente il ministro degli esteri: «Potrebbe essere stato avvelenato». Il Cremlino prevede 100 mila soldati russi uccisi entro primavera

a cura della redazione
Aggiornato alle 19 minuti di lettura

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«Una volta volevano distruggerci con la fame, ora con l'oscurità e il freddo». Sono le parole del presidente Zelensky in occasione della commemorazione dell'Holodomor, lo sterminio per fame provocato dall'Urss di Stalin in Ucraina dal 1932 al 1933, che causò diversi milioni di morti. L'Ucraina continua intanto a fare i conti con i tagli all'elettricità e all'acqua provocati dai bombardamenti russi.

Il Cremlino prevede di stabilizzare il fronte in Ucraina durante l'inverno e poi di ripartire con l'offensiva in primavera, pur sapendo che ciò comporterà grandi perdite fra i soldati russi, che potrebbero arrivare a 100mila morti. E' quanto scrive il sito indipendente iStories, citando una fonte dei servizi russi dell'Fsb e un'altra dello stato maggiore di Mosca, in una notizia rilanciata dal sito indipendente Meduza.
Il ministro degli Esteri della Bielorussia, Vladimir Makei, è morto improvvisamente all'età di 65 anni. Makei aveva in programma un incontro con il suo omologo russo Serghei Lavrov tra poche ore, lunedì 28. Makei era considerato un possibile successore di Lukashenko. «Era uno dei pochi a non essere sotto l'influenza russa. Le voci dicono che questo potrebbe essere un avvertimento per Lukashenko», scrive su Twitter Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell'Interno ucraino.

Ucraina, bombe russe su Kramatorsk

Per approfondire
Reportage – I partigiani di Kherson: “Mandavamo informazioni per i raid”
Analisi – Il meeting-messinscena di Putin con le “madri dei soldati” 
Il caso – Guerra in Ucraina, 500 giornalisti russi scappati da Mosca
La storia – Merkel: “Cercai di fare pressioni su Putin”

Gli aggiornamenti ora dopo ora

22.38 – Lituania e Polonia “sosterranno Ucraina finché necessario”
La Polonia e la Lituania «sosteranno l'Ucraina finché sarà necessario». Lo hanno affermato oggi i Primi ministri di Lituania Ingrida Šimonytė e Polonia Mateusz Morawiecki durante la loro visita a Kiev in occasione delle giornata di commemorazione dell'Holodomor, il 'genocidio per fame' degli ucraini attuato negli anni '30 dall'Urss. Nel corso della giornata, Šimonytė e Morwiecki si sono incontrati con il Primo ministro ucraino Denys Shmyhal comunicando l'intenzione di continuare il supporto all'Ucraina e condannando i crimini sistematicamente commessi dalla Russia nel Paese. Sentimenti di vicinanza e solidarietà sono stati altresì espressi in una dichiarazione trilaterale. In essa, oltre all'intenzione di continuare la fornitura di aiuto militare, economico e umanitario, è stata puntualizzata la decisione di rafforzare all'interno della NATO la discussione sulla necessità di iniziare il processo di formale avvicinamento dell'Ucraina all'Alleanza. La dichiarazione contiene inoltre un'ulteriore condanna dei crimini continuamente compiuti dalle Forze Armate russe in Ucraina, ivi compresi gli attacchi alle infrastrutture civili, gli stupri e i trasferimenti coatti di popolazione, nonché un invito a emanare un nuovo pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia e a spingere il Paese sempre più verso l'isolamento internazionale.

22.25 – Appello natalizio di Boris Johnson: farmaci per l'Ucraina
L'ex primo ministro britannico Boris Johnson e il più grande gestore di ospedali privati del Regno Unito si sono uniti per lanciare un appello natalizio urgente per l'invio di forniture mediche agli ospedali ucraini, ha riferito Sky News. L'appello mira ad aiutare gli ospedali che curano malati e feriti e che rischiano di rimanere senza farmaci e dispositivi salvavita entro poche settimane se non ricevono donazioni. Johnson si è rivolto al pubblico britannico e alla sua «generosità di spirito», chiedendo di fare una donazione: «Non una sola benda o letto che finanziate andrà sprecata nel compito erculeo di ricostruire la bella e coraggiosa Ucraina». Circle Health ha consegnato quasi 300 tonnellate di forniture mediche per un valore di 3 milioni di sterline in 13 carichi di camion agli ospedali di Kiev, Charkiv, Mykolaiv, Odesa, Lviv e Kherson. I prodotti consegnati finora includono centinaia di sedie a rotelle, stampelle, camici, bende, ambulanze, tavoli operatori, letti d'ospedale, ventilatori, macchine per l'anestesia e protesi.

20.56 – Kiev: bombe su siti nucleari hanno danneggiato 2 generatori. 
Guardian: “Rischio incidente con arresto d'emergenza reattore”

I bombardamenti russi di mercoledì hanno interrotto l'alimentazione di 3 centrali nucleari ucraine, «tutti i meccanismi di sicurezza hanno funzionato ma due generatori sono stati danneggiati ritardando il riavvio di due reattori: i ripetuti arresti causati dagli attacchi possono avere un impatto grave sulla sicurezza nucleare e sull'approvvigionamento energetico». Lo riporta il Guardian citando il presidente della compagnia nucleare ucraina Energoatom Petro Kotin. «Qualsiasi uso dello scram (arresto d'emergenza di un reattore) può causare un incidente», ha detto all'Observer Oleh Korikov, ispettore capo della sicurezza nucleare.

20.15 – Zelensky: alimentazione limitata, possibile aumento blackout
Kiev e 14 regioni ucraine hanno continuato ad avere interruzioni di corrente dopo gli attacchi russi di mercoledì scorso, e il numero di blacout potrebbe aumentare. Lo ha affermato in un videomessaggio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come riporta Ukrainska Pravda. «Oggi i nostri ingegneri energetici hanno continuato a ripristinare il sistema. E abbiamo già più opportunità di generare e fornire elettricità. Ma, sfortunatamente, non ancora abbastanza per rendere la fornitura completamente stabile. A partire da questa mattina, la metà degli abbonati rispetto a ieri sera è stata disconnessa dall'elettricità. Tuttavia, in 14 regioni e a Kiev, ci sono ancora restrizioni per più di 100.000 abbonati in ciascuna delle regioni», ha spiegato Zelensky, che ha invitato la popolazione a risparmiare energia dove possibile. «Se il consumo aumenta la sera, il numero di interruzioni può salire. Questo dimostra ancora una volta quanto sia importante ora conservare l'energia e consumarla razionalmente», ha aggiunto il presidente ucraino.

19.26 – Kiev: Kherson sotto attacco continuo, oggi 5 raid russi 
L'esercito russo ha bombardato oggi la città meridionale di Kherson per cinque volte, un civile è rimasto ucciso: lo riferisce il capo dell'amministrazione militare della città Halyna Luhova, come riporta Ukrinform. Dal 20 al 26 novembre sono stati registrati 80 attacchi a Kherson, 16 persone sono state uccise e altre 35 sono rimaste ferite, tra cui un bambino. In totale nella regione 32 civili sono morti sotto le bombe russe, ha aggiunto Luhova.

19.11 – Azienda elettrica promette a Kiev: da oggi avrete più luce
L'azienda ucraina per la distribuzione dell'elettricità Dtek ha scritto su Facebook un messaggio ai cittadini della capitale promettendo che pur essendo previsti altri blackout a Kiev, da oggi non dureranno più di 5 ore di seguito. «Comprendiamo che la mancanza di elettricità a lungo termine complica la vita dei residenti di Kiev. Pertanto, da oggi Dtek accenderà alternativamente le luci per tutti i residenti in modo tale che l'interruzione elettrica per ogni utente non superi le 5 ore», riporta Unian. In precedenza il presidente Zelensky aveva criticato il fatto che il ripristino della corrente soprattutto a Kiev è stato lento.

19.03 – Kiev: attacchi su Chasiv Yar nel Donetsk, morto 1 civile
A seguito di un attacco delle truppe russe a Chasiv Yar nella regione di Donetsk, un civile è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti. Lo ha riferito l'ufficio del procuratore generale ucraino su Telegram, come riporta Ukrinform. «Secondo le indagini, il 26 novembre le forze armate della Federazione Russa hanno effettuato un attacco aereo su un grattacielo residenziale nella città di Chasiv Yar. A seguito dell'attacco nemico, gran parte dell'edificio è stato distrutto: un uomo è stato ucciso, altri due sono rimasti feriti», si legge nel messaggio.

18.50 – Presidente Ungheria a Kiev: Putin responsabile della guerra
La presidente ungherese Katalin Novak oggi a Kiev ha dichiarato che «la responsabilità di Vladimir Putin in questa guerra è ovvia, gli ungheresi si sono sempre opposti a sofferenza e spargimento di sangue. Siamo vicini dell'Ucraina e i nostri vicini possono contare sul nostro aiuto. I vicini rimarranno sempre vicini». Novak ha aggiunto che l'Ungheria ha «150.000 ragioni per fermare questa guerra e raggiungere la pace: sono i 150.000 ungheresi che vivono in Transcarpazia sul territorio dell'Ucraina. Molti ungheresi etnici hanno già dato la vita per la difesa dell'Ucraina». Lo riporta la Pravda europea rilanciata dai media ucraini.

18.14 – Bielorussia, leader opposizione: “Makei nel 2020 sostenne la tirannia, sarà ricordato per questo”
«Nel 2020, Makei ha tradito il popolo bielorusso e ha sostenuto la tirannia: è così che sarà ricordato dal popolo bielorusso». Così la leader dell'opposizione bielorussa in esilio, Sviatlana Tsikhanouskaya, commenta la notizia della morte improvvisa del 64enne ministro degli Esteri bielorusso, Vladimir Makei. Il riferimento di Tsikhanouskaya è alle elezioni presidenziali di due anni fa in cui fu sconfitta dal presidente Alexandr Lukashenko con risultati che l'opposizione denunciò come manipolati in un'ondata di proteste che «l'ultimo dittatore d'Europa» represse con il pugno di ferro.

17.22 – Zelensky lancia programma di export grano in Africa
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato l'iniziativa 'Grano dall'Ucraina' con l'intento di aiutare Paesi dell'Africa e dell'Asia colpiti da carestie. Il progetto e' stato presentato dal leader di Kiev durante la visita nella capitale ucraina dei premier e capi di Stato di Belgio, Lituania, Polonia e Ungheria in occasione del 90esimo anniversario dello Holodomor, la carestia che colpì gli ucraini nell'inverno 1932-'33. 
L'iniziativa promossa da Zelensky, cui partecipano anche organizzazioni umanitarie internazionali come il Wfp, punta a inviare fino a 60 navi cargo di grano nei Paesi più poveri dell'Africa, a cominciare da Etiopia, Yemen, Somalia e Sudan.

17.03 – Kiev: ministro bielorusso potrebbe essere stato avvelenato
«Vladimir Makei, 64 anni, ministro degli Esteri bielorusso, è morto. Ci sono voci secondo cui potrebbe essere stato avvelenato. Makei era considerato un possibile successore di Lukashenko. Era uno dei pochi a non essere sotto l'influenza russa. Le voci dicono che questo potrebbe essere un avvertimento per Lukashenko». Lo scrive su Twitter Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell'Interno ucraino.

16.30 – Metsola: generatori da tutta Europa per Kiev
«Mentre cade la neve, gli ucraini si alzano. Siamo al loro fianco e forniamo generatori da tutta Europa per alimentare le loro case e illuminare la notte. Insieme attraverseremo l'oscurità causata dalle bombe del Cremlino». Lo ha scritto su Twitter la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

16.28 – Mosca: "Distrutto deposito munizioni missili Himars"
Il ministero della Difesa russo ha riferito di aver distrutto nella regione di Zaporizhzhia un deposito ucraino con munizioni per un lanciatore multiplo di missili Himars. Tra gli obiettivi colpiti, anche «due sistemi di lanciarazzi multipli Grad ucraini su una postazione di tiro vicino all'insediamento di Liptsy nella regione di Kharkov».

16.16 – Bielorussia: morto improvvisamente il ministro degli Esteri
Il ministro degli Esteri bielorusso, Vladimir Makei, è morto all'età di 64 anni. Lo rende noto l'agenzia stampa ufficiale bielorussa BeLta, senza fornire dettagli sulle circostanze del decesso. Ieri la stessa agenzia aveva riferito di un incontro fra Makei e il nunzio apostolico Ante Jozic, mostrando una foto che li ritraeva seduti su due poltrone. Ministro degli Esteri bielorusso dal 2012, Makei era stato inizialmente favorevole ad un riavvicinamento di Minsk all'Ue, ma aveva cambiato linea dopo le proteste di massa del 2020 contro i brogli alle elezioni presidenziali. Nei giorni scorsi, Makei aveva partecipato al summit dell'alleanza militare Csto a Erevan, capitale dell'Armenia. «Siamo scioccati dalle notizie della morte del ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei. Il ministero russo degli affari esteri pubblicherà a breve le condoglianze ufficiali», ha detto la portavoce del dicastero, Maria Zacharova sul suo canale Telegram, secondo quanto riporta la Tass.

15.59 – Aiuto tedeschi all’export ucraino di grano
La Germania fornirà altri 15 milioni di euro per supportare le forniture di grano dall'Ucraina nell'ambito del Programma alimentare mondiale. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, parlando in collegamento video al vertice sulla sicurezza alimentare a Kiev, come riporta Interfax. "Proprio ora, mentre parliamo, una nave del Programma alimentare mondiale sponsorizzata dalla Germania si sta dirigendo verso l'Etiopia con grano ucraino", ha detto Scholz, sottolineando che "la fame non può mai essere usata come un'arma. Ecco perché non possiamo sopportare ciò a cui stiamo assistendo oggi". "Sappiamo che prendendo di mira le infrastrutture agricole in Ucraina e bloccando i porti del Mar Nero per mesi, la Russia ha solo peggiorato la situazione alimentare nel mondo", ha aggiunto il cancelliere tedesco.

15.48 – Bielorussia manda migranti verso Kiev 
La Bielorussia spinge migranti irregolari verso la frontiera con l'Ucraina. Lo scrive Ukrainska pravda, citando guardie di confine ucraine che hanno arrestato alla frontiera un gruppo di sei migranti provenienti da Pakistan e Bangladesh. Un video li mostra infreddoliti nella neve, dopo che sono stati bloccati dalle guardie. I sei migranti hanno raccontato di essere stati trasporti verso la frontiera a bordo di un'auto guidata da uomini in uniforme. Dopo aver traversato il confine avrebbero dovuto chiamare al telefono per raccontare dove si trovavano. Una versione, affermano le guardie, confermata da messaggi trovati sui loro telefonini. In precedenza i sei erano stati accompagnati dalle autorità bielorusse al confine polacco, ma non erano riusciti a passare. Lo scorso autunno, prima dell'invasione russa dell'Ucraina, la Bielorussia aveva spinto verso il confine di Polonia, Lituania e Lettonia migliaia di migranti fatti arrivare in aereo con il miraggio di entrare nell'Unione Europea. 

15.42 – Nuovo scambio di prigionieri: 9 militari russi e 12 ucraini 
Un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Secondo quanto riferisce l'agenzia Tass, citando il ministero della Difesa russo, oggi "come risultato di un processo negoziale, nove militari russi che erano in pericolo mortale in prigionia sono tornati dai territori controllati dal regime di Kiev". In cambio, riporta in un tweet Next citando l'ufficio della presidenza ucraina, sono stati liberati 12 ucraini, 9 militari e tre civili "che erano considerati dispersi".

15.26 – Ambasciatore Melnyk a Conte: “Stop all’invio di armi significa la distruzione del Paese”
"Coloro che sono favorevoli allo stop delle forniture di aiuti militari all'Ucraina per la sua difesa in realtà sostengono la distruzione dell'Ucraina e lo sterminio della sua popolazione". Lo spiega Yaroslav Melnyk, ambasciatore ucraino in Italia, rispondendo a una domanda di Formiche.net sulle posizioni espresse da Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle. "È di fondamentale importanza non fuorviare la comunità internazionale e non giocare alla sostituzione dei concetti, mettendo sullo stesso piano la vittima e il suo aggressore. Se l'Ucraina cesserà di difendersi in questa guerra, verrà cancellata dal regime russo. Dobbiamo essere chiaramente consapevoli del fatto che la leadership politica russa non ha deviato dai suoi obiettivi massimalisti di stabilire il pieno controllo sull'Ucraina. Durante questi nove mesi di guerra la Russia ha dimostrato capisce solo la lingua della forza e delle armi; quindi, l'Ucraina deve essere ben protetta e ben equipaggiata per continuare a respingere risolutamente il nemico, per difendere la sua sovranità e indipendenza", aggiunge.

14.48 – Nato: “Al fianco di Kiev per il tempo necessario”
"Gli alleati della Nato stanno dando all'Ucraina un sostegno finanziario, umanitario e militare senza precedenti, per aiutarla a prevalere come nazione sovrana e indipendente. E staremo con l'Ucraina per tutto il tempo necessario". Lo ha detto il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, rivolgendosi al summit ''Grain from Ukraine' in vista della riunione ministeriale di mercoledì. "Novant'anni fa l'orrendo Holodomor dell'Unione Sovietica uccise milioni di ucraini. Oggi la Russia non usa solo bombe e proiettili per minacciare la libertà e la sovranità dell'Ucraina, sta anche usando gas e grano come armi per dividerci e destabilizzarci tutti. La Russia deve fermare la sua guerra", ha evidenziato Stoltenberg.
14.12 – A Kiev 130 mila persone ancora senza elettricità
A Kiev almeno 130.000 abitanti sono ancora senza elettricità dopo gli attacchi delle forze russe che hanno causato massicci blackout in tutte le regioni del Paese. Lo riporta Kyiv Independent. Alle 9:30 di questa mattina, invece, l'erogazione dell'acqua era stata completamente ripristinata in tutte le aree della capitale.

Ucraina, bombe russe su Kramatorsk

14.08 – Media: “Il Cremlino prevede 100 mila soldati russi uccisi entro primavera”
Il Cremlino prevede di stabilizzare il fronte in Ucraina durante l'inverno e poi di ripartire con l'offensiva in primavera, pur sapendo che ciò comporterà grandi perdite fra i soldati russi, che potrebbero arrivare a 100mila morti. E' quanto scrive il sito indipendente iStories, citando una fonte dei servizi russi dell'Fsb e un'altra dello stato maggiore di Mosca, in una notizia rilanciata da Meduza. "Entro la primavera dell'anno prossimo, il numero di soldati morti e feriti potrebbe essere attorno ai 100 mila. Ma questo non spaventa nessuno: possono essere sostituiti da coscritti del servizio militare obbligatorio", riferisce la fonte dell'Fsb. La stessa stima di 100mila morti e feriti russi viene citata dalla fonte dello stato maggiore, secondo la quale i caduti saranno soprattutto fra le file di quanti sono stati mobilitati a settembre. Entro la primavera 2023, il ministero della Difesa intende preparare 120mila coscritti da mandare in Ucraina, compensando le perdite fra chi è stato mobilitato. E' per questo motivo, nota la fonte, che Putin non ha formalmente revocato il decreto di mobilitazione.

13.49 – Premier belga a Kiev, altri aiuti militari e umanitari
Il premier belga Alexander de Croo è arrivato a Kiev, la prima visita dall'avvio dell'invasione russa in Ucraina. "Dopo i pesanti bombardamenti degli ultimi giorni, siamo dalla parte del popolo ucraino. Piu' che mai. Con i freddi mesi invernali alle porte, il Belgio sta inviando nuovi aiuti umanitari e militari", ha affermato in un tweet. Secondo i media, ha promesso ulteriori fondi per 37,4 milioni di euro.

13.41 – La mannaia russa sugli ucraini

Papa Francesco lo ha ricordato, in udienza, tracciando inevitabilmente un parallelo con quello che accade sotto gli occhi di un mondo altrimenti distratto dai mondiali in Qatar. Ma l'Holodomor non è solo o tanto il presagio della furia russa che si scatena sull'Ucraina: è quello che lo storico Ernst Nolte, in un libro che fece polemica e scalpore, definì una sorta di prova generale della Shoah. Il prodomo e il modello, insieme alla strage turca degli armeni, del successivo genocidio pianificato e organizzato su scala globale del popolo ebraico. Basta questo per capire ancor meglio la pesantezza del parallelo e la portata del paragone. Preso alla lettera, il termine Holodomor indica proprio lo "sterminio per fame" perché fu la fame lo strumento di sterminio. A scatenare l'omicidio di massa, anche in questo caso (seppur la Shoah resti comunque qualcosa di unico) l'ideologia. Un meccanismo sperimentato da molti totalitarismi: il regime individua il nemico comune da abbattere e scatena l'orrore. In questo caso contro i kulaki, i contadini proprietari di fondi da loro stessi coltivati, che con la loro semplice esistenza bloccano le collettivizzazioni forzate decise dal Partito Bolscevico. La politica di adesione imposta alle collettivizzazioni, nell'Urss dove adesso comanda Stalin, inizia già sul finire degli anni Venti, ma e' nell'invernata tra il 1932 ed il 1933 che il Cremlino decide il pugno duro. L'Ucraina era, era stata e continuerà anche dopo ad essere il granaio d'Europa, fonte di pane per le Repubbliche Socialiste Sovietiche e di preziosissima valuta pregiata per le casse destinate a finanziare la creazione del socialismo in un paese solo. Impensabile che i produttori di tanta ricchezza potessero sfuggire al controllo diretto dei Padroni della Rivoluzione. Fu la condanna a morte per milioni di persone, fatta di ondata su ondata di carestie, requisizioni, espulsioni. Fu anche la fine delle promesse rivoluzionarie: se Lenin era arrivato al potere invocando "tutto il potere ai soviet" e "la terra ai contadini", i soviet erano ormai stati da tempo svuotati di ogni potere e i contadini stavano per perdere la loro terra. La nuova macchina produttiva ora si chiamava kolchoz, una struttura prima di tutto di carattere sociale in cui il contadino non aveva più la propria terra, ma continuava a lavorarla in comunità. Chi non voleva farne parte finiva sotto la mannaia di Stalin

13.39 – Premier polacco Morawiecki in visita a Kiev
Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki è arrivato a Kiev oggi. Lo riporta Kiev Independent. La visita di Morawiecki coincide con la giornata del ricordo delle vittime dell'Holodomor, la carestia provocata dall'Urss in Ucraina, che ha ucciso milioni di persone nel 1932-1933.

13.12 – Sei persone ferite dopo l’attacco su Dnipro
A seguito di un attacco delle truppe russe su Dnipro sono almeno sei le persone rimaste ferite. Una donna è in gravi condizioni. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipro, Valentyn Reznichenko, come riporta Unian. Reznichenko ha aggiunto che i russi hanno colpito un quartiere residenziale della città.

11.41 – Ucraina commemora Holodomor: "Mosca pagherà per allora e oggi"
La Russia dovrà rispondere non solo delle devastazione compiuta in questi mesi in Ucraina ma anche per la carestia che, in epoca sovietica, causò la morte di milioni di persone nell'inverno tra il 1932 e il 1933: lo ha denunciato il capo dell'ufficio presidenziale ucraino, nel giorno in cui Kiev celebra il 90° anniversario della tragedia. "I russi pagheranno per tutte le vittime dell'Holodomor e risponderanno dei crimini di oggi", ha scritto Andriy Yermak su Telegram, usando il nome ucraino per la carestia. Holodomor è termine che combina le parole ucraine holod (fame, carestia) e moryty, (uccidere), una combinazione che dunque esprime l'intenzionalità di procurar la morte per fame. Nel novembre 1932, Joseph Stalin inviò la polizia a sequestrare tutto il grano e il bestiame dalle fattorie appena collettivizzate; furono portato via anche le sementi necessarie per piantare il raccolto successivo, tanto che milioni di contadini ucraini morirono di fame. La Russia respinge le accuse secondo cui le morti sarebbero state causate da una deliberata politica di genocidio, sostenendo che anche i russi e altri gruppi etnici morirono per quella carestia.

11.23 – Metsola: “In arrivo in Ucraina generatori elettrici da tutta Ue
"Siamo al fianco dei cittadini ucraini e doneremo generatori da tutta Europa per alimentare le loro case e illuminare la notte. Insieme attraverseremo l'oscurità causata dalle bombe del Cremlino". Così in un tweet la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, indicando che la campagna “Generatori di speranza”, lanciata mercoledì scorso insieme al sindaco di Firenze e presidente di Eurocities, Dario Nardella, "è in pieno svolgimento". L'iniziativa fa appello alle città europee a unirsi per aiutare gli ucraini a superare l'inverno, donando loro generatori di corrente e trasformatori per contribuire a mantenere in funzione le strutture essenziali del Paese, fornendo energia a ospedali, impianti di approvvigionamento idrico, centri di soccorso, rifugi e antenne telefoniche.

11.08 – Gli Usa riparano gli obici per Kiev in Polonia in un centro allestito dal Pentagono
Il Pentagono ha allestito in Polonia un centro per la riparazione delle armi di artiglieria pesate occidentali fornite all'Ucraina: lo riporta il New York Times. Secondo funzionari della difesa Usa, riporta il quotidiano statunitense, un terzo dei circa 350 obici di fabbricazione occidentale consegnati all'Ucraina finora sono danneggiati ed è diventata una priorità per il Comando europeo del Pentagono riparare questi armamenti dato che è impossibile farlo sul campo di battaglia. "Per ogni capacità che forniamo all'Ucraina, e per quelle che forniscono i nostri alleati e partner, lavoriamo per garantire che abbiano i giusti pacchetti di manutenzione in modo da sostenere tali capacità nel tempo", ha dichiarato in un comunicato il tenente comandante Daniel Day, portavoce del Comando europeo degli Stati Uniti. Secondo gli ultimi dati disponibili, dall'inizio della guerra il Pentagono ha inviato a Kiev 142 obici M777, un numero sufficiente per equipaggiare circa otto battaglioni. Le truppe ucraine utilizzano questa artiglieria per attaccare le truppe russe con raffiche di proiettili da 155 millimetri e per colpire le postazioni di comando con proiettili a guida di precisione.

10.59 – Mosca: “Ostile la dichiarazione del Parlamento Europeo sulla Russia stato sponsor del terrorismo”
Le autorità russe hanno definito la decisione del Parlamento europeo di dichiarare la Russia stato sponsor del terrorismo un "passo poco amichevole" e accusano l'Ucraina di essere stata "pioniera" nel diffondere una retorica che considerano "ingiusta". Le autorità ucraine, ha affermato in una conferenza stampa il viceministro degli Esteri russo, Oleg Siromolotov, hanno lanciato queste accuse "molto prima" della guerra iniziata a febbraio: nel 2014, nell'ambito del conflitto nel Donbass, Kiev ha bollato la sua "operazione punitiva" nella parte orientale del Paese come antiterrorismo. Simorolotov si è quindi rammaricato che la decisione adottata dal Parlamento europeo mercoledì scorso segua il filone di "una campagna informativa e politica" promossa dall'Occidente e che "non ha nulla a che fare con la reale situazione della lotta al terrorismo internazionale". "Se i singoli paesi o il Parlamento europeo vogliono cercare veri terroristi, suggeriamo di dare un'occhiata più da vicino ed arrivare ad una comprensione più profonda di ciò che è accaduto non molto tempo fa nel Mar Baltico e nel Mar Nero, e di non unirsi alla serie di risoluzioni fasulle", ha affermato.

10.55 – Tajani: “Non lasceremo da sola Kiev”
"Holodomor, 90 anni fa l'Ucraina veniva travolta da una terribile carestia causata da Stalin e dall'Urss. L'Italia ricorda i milioni di morti che ci furono, vittime di genocidio. Oggi con la guerra torna lo spettro di quei giorni. Non lasceremo solo il popolo ucraino", scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

10.18 – Lavrov, Ucraina sarà liberata da governanti  neonazisti
«Il popolo ucraino merita di vivere in amicizia accanto ai suoi fratelli slavi e sarà liberato dai governanti neonazisti»: lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un documentario trasmesso sul canale Rossiya 24. «Il popolo ucraino sarà liberato dai governanti neonazisti e merita di vivere in buon vicinato, amicizia, prosperità accanto ai suoi fratelli slavi», ha detto il ministro, secondo quanto riporta l'agenzia russa Ria Novosti

10.12 – Kiev, 86.710 soldati russi uccisi da inizio guerra, 560 ieri
Sono circa 86.710 i soldati russi uccisi dalle forze ucraine dall'inizio dell'invasione del Paese da parte di Mosca, inclusi 560 nelle ultime 24 ore: lo ha annunciato lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, come riporta Ukrinform. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l'esercito indica che si registrano anche 278 caccia, 261 elicotteri e 1.554 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 2.901 carri armati russi, 1.896 sistemi di artiglieria, oltre a 16 navi e 531 missili da crociera

10.07 – Meloni: “Russia si accanisce su infrastrutture civili. Convinto sostegno alla lotta agli ucraini. Ricorda Holodomor di Stalin”
"Nel giorno della ricorrenza dei 90 anni del Holodomor, lo sterminio per fame di milioni di ucraini voluto dal regime sovietico di Stalin, il pensiero va ai milioni di ucraini, in gran parte anziani e bambini, privati in pieno inverno di elettricità, acqua e riscaldamento dai bombardamenti russi che si accaniscono volutamente sulle infrastrutture civili. Azioni inaccettabili e in violazione del diritto internazionale che rafforzano la convinzione di sostenere il popolo ucraino nella sua battaglia per la libertà e la sopravvivenza". Lo si legge in una nota della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

9.46 – Kiev: “Serve maggior sostegno occidentale”
Il ministro delle Finanze ucraino Serhiy Marchenko ha dichiarato che è necessario un maggiore sostegno occidentale per aiutare il Paese a far fronte ai crescenti costi di ricostruzione dopo l'escalation di attacchi missilistici russi.

9.37 – Nucleare civile e militare: ecco cosa sta succedendo
Le autorità ucraine stanno gradualmente ripristinando l'energia elettrica, aiutate dal riallacciamento delle quattro centrali nucleari del Paese, ma milioni di persone sono ancora senza riscaldamento o elettricità dopo i più devastanti attacchi aerei russi della guerra. Intanto la Russia sta probabilmente rimuovendo le testate nucleari dai vecchi missili da crociera nucleari e sta sparando munizioni disarmate contro l'Ucraina, ha detto l'intelligence militare britannica. “Qualunque sia l'intento della Russia, questa improvvisazione evidenzia il livello di esaurimento delle scorte russe di missili a lunga gittata", ha dichiarato il ministero della Difesa su Twitter. 

9.21 – Oggi Gazprom spedirà 42,6 milioni di metri cubi di gas in Europa attraverso l'Ucraina
La russa Gazprom ha dichiarato che sabato spedirà 42,6 milioni di metri cubi (mcm) di gas in Europa attraverso l'Ucraina, un livello simile a quello degli ultimi giorni.

Ucraina, Zelensky: "In due giorni dimezzati gli utenti colpiti dai blackout"

9.12 – Zelensky critica il sindaco di Kiev: “Non ha fatto abbastanza”
In una rara critica pubblica ad un esponente delle autorità del paese, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha puntato il dito contro il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, per il lavoro - a suo parere inadeguato - di allestimento dei rifugi di emergenza destinati ai residenti privati di acqua, riscaldamento e corrente, dagli ultimi attacchi missilistici russi. Nel suo intervento serale Zelensky ha lamentato l'insufficiente contributo del primo cittadino della capitale e del suo staff all'opera di allestimento dei cosiddetti 'centri di invincibilità', dove le persone possono accedere a riscaldamento, acqua, internet e collegamenti di telefonia mobile. I problemi maggiori conseguenti ai blackout si sono verificati a Kiev, ha sottolineato il presidente. "Sfortunatamente le autorità locali non si sono comportate bene in tutte le città", ha detto nel suo video discorso notturno."In particolare, ci sono molte lamentele a Kiev. E' necessario più lavoro". Zelensky ha lamentato che molti dei residenti della città sono rimasti senza elettricità "per 20 o anche 30 ore" e ha chiesto "più sostegno" e "lavoro di qualità" all'ufficio del sindaco.

9.03 – Respinti attacchi russi in 8 villaggi a est in 24 ore

L'Ucraina ha respinto gli attacchi russi vicino a otto insediamenti nell'est del Paese nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev, come riporta il Kyiv Independent. L'esercito, si legge nel rapporto quotidiano dello Stato Maggiore, ha respinto gli attacchi russi vicino a Yakovlivka, Soledar, Bakhmutske, Bakhmut, Opytne, Pervomaiske, Krasnohorivka e Nevelske nella regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale. Ieri le forze russe hanno lanciato 11 missili, sette raid aerei e oltre 50 attacchi con sistemi di artiglieria a lancio multiplo, ha aggiunto lo Stato Maggiore.

08.35 – Media: Putin vuole uccidere Lukashenko
Il Cremlino ha preso una decisione su una "soluzione" radicale al problema di trascinare la Bielorussia nella guerra in Ucraina: eliminare il presidente Alexander Lukashenko, o comunque costringerlo a collaborare con un fallito attentato: lo scrive il centro studi statunitense Robert Lansing Institute, che cita fonti nella leadership militare russa. «Su istruzioni del presidente russo Vladimir Putin al suo ritorno dall'ultimo vertice CSTO (l'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, ndr), l'intelligence militare russa potrebbe tentare nei prossimi giorni di perseguire uno scenario che preveda un attentato al presidente bielorusso Alexander Lukashenko, o una sua imitazione con l'obiettivo di intimidirlo e spingerlo a ordinare finalmente alle sue truppe di impegnarsi direttamente nella guerra contro l'Ucraina, al fianco delle truppe russe», afferma l'istituto in un articolo pubblicato sul suo sito web. L'intelligence militare russa (GRU) sta esaminando lo scenario che prevede l'uccisione di Lukashenko, a seguito della quale le sue funzioni sarebbero affidate al Segretario Generale del CSTO, Sanislav Zas, uomo fedele alla Russia e sotto il controllo del GRU. Secondo il complotto, Zas dichiarerebbe poi l'adesione della Bielorussia alla Russia come entità autonoma, presumibilmente per prevenire la minaccia militare dell'Ucraina e della Polonia. Verrebbe quindi «riproposta una narrazione propagandistica secondo cui l'attentato a Lukashenko è stato architettato da Washington», sottolinea l'istituto. «In entrambi gli scenari - sia che si tratti di un attentato, sia di un fallito attentato a Lukashenko - verrebbero presentate "prove" inventate del coinvolgimento dell'Ucraina e della Polonia sotto la guida dell'intelligence della Nato», che offrirebbero un pretesto formale per la partecipazione delle truppe bielorusse alle operazioni di combattimento sul territorio ucraino.

08.00 – Ucraina, Gb: Mosca lancia missili nucleari disarmati come “esca”
«La Russia sta probabilmente rimuovendo le testate nucleari da vecchi missili da crociera e spara queste munizioni disarmate contro l'Ucraina. Lo sostiene l'intelligence militare britannica nel suo ultimo aggiornamento della situazione sul campo in Ucraina. I militari britannici hanno analizzato immagini open source che mostrano il relitto di un missile da crociera AS-15 KENT (ALCM) apparentemente abbattuto, «disegnato negli anni '80 esclusivamente come un sistema di trasporto nucleare. la testata è stata probabilmente sostituita con una zavorra». Secondo Londra la Russia utilizza questi missili disarmati «come esca per distrarre la difesa ucraina. Qualunque sia il motivo, questo tipo di improvvisazione evidenzia il livello di debolezza dell'attuale stock di missili a lungo raggio in Russia».

07.30 – Delegazione Kiev boicotta lavori dell’Osce
La delegazione permanente della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, boicotterà i lavori dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) a causa della riluttanza di quest'ultima ad espellere i rappresentanti russi. Ad annunciarlo è stata Yevgenia Kravchuk, membro della delegazione. «Da oggi, noi, la delegazione ucraina, stiamo boicottando il lavoro nell'Assemblea parlamentare fino a quando questa organizzazione internazionale non potrà decidere la sua posizione riguardo al coinvolgimento di russi, propagandisti e rappresentanti di uno stato terrorista, uno stato criminale», ha affermato Kravchuk, secondo l'agenzia ucraina Unian. L'annuncio segue il rifiuto dell'organismo di modificare le sue regole per espellere la delegazione russa. Ai delegati di Mosca non era stato concesso il visto per partecipare alla riunione a Varsavia.

07.20 – Ucraina, media: Russia colpisce Kramatorsk, 1 ferito
Le truppe russe hanno colpito Kramatorsk nell'Oblast di Donetsk, ferendo un uomo di 71 anni. Lo riporta Kyiv Independent, citando il sindaco di Kramatorsk Oleksandr Honcharenko. L'attacco ha anche distrutto una struttura medica e danneggiato tre grattacieli, ha aggiunto Honcharenko.

06.30 – 007 Kiev: voci su attacco russo da nord sono false
La direzione dell'Intelligence ucraina ha smentito le voci relative ai «presunti piani del nemico di attaccare l'Ucraina dai confini settentrionali alla fine di novembre». Lo riporta Ukrainksa Pravda.

00.54 – Zelensky concede 216 onorificenze per valore sul campo
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto per la concessione di onorificenze di stato a 216 persone tra cui soldati della 71esima brigata cacciatori e del 24esimo battaglione d'assalto Aidar. Lo ha comunicato in un videomessaggio il presidente, secondo quanto riferisce Ukrinform. La motivazione delle onorificenze è «per il coraggio e l'efficacia nell'annientamento del nemico e nel compimento di azioni di controffensiva».

00.52 – Zelensky invita la popolazione a risparmiare elettricità
Zelensky ha rivolto un appello alla popolazione per risparmiare energia. In un videomessaggio riferito da Ukrinform, Zelensky ricorda che «è necessario consumare con parsimonia elettricità in tutte le regioni, come sempre. Se non soffrite di un blackout elettrico, non significa che il problema sia superato. Se avete l'elettricità non vuol dire che possiate mettere in funzione più apparecchi nello stesso tempo». Il presidente ha sottolineato che sovraccarichi sulla rete sono registrati ogni sera.

00.28 – Kuleba: non cercate di convincerci che possiamo perdere
L'Ucraina invita i suoi alleati a dirigere i loro sforzi verso il raggiungimento dell'obiettivo della vittoria e del ripristino dell'integrità territoriale del nostro stato, «il che è abbastanza realizzabile». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un'intervista rilasciata a Le Parisien e rilanciata dai media ucraini. «Diversi eminenti generali dall'altra parte dell'Atlantico e in Europa credevano fermamente che la Russia avrebbe impiegato al massimo una settimana per occupare Kiev e prendere il controllo dell'Ucraina a febbraio. Quindi, quando oggi sento valutazioni pessimistiche, chiedo a tutti di concentrare le proprie energie sull'aiutare a vincere, piuttosto che cercare ragioni per possibili fallimenti», ha aggiunto.

23.46 – Kiev boicotta lavori Osce per riluttanza a espellere Russia
La delegazione permanente della Verkhovna Rada, il parlamento dell'Ucraina, presso l'Assemblea parlamentare dell'Osce boicotterà il lavoro dell'organizzazione a causa della riluttanza dell'organizzazione ad espellere i rappresentanti della Russia. Lo riferisce Unian. «Da oggi noi, la delegazione ucraina, stiamo boicottando i lavori fino a quando questa organizzazione internazionale non sarà in grado di formare il proprio atteggiamento nei confronti della partecipazione dei russi - propagandisti e rappresentanti di uno stato terrorista, uno stato criminale», ha annunciato Yevgenia Kravchuk, membro della delegazione.

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