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Letta alla direzione Pd: “Opposizione determinata, solo così abbiamo futuro”. Cuppi: “Partito chiuso e maschilista, ora va aperto”

Provenzano: «Se guardiamo ai lavoratori e alle disuguaglianze non siamo stati un grande successo». Discussione per gli interventi, Letta: «Da stamattina chiedete di anticipare e poi appena concluso ve ne andate»

A cura della redazione
Aggiornato alle 49 minuti di lettura

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(lapresse)

Si apre oggi la direzione del Pd, la prima delle quattro fasi che a febbraio-marzo porterà al congresso. La presidente del Partito Democratico Valentina Cuppi ha affermato: «Ho trovato un partito maschilista e qualcuno ha pensato che fossi una bandierina, ma credo di aver dimostrato di non esserlo quando ho protestato contro il rifinanziamento alla guardia costiera libica. Ora dobbiamo scegliere un indirizzo che dia a tutti la possibilità di partecipare». Verranno ricordati i punti del percorso del congresso elencati nella lettera agli iscritti (chiamata, nodi, discussione e primarie) e farà un’analisi del contesto nazionale e internazionale: guerra, crisi energetica, tensioni dentro l’Unione europea. Letta ribadirà poi la necessità di una opposizione convinta e determinata. Al centro però il nodo alleanze, con il Pd con due piedi in due staffe: quella rappresentata dal Terzo polo e quella rappresentata dalla ricostruzione del campo largo con il M5s. La direzione sarà la prima tappa della discussione sul percorso del congresso. Non mancano in queste ore gli appelli degli esponenti dem. Per Andrea Orlando la discussione deve avere come tema centrale «la partecipazione», mentre per Fabrizio Barca le elezioni sono state perse «perché da molto tempo non dà la sensazione di credere che sia davvero possibile cambiare radicalmente le cose e aumentare la giustizia». Dopo la vasta gamma di nomi scesi in campo per il post Letta, da Paola De Micheli al sindaco di Pesaro Ricci, sembra che il grosso di Base Riformista, la corrente ex renziana guidata da Guerini, abbia intenzione di sostenere Stefano Bonaccini. Anche il futuro dei prossimi gruppi parlamentari è da decidere: alcuni vorrebbero «una donna» come capogruppi delle delegazioni a Montecitorio e a Palazzo Madama, tra cui Simona Bonafè e Anna Ascani, insediate da Nicola Zingaretti, per il ruolo di capogruppo alla Camera. Rosy Bindi, invece, insieme ad altri intellettuali d’area dem, ha proposto lo scioglimento del partito del largo del Nazareno. 

Pd, Cuppi: "Partito è fortemente maschilista e dominato dalle correnti"

Il caso – Pd, scontro sulle primarie e sul leader. Bonaccini: “Tempi rapidi per il congresso”

L’intervista – Provenzano: “Il Pd deve guarire dal governismo e costruire una vera alternativa”

Il commento – Il destino del Pd e le colpe dei suoi leader

Aggiornamento ora per ora

22.10 – Pd: Gualmini, Bonaccini? Se si candidasse al Congresso lo sosterrei
«Bonaccini? Se decidesse di candidarsi al Congresso sicuramente lo sosterrei perché ha la capacità di parlare a mondi diversi, di espandere il partito e di costruire larghe coalizioni. Oggi credo che non abbia parlato in Direzione perché si deve essere sentito rassicurato dalle parole di Letta. C'è la certezza del Congresso, lo faremo entro febbraio. Bonaccini è davvero uno che sta in mezzo alla gente dalla mattina alla sera, è uno che ascolta». Così Elisabetta Gualmini (Pd), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

22.00 – FdI: assemblea eletti con Meloni lunedì alle 11.30
L’assemblea degli eletti di FdI alla Camera e al Senato, cui parteciperà Giorgia Meloni, si terrà lunedì 10 alle 11.30 presso l’Auletta dei gruppi parlamentari di Montecitorio.

21.40 – Salvini a Milano: “Non vediamo l’ora di passare dalle parole ai fatti”
Sul fronte governo, la Lega ha le idee chiare su cosa fare e con chi: “Non vediamo l’ora di passare dalle parole ai fatti” dice Salvini, secondo quanto riferiscono fonti leghiste. Per il segretario del Carroccio è stata una giornata di incontri privati a Milano dove ha incontrato il vice segretario del partito Giancarlo Giorgetti e, a Palazzo Lombardia, il presidente della Regione Attilio Fontana. In serata i tre torneranno a incontrarsi a Saronno (Varese) per l’assemblea provinciale dei militanti della Lega, che si svolgerà a porte chiuse.

20.30 – Energia: Ue avanti contro i rincari, arriva il corridoio per il gas
L’Ue continua, a piccoli passi, a muoversi verso soluzioni condivise per contenere i prezzi dell'energia, saliti alle stelle dopo l’avvio della guerra in Ucraina. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, partecipando ad una tavola rotonda su energia e clima, ha ribadito quello che ripete da mesi, che servono cioè soluzioni europee: «Dobbiamo lavorare insieme per affrontare la crisi energetica. Possiamo anche farlo in ordine sparso, ma perderemmo l’unità europea», ha detto. Oggi quattro Paesi membri, Italia, Polonia, Belgio e Grecia, hanno messo in circolazione un non paper, un documento che non rappresenta una proposta formale e non impegna i proponenti ma fornisce idee utili al dibattito, in cui si delinea sul piano tecnico come potrebbe funzionare un tetto al prezzo del gas mobile e flessibile. Il documento propone di istituire una banda di oscillazione per le transazioni all’ingrosso del gas naturale, ancorata ad valore di riferimento che agganciarsi ad un paniere di indicatori che superano il Ttf, il prezzo che si forma sul mercato olandese non più considerato rappresentativo perché soggetto a oscillazioni selvagge e troppo sensibile alle manovre russe. Vengono citati come possibili benchmark il prezzo del petrolio, quello del carbone e i prezzi del gas praticati su altre piazze, come quelle Usa e quelle asiatiche. In questo modo, si evita il rischio, paventato anche oggi dal premier olandese Mark Rutte, che le navi metaniere, assai più mobili dei gasdotti che sono fissi per definizione, possano fare rotta verso i mercati asiatici. Il motivo principale per cui Germania e Olanda si sono finora opposte a qualsiasi tentativo di imporre un prezzo al tetto del gas è che temono che le forniture di gas naturale liquefatto, che hanno consentito, sia pure a caro prezzo, di compensare le mancate forniture dalla Russia, si diradino e che venga quindi meno la materia prima. Finora, il gas in Europa non è mancato, malgrado le manovre del Cremlino, perché gli europei lo pagano di più. Ma proprio questa disponibilità a pagarlo qualunque cifra ha contribuito ai rincari.

19.55 – Governo: Meloni, “Esecutivo politico forte e coeso, ci distingueremo dalle politiche del Pd”

All’indomani dell’Esecutivo nazionale del partito, la leader di Fdi Giorgia Meloni è tornata a dire sui social: «Siamo al lavoro per una squadra di governo di alto profilo che metta al centro della sua azione la difesa dell’interesse nazionale e dei cittadini. Vogliamo un’Italia che torni a pensare in grande». Un governo, è il ragionamento di Meloni, «politico, forte e coeso, con un programma chiaro, un mandato popolare e un presidente politico». Un Esecutivo, ha ricordato Meloni, che come chiesto dai cittadini «porterà avanti politiche in discontinuità rispetto a quelle messe in piedi in questi anni dagli esecutivi a trazione Pd». Prossimo appuntamento per l’assemblea degli eletti alla Camera e al Senato è fissato per lunedì 10 ottobre alle ore 11.30 presso l’Auletta dei gruppi parlamentari di Montecitorio.

19.50 – La replica di Letta in direzione Pd: “Alle Regionali prima occasione di rilancio”
«Alle Regionali abbiamo la prima occasione di rilancio e di rigenerazione, se la gestiamo bene». Lo ha detto Enrico Letta in replica alla direzione del Pd. «Abbiamo perso e assumiamo la responsabilità della sconfitta, ma abbiamo un futuro a patto che accadano delle cose. Vestiamo subito i panni dell’opposizione, cambiamo subito mentalità. Per essere opposizione dobbiamo essere istituzionali, propositivi, ma essere opposizione. Ci farà bene, ci consentirà di rigenerarci e ripensare nostro futuro in raccordo con il nostro Paese». Il segretario ha aggiunto: «Vorrei che fossimo tutti molto più orgogliosi di quello che siamo. La nostra identità collettiva è un fatto importante ed è importante aver iniziato discussione con tutte le sue asperità».

19.35 – Pnrr: Draghi, in 2° semestre più veloci del previsto

«Per quanto riguarda il semestre in corso, l’attuazione procede più velocemente dei cronoprogrammi originari». Lo sottolinea il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Draghi, nella relazione sullo stato di attuazione del Pnrr, inviata alle Camere. «La fine della legislatura ha richiesto uno sforzo supplementare, per fare in modo che, dopo le elezioni, si potesse ripartire da una posizione il più avanzata possibile. La prima fase di attuazione del Piano, dedicata soprattutto al disegno e all'approvazione delle riforme, si sta esaurendo. Nei prossimi mesi e anni occorre attuare queste riforme sul campo, monitorando continuamente i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi quantitativi indicati nel Pnrr. Per gli investimenti, la fase relativa alle procedure pubbliche per l'assegnazione delle risorse ai soggetti attuatori è in gran parte terminata: occorre ora fare in modo che gli investimenti siano portati a termine nei tempi e nei modi previsti, assicurando che le risorse europee siano spese in modo trasparente e onesto». Draghi aggiunge: «Il Governo ha adottato le misure necessarie a favorire una efficace attuazione del Piano. Sin dall’inizio sono state previste forme di supporto e assistenza per gli enti attuatori, garantendo già dalla fase di progettazione degli interventi il sostegno delle società partecipate pubbliche. Per rispondere all’aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, sono stati rafforzati gli strumenti per adeguare i costi delle opere. È stato inoltre assicurato un incisivo sistema di monitoraggio e di controllo degli interventi anche al fine di evitare frodi e infiltrazioni criminali. Il lavoro di attuazione deve continuare nei prossimi anni, fino alla fine del Piano, con la stessa forza ed efficacia, seguendo il metodo, incentrato sull’attento monitoraggio di obiettivi e tempi di realizzazione, in un contesto di leale e fattiva collaborazione».

19.20 – Energia: Fratoianni, “Fdi con petrolieri e non con le famiglie”

«Pare che al Parlamento Europeo, Fratelli d’Italia abbia votato sia contro il disaccoppiamento dei prezzi tra elettricità e gas che contro la tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche, tentando inoltre di depotenziare il tetto europeo al prezzo del gas. Nessuno stupore visto che Meloni ha passato la campagna elettorale a non dire nulla sul tema». Lo afferma Nicola Fratoianni dell’Alleanza Verdi Sinistra. «Fino a quando erano all’opposizione, erano molto loquaci. Oggi - prosegue il leader di Sinistra Italiana - che si preparano a governare, ritrattano tutto, cambiano registro, fanno gli occhi dolci ai mercati. Si definiscono patrioti, ma qual è la loro patria? Lavoratori e imprese in difficoltà o le grandi compagnie energetiche? Evidentemente è subito chiaro da che parte stanno e cosa ci aspetta».

19.02 – Lavoro: Conte, “subito proposta M5s su riduzione orario. Meno lavoro a parità di salario, misura da sperimentare”

«La riduzione del tempo di lavoro a parità di salario è una proposta che abbiamo lanciato con forza in campagna elettorale e che porteremo avanti fin dall’inizio della nuova legislatura. Rispetto agli altri principali Paesi europei, infatti, in Italia si lavora di più ma la produttività rimane stagnante. Il nostro obiettivo è sperimentare questa misura nei settori a più alta intensità tecnologica, senza imporla alle imprese, ma anzi discutendone con loro. Possiamo partire da quattro ore di riduzione sulle 40 settimanali. In Europa, molti altri Paesi si sono già mossi in questa direzione. Partiamo da qui: il Movimento 5 Stelle - conclude - è pronto».

18.51 – Pnrr: Draghi, ricevuti 45,9 miliardi di euro, presto in arrivo altri 21
I risultati conseguiti sono significativi. Nel primo semestre del 2022, l’Italia ha raggiunto ancora una volta tutti gli obiettivi del Pnrr, come ha accertato la Commissione europea la scorsa settimana. L’Italia presto potrà ricevere altri 21 miliardi di euro, dopo i 45,9 miliardi degli scorsi mesi. Lo scrive il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Draghi, nella seconda relazione sulla stato di attuazione del Pnrr inviata alle Camere.

18.40 – Pd: Bonaccini, congresso in tempi certi, non parli di alleanze
«Oggi si decidono tempi e modi per fare il congresso del Partito democratico. Condivido il percorso proposto da Enrico Letta, col quale ci siamo confrontati nei giorni scorsi: un congresso vero in cui riaffermare e rigenerare l’identità del Pd». Lo dichiara il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in merito alla direzione del Pd. «Lo faremo in tempi certi e ragionevoli, perché il Paese ha bisogno di un Governo ma anche di un’opposizione pienamente in campo. Partiamo oggi per discutere del progetto del Pd e dell’Italia. Non di alleanze di là da venire. Un congresso per discutere con le persone nella società, non nel chiuso di una stanza, perché la democrazia si nutre di partecipazione. E già il fatto che non si discuta più di nome e simbolo lo considero un passo avanti: i problemi che dobbiamo affrontare adesso sono di sostanza, non di forma».

18.24 – Energia: Tajani, “tetto prezzo gas unica via per ridurre bollette”
«Ci auguriamo che da Praga arrivino messaggi di buon senso, che si trovi finalmente un accordo da consolidare al Consiglio europeo del 20 per mettere un tetto al prezzo del gas. È l’unica strada percorribile per abbattere l’inflazione, per ridurre il prezzo delle bollette e per aiutare famiglie e imprese non solo in Italia ma in tutta Europa». Lo dice il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo ai cronisti. «Serve una coesione europea, solo così potremo risolvere i problemi che stiamo affrontando. Serve questa Europa e che anche la Germania comprenda che non si può essere europeisti a parole ma bisogna esserlo nei fatti».

18.15 – Pnrr: Draghi invia alle Camere documento su stato attuazione
Il Governo ha trasmesso alle Camere la seconda Relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, esaminata ieri nel corso della Cabina di Regia sul Pnrr presieduta a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

18.10 – Pd: Orlando, abbiamo sottovalutato scissione Di Maio e sopravvalutato deterrenza Draghi
«Non è credibile che la colpa sia di qualcun altro. Ognuno di noi ha avuto le sue responsabilità. Io voglio dire le mie. Io penso che abbiamo sottovalutato gli effetti della scissione di Di Maio e sopravvalutato la capacità di tenuta del governo Draghi. E poi abbiamo dato una lettura sbagliata delle amministrative, pensando che i 5S fossero spariti. Io non sono entrato nel Governo Conte bis, c'era un'ipotesi. Mi sono illuso nella costruzione del Governo Draghi di dare continuità e condizionare la politica di quel governo alla dimensione del lavoro». Così il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervenendo nel corso della direzione Pd.

18.05 – Fornero, “Salvini ministro del Lavoro? Non lo auguro a italiani”
Salvini «ha detto che non ho mai lavorato in vita mia, se la pensassi allo stesso modo potrei dirgli che per lui è arrivato il momento di iniziare a lavorare». Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro. Alla domanda su come vedrebbe il leader leghista nel suo ex dicastero risponde: «Non auguro agli italiani Salvini ministro del Lavoro - ha detto Fornero - io non ho fiducia in lui, gli darei una pausa». Alle ultime elezioni «lo ha trascinato il risultato di Meloni altrimenti lui sarebbe stato un perdente». Alle elezioni «ho votato da una parte per il Pd e dall’altra per Calenda. È stato un errore grave non mettersi insieme, quello sarebbe stato il mio auspicio».

17.55 – Droga: Radicali, destra smetta di strumentalizzare i bambini
«Basta con la strumentalizzazione dei bambini da parte di esponenti della destra. Nel prossimo Parlamento si ricostituisca subito l’intergruppo antiproibizionista». Così in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Giulio Manfredi, segretario, tesoriera e membro di giunta di Radicali Italiani. «Rimaniamo sempre sorpresi dall’estrema facilità con cui coloro che si ergono a strenui difensori dei giovani (italiani) e dei bambini (italiani) strumentalizzino a fini di parte, senza vergognarsi, singoli episodi in cui sono stati coinvolti, in genere come vittime, tali bambini. Purtroppo, dobbiamo ancora una volta constatare che il Parlamento morente ha perso una grandissima occasione per fare passi in avanti sul fronte della legalizzazione, ora si preannuncia il 'grande freddo' proibizionista. A maggior ragione, occorre che da subito le varie realtà antiproibizioniste presenti in Italia facciano fronte comune e che si ricostituisca da subito, nel prossimo Parlamento, l’intergruppo antiproibizionista», concludono.

17.50 – Pd: De Luca, serve scossa dai territori e doppie primarie
«È doveroso aprire una riflessione chiara e decisa al nostro interno. Il Pd è un presidio di democrazia per l'intero Paese e non possiamo permetterci di sbagliare, ma neppure di arrenderci. Sono convinto che ce la faremo, ma ci vuole una scossa che parta dai territori per rifondare il Partito democratico dalle fondamenta». Così Piero De Luca, deputato Pd, intervenendo alla direzione del partito. «Apriamoci alla società con un’ipotesi innovativa per la selezione della leadership. Sostituiamo la fase delle convenzioni interne con un primo turno di selezione con primarie aperte nei gazebo anche per la scelta dei due candidati al ballottaggio. Dobbiamo raddoppiare le primarie, altro che eliminarle. Apriamoci al massimo a tutti i nostri sostenitori. È una novità, ma di queste novità abbiamo bisogno per rinascere e rifondare il Partito», conclude.

17.25 – Pd: De Micheli, “confermo candidatura per realizzare cambiamento. Un congresso non è un concorso di bellezza”
«Qui voglio confermare la mia candidatura che non è solitaria, ma è non ha paura di rompere le convenienze». Lo dice Paola De Micheli alla direzione del Pd. «Il cambiamento lo voglio e lo vorrò realizzare. Non possiamo rimuovere la realtà: le persone vivono una condizione di incertezza. Nella fase di preparazione della opposizione dobbiamo essere più umili. Abbiamo sbagliato da tempo, non solo in campagna elettorale, e la colpa non è delle paure, ma della nostra incapacità di interpretarle», continua De Micheli. «L’espansione del Pd a cui hanno lavorato generosamente donne e uomini non c’è stata. Abbiamo escluso pezzi importanti di società e strozzato la voce e il talento delle donne. Dovremmo essere più consapevoli, anche quando diciamo cose giuste i nostri linguaggi rischiano di essere elitari e respingenti e non comprensibili da coloro che dovremmo rappresentare. Dovremmo essere meno ipocriti: un congresso non è un concorso di bellezza».

17.18 – Energia: Draghi a Ue, “insieme contro la crisi o si perde unità”
«Dobbiamo lavorare insieme per affrontare la crisi energetica. Possiamo anche farlo in ordine sparso, ma perderemmo l’unità europea». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo intervento alla tavola rotonda su “Energia, Clima, Economia” al vertice della Comunità politica europea a Praga. Al tavolo hanno partecipato, oltre all’Italia, Germania, Portogallo, Irlanda, Belgio, Bulgaria, Liechtenstein, Norvegia, Ucraina e Serbia. I leader si sono soffermati sul tema dell’Energia, e in particolare sulla risposta europea all’aumento dei prezzi. Durante la tavola rotonda, è stato evidenziato come l’aggressione russa all’Ucraina abbia colpito duramente il mercato del gas, generando incertezza sulle forniture in molti Paesi Ue e spinto i prezzi a livelli record. Gli alti prezzi del gas stanno incidendo sul costo dell’energia per famiglie e imprese, e rappresentano un ostacolo alla competitività globale. Durante gli scambi tra i leader sono state esposte le diverse soluzioni comuni proposte da buona parte dei Paesi europei. L’obiettivo è ripristinare una corretta dinamica di mercato e dei prezzi, tenendo così sotto controllo anche l’inflazione.

17.15 – Lega: Salvini a Fornero, “cancellare la sua legge sarà un piacere”
«La Fornero non mi ama? Ne sono orgoglioso! Cancellare la sua orribile legge sarà un dovere e un piacere». Così twitta il segretario della Lega, Matteo Salvini replicando alle dichiarazioni dell’ex ministra del Lavoro, Elsa Fornero.

17.10 – Pd: Cuppi, “partito maschilista e con la logica delle correnti”
La presidente del Pd ha prseguito «Le persone che partecipano alle primarie non devono venire a votare solo un segretario o una segretaria: tante persone vogliono dare il loro contributo, e sono disposte a darlo se si danno loro gli strumenti. Non ci sono stati gli strumenti veri per partecipare, per questo le primarie vanno riviste». Valentina Cuppi, durante la direzione del partito, in corso al Nazareno, ha aggiunto: «Il Pd è un partito fortemente maschilista in cui per contare bisogna piegarci alle logiche delle correnti».

17.00 – Pd: Cuppi, “partito maschilista e chiuso. Ora va aperto davvero”
«Pensavo di poter dare un contributo. Poi sono stata schiacciata da meccanismi che tutto erano tranne che di apertura». Lo ha detto Valentina Cuppi alla direzione del Pd. «Ho trovato un partito maschilista e qualcuno ha pensato che fossi una bandierina, ma credo di aver dimostrato di non esserlo quando ho protestato contro il rifinanziamento alla guardia costiera libica. Quando sono stata scelta io è stato scelto Marzabotto. Credo che non si sia capita fino in fondo l’importanza della memoria e se ora ha vinto un partito che ha la fiamma tricolore nel simbolo vuol dire che abbiamo sbagliato. Ora dobbiamo scegliere un indirizzo che dia a tutti la possibilità di partecipare e solo dopo scegliere il nome da mettere sul campanello. Cinque mesi sono sufficienti a patto che vengano utilizzati nel modo giusto», aggiunge Cuppi.

16.55 – Ue: Mattarella, “sulla difesa comune fatti passi avanti modesti”
« passi fatti nel campo della difesa comune europea sono stati finora piuttosto modesti». Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo questa mattina alla prima sessione della XVII riunione dei Capi di Stato del gruppo Arraiolos a Malta su «l’efficacia dell’azione dell’Ue quale attore globale». Mattarella ha sottolineato che dobbiamo «dotarci di strumenti adeguati. È indispensabile una politica estera e di difesa comune dell’Unione. In collaborazione stretta con la Nato».

16.48 – Pd: Boccia, “sì identità ma al congresso si definiscano le alleanze
«Sì l’identità del partito ma il congresso deve servire anche a definire le alleanze, che vanno definite in un congresso costitutivo, altrimenti cadiamo di nuovo nel peccato di ignavia». Lo dice Francesco Boccia alla direzione del Pd. «La sconfitta è chiara e senza appelli. È ua sconfitta politica: il centrodestra entra a Palazzo Chigi senza avere la maggioranza nel Paese. In Campania il centrodestra ha il 33 per cento. E così in tante parti d’Italia». Nel Lazio governiamo con il M5s e con il terzo polo. Lo facciamo anche a Bologna. Ma non siamo riusciti a fare una alleanza adeguata, quella alleanza che ci ha consentito di vincere alle amministrative e alle regionali del 2021 e del 2022. Abbiamo portato avanti un percorso, tra il 2020 e il 2022, costruendo una aggregazione che non siamo riusciti a costruire alle politiche e abbiamo perso. La discussione sulle alleanze è stata condizionata con chi guarda la realtà con lo sguardo rivolto al Nord sociale. Ora, la nostra forza è la contendibilità, è la rete dei circoli. Queste persone merita che si difenda il simbolo e l’idea del Pd», aggiunge Boccia. «Non ce l'abbiamo fatta a diventare il partito di riferimento degli ultimi. Ripartiamo dalla strada, da dove dobbiamo vivere».

16.40 – Pd: Lepore, serve rivoluzione che cambia dirigenti
«Il Pd non lo dobbiamo sciogliere ma rifondare. Sono cambiati 9 segretari, ma fra i protagonisti della vita politica del nostro partito vedo gli stessi ragionamenti e portati avanti più meno sempre dagli stessi volti. Dobbiamo avere il coraggio di fare quella rivoluzione che cambia i dirigenti senza rottamarli». Lo ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore alla direzione Pd, in corso al Nazareno.

16.37 – Ucraina: Cuperlo, “Putin sciagura, ma bisogna porsi domande sulla strategia”
«Putin è un dittatore e la sua crociata contro l’Occidente è tra le peggiori sciagure di questo secolo, ma dinnanzi alla strategia di Zelensky porsi questa domanda è un dovere: noi seguiamo quella scia? Avanti fino alla vittoria sul campo e se questo comporta il rischio dell’atomica la mannaia della storia ricadrà per intero sul Cremlino? Oppure spingiamo per rilanciare il traguardo di una tregua?». Lo ha detto Gianni Cuperlo alla direzione del Pd «Il problema è - ha esordito - che non ha vinto destra liberale ma una destra sociale» che era «marginale anche dentro il blocco conservatore. Una destra sociale non si sconfigge opponendole solo una sinistra delle libertà. Non basta perché si rivolge al nostro mondo. Lo ha fatto con l'arma più potente della politica, che è l'ideologia, promettendo sostegno ai ceti impoveriti e, legittimando il pensiero reazionario. La cultura liberale, che è parte di noi, possiede argomenti forti a presidio della democrazia, ma non tanto per rispondere a chi è colpito nei bisogni materiali. Noi abbiamo perso qui, non ora ma negli ultimi 10 anni». Cuperlo ha parlato di «una destra di governo che il 25 aprile non si alzerà in piedi». Per il Pd «la soluzione non è lo scioglimento, ma rifondare una politica nella società e farne di nuovo uno strumento di emancipazione collettiva», farci «leva di un’alternativa radicale e radicata», ha proseguito. «Rimettiamoci in piedi», l’appello finale.

16.32 – Ue: “Pnrr italiano procede secondo quanto previsto”. A fine settembre luce verde Commissione su seconda tranche fondi
Le cose stanno procedendo secondo quanto previsto. Lo spiegano fonti della Commissione Ue in merito alle tempistiche di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia. Le stesse fonti ricordano, a conferma di ciò, come a fine settembre Bruxelles abbia dato luce verde alla seconda tranche di finanziamenti del Netx Generation Ue. A Praga, il premier Mario Draghi avrà un incontro con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen a margine del vertice della Comunità Politica europea.

16.25 – Pd: Cuperlo, “Opa ostile contro di noi, chi si propone venga qui a parlare”
«Chi ha immaginato di proporre se stesso abbia la pazienza di venire qui e prendere la parola davanti alla platea. I tempi non rispondono a quelli dei social, della Tv o dei giornali ma a quelli della ragione politica e della ragione dello stare insieme». Lo ha detto Gianni Cuperlo nel suo intervento alla Direzione del Pd. «La risposta non è lo scioglimento o resuscitare una vecchia sinistra, la scelta non è tra Melenchon o Macron ma rifondare la politica, ricollocarla nel campo della società italiana strumento di emancipazione collettiva nel segno di una giustizia», ha spiegato tra l’altro Cuperlo. «Se vogliamo contrastare una Opa ostile sul nostro simbolo o la nostra comunità dobbiamo scommettere su di noi, fare una vera alternativa radicale, radicata, popolare» e «rinnovare la classe dirigente senza banalizzare», ha proseguito Cuperlo sottolineando: «Il nostro Congresso deve trasmettere profondità. Non basta cambiare segretario, fosse stato per me non l'avrei neanche cambiato».

15.57 – Calenda: “Su Pnrr ha ragione Draghi. Meloni mette le mani avanti”
Sul Pnrr «ha ragione Draghi», perché se ci fossero ritardi «non ci pagherebbero le tranche» e il Piano «è monitorato dall'Ue. La leggo come una cosa in cui si mettono le mani avanti per dire, come tutti i nuovi governi quando arrivano, che il governo prima ha sbagliato o non ha fatto. Credo che la Meloni dovrebbe concentrarsi su come implementare il Pnrr», perché «se iniziamo così non ne usciamo più fuori». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, a SkyTg24

15.54 – Bettini: “Impensabili cose rosse o giallorosse”
«La sconfitta è netta e dolorosa, è una sconfitta molto più politica che non di crollo elettorale. Le ragioni vanno cercato negli ultimi anni non nell'ultimo periodo. Penso che la conduzione del segretario sia stata di grande dignità, di collegialità, di rispetto delle opinioni». Così Goffredo Bettini intervenendo in direzione Pd. «Non si può pensare a nessuna cosa rossa, giallorossa, rossogialla, allo scioglimento. In questo momento il centro è quello che vogliamo essere, questo non è stato chiaro», ha aggiunto

15.43 – Fornero: “Salvini al Lavoro? Non lo auguro agli italiani”
«Salvini ha detto che non ha mai lavorato in vita sua, se la pensassi allo stesso modo potrei dirgli che per lui è arrivato il momento di iniziare a lavorare». Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro. Come vedrebbe il leader leghista nel suo ex dicastero? «Non auguro agli italiani Salvini ministro del Lavoro – ha detto – io non ho fiducia in lui, gli darei una pausa", alle ultime elezioni "lo ha trascinato il risultato di Meloni altrimenti lui sarebbe stato un perdente». Lei per chi ha votato? «Ho votato da una parte per il Pd e dall'altra per Calenda. È stato un errore grave non mettersi insieme, quello sarebbe stato il mio auspicio»

15.41 – Damiano: “Pd ha fallito, no primarie iscritti scelgano dirigenti”
«Non sarà un percorso facile e non dobbiamo farci dettare la linea da quelli che non sono iscritti al partito. Non sono appassionato di marketing, non dipende dal simbolo. Cosa penso del Pd? A 15 anni penso che l'esperienza è fallita. La fusione non ha funzionato e lo statuto per come è stato scritto ha contribuito a impedire la fusione. Io sono contrario alle primarie aperte. Io vorrei che i dirigenti del nostro partito fossero eletti dagli iscritti». Così Cesare Damiano, intervenendo alla direzione del Pd.

15.26 – Verini: “Scioglimento correnti sarebbe un bel segnale d’apertura del congresso”
«Ho sentito in questi giorni queste parole: respingenti, antipatici. Non screditati. Io condivido il discorso di Letta, ma non possiamo eludere la domanda del perchè siamo respingenti. Ho paura dell'opa ostile che noi stessi lanciao sul Pd. Perchè la credibilità non dipende solo dagli altri. Io penso che uno dei problemi è che siamo un partito chiuso. Non mi vrgogno di aver appoggiato il governo Draghi, ma è evidente che noi non riusciamo a connetterci veramente. Non possiamo pensare di intraprendere relazioni sociali solo attraverso le istituzioni. Dobbiamo stare tra le persone come partito. Su questo dobbiamo fare un congresso e lo scioglimento delle correnti sarebbe un segnale importante di apertura del nostro congresso». Lo ha detto Walter Verini alla direzione del Pd. «Ha ragione Fassino: se oggi il Pd non ci fosse, alla luce di quanto accaduto in questi anni, ci troveremmo a ragionare di come costruire il Pd», aggiunge Verini

15.21 – Cappato e Gallo: “Non ci spaventa nuova maggioranza 'Andiamo avanti con disobbedienze civili, ricorsi e referendum”
In tema di diritti civili «negli ultimi anni gli unici avanzamenti significativi sono stati ottenuti nei tribunali nella totale inerzia dei partiti. Il tema della scienza e delle libertà è stato cancellato dalla campagna elettorale, perché ricercatori e malati non servono a nutrire clientele politiche. Non ci spaventiamo dunque del fatto che ci sia ora una nuova maggioranza che si prepara ad essere non solo inerte, ma anche ostile a nuove riforme di libertà». È quanto sostenuto da Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, nel corso della conferenza stampa di presentazione del 19/o Congresso dell'associazione in programma a Modena dal 13 al 16 ottobre prossimi. «Noi – hanno aggiunto – andiamo avanti, per la libertà di ricerca e di autodeterminazione dall'inizio alla fine della vita, attraverso disobbedienze civili, ricorsi giudiziari e attivazione degli strumenti di iniziative popolari, come i referendum»

15.15 – Fornero: “Meloni? Si sta preparando”
Panetta all'Economia? «Sarei contenta, come cittadina, e sarei molto rassicurata. Meloni e' prudente nelle poche dichiarazioni che fa, e anche questo è apprezzabile, ma non tutta la sua maggioranza mostra la stessa responsabilità». Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro. Ha fiducia in Giorgia Meloni premier? «Si è comportata in maniera responsabile finora, ha dato una grossa prova di consapevolezza, si sta preparando, sta studiando». Suggerirebbe a Meloni di inserire dei tecnici nel suo esecutivo? «Se fossimo in un periodo in cui si potesse aumentare tranquillamente il debito tutti vorrebbero fare i ministri dell'Economia, ma ora siamo in tempi difficili. Chi è che si prende queste responsabilità che fanno perdere consensi? Allora si mette un tecnico, cosa che da' anche la scappatoia al politico per poter dire 'la colpa è la sua»

15.11 – Orfini: “Pd non deve costruire il campo ma essere il campo”
«Io credo che la nostra sia stata una sconfitta grave, non credo che vada minimizzata. Va al di là della dimensione numerica del nostro risultato. In questa campagna elettorale non ho trovato una persona felice di votare Pd, nemmeno tra i nostri elettori. È stata una sconfitta numeri e politica. Non e' nata in questo ultimo anno e mezzo, maha radice più profonde. Non penso che abbiamo perso perchè c'è stata la guerra o perchè non abbiamo concluso il percorso delle Agorà. Il punto e' che nella classe dirigente non c'è più fiducia in questo partito, nato non per costruire un campo, ma per essere il campo». Lo ha detto Matteo Orfini alla direzione del Pd. «Le scelte collettive fatte hanno trasofrmato il Pd nel partito dela tutela dello status quo. L'opposto di quello per cui siamo nati», aggiunge Orfini

15.09 – Bonelli: “Ecco come Cingolani ha sabotato Pnrr e rinnovabili”
«Al MiTE sono bloccate autorizzazioni per 37 GW di impianti di energie rinnovabili. Le autorizzazioni sono ferme presso la Commissione Tecnica PNRR PNIEC, istituita con Decreto legge 77/2021 allo scopo di accelerare il rilascio delle autorizzazioni per impianti da FER. Dal suo insediamento, il 18 gennaio 2022, la Commissione voluta dal Ministro Cingolani non ha rilasciato nemmeno un'autorizzazione o una VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Ogni mese, al MiTE, arrivano progetti che si fermano e si accatastano gli uni sopra gli altri. Solo a settembre 2022, sono state presentate presso la Commissione PNRR PNIEC richieste per impianti di rinnovabili per 6,3 GW. Ecco la prima di tre mosse messe in atto da Cingolani per sabotare contemporaneamente le rinnovabili e il PNRR». Così in una nota il co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: «La seconda mossa: il Ministro non ha approvato il Decreto sulle aree idonee per le rinnovabili. In questo modo, i 280 GW le cui richieste di allacci alla rete elettrica sono ferme presso Terna continueranno a rimanere bloccate grazie al MiTE. Infine, il Ministro ha bloccato il Decreto attuativo sulle comunità energetiche che darebbero un forte impulso alla riduzione dei consumi elettrici da idrocarburi con notevole risparmio economico». «Oggi sono quasi un milione gli impianti da FER per autoconsumo: si tratta di 10TWh di consumi elettrici residenziali su un totale di 66TWh, vale a dire il 15% dei consumi elettrici nazionali residenziali. Perfino il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ha dovuto rinunciare a installare i pannelli fotovoltaici perché le norme lo hanno fermato. Con 70 GW di rinnovabili che si potrebbero installare in meno di 4 anni, - conclude Bonelli- l'Italia potrebbe fare a meno di 26 miliardi di metri cubi di gas pari alla quota fissa di gas che l'Italia utilizzava nel 2021»

15.00 – Fabi: “Da governo 50 miliardi di fondi e sconti fiscali per famiglie e imprese”
Ammontano a quasi 50 miliardi di euro, tra sconti fiscali e bonus diretti, gli aiuti concessi dal governo a famiglie e imprese per far fronte all'aumento dei costi delle bollette energetiche. Si tratta di 5,6 miliardi stanziati nell'arco del 2021 e di altri 43,5 miliardi di fondi messi a disposizione quest'anno per un totale di 49,1 miliardi. È quanto emerge da un documento della Fabi che ha analizzato le misure del governo "Draghi" varate per contrastare il "caro energia". Quattro le aree di intervento: per il contenimento dei costi delle bollette, con lo stop agli oneri generali di sistema, sono stati stanziati 19,8 miliardi nell'arco del biennio (5,1 miliardi nel 2021 e 14,7 miliardi nel 2022); altri 3,3 miliardi (500 milioni nel 2021 e 2,8 miliardi nel 2022) riguardano il bonus sociale per pagare le utenze elettriche, riservato alle famiglie con Isee fino a un massimo di 20.000 euro; il credito di imposta per le imprese, cioè lo sconto fiscale concesso se i costi sono cresciuti di almeno il 30%, vale 18,3 miliardi, tutti stanziati quest'anno; la riduzione delle accise per il carburante, ovvero una diminuzione delle tasse pagate principalmente sull'acquisto di benzina a gasolio). L'aumento dei costi energetici potrebbe avere un impatto significativo sui progetti già programmati nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. "Bisogna mettere le mani al Pnrr: l'aumento dei prezzi energetici ne impone una revisione. Se non si modificasse, infatti, tutti gli investimenti programmati potrebbero fermarsi o non partire affatto. Mi riferisco proprio ai costi che, rispetto alle previsioni iniziali di parecchi mesi fa, sono nettamente cambiati proprio a causa dell'incremento vertiginoso dei prezzi dei prodotti energetici, dal gas all'energia elettrica. l'impennata dei costi dell'energia rappresenta una criticità enorme per il nostro Paese. Ritengo fondamentali due aspetti: da un lato la tempestività degli interventi, dall'altro occorre rendere l'Italia indipendente rispetto ad alcune decisioni prese all'interno dell'Unione europea" ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Mattino Cinque in onda su Canale 5

14.56 – Morra: “D’Alema sponsor dei 5stelle? Mi viene da ridere”
«Divertente 'scoprire' che il 'main sponsor' del M5S sia D'Alema». Così su Twitter il senatore Nicola Morra

14.54 – Direzione Pd infinita, ma Letta non aggiorna riunione
Una valanga di interventi alla Direzione Pd. Gianni Cuperlo avanza una mozione: «Alla luce del numero degli interventi, chiedo alla presidente Cuppi di poter riaggiornare la riunione per garantire a tutti l'attenzione e non impoverire una discussione di grandissimo interesse e qualità». La mozione Cuperlo però viene bocciata da Enrico Letta: «Avevamo fissato l'orario delle 17 per chiedere la riunione, lo spostiamo più avanti». E aggiunge il segretario: «Anche per rispetto del lavoro che sta facendo la presidente Cuppi. Sono testimone di quanto avviene da stamattina: venite a chiedere di anticipare l'intervento, poi una volta fatto ve ne andate». Concorda Cuppi: «Andiamo avanti, non guardo al bilancino e non faccio giochi di corrente. Ho cercato di garantire tutte le vostre esigenze. Andiamo avanti"»

14.50 – Direzione Pd: ancora una trentina di interventi. Bonaccini non parlerà
La presidente del Pd Valentina Cuppi ha letto, a dibattito in corso, la lista dei dem che si sono iscritti a parlare in direzione. Sono ancora più di 30 gli interventi previsti. Tra questi figurano Andrea Orlando, Goffredo Bettini e Paola De Micheli, che si è candidata alla segreteria. Non è presente nell'elenco invece Stafano Bonaccini

14.45 – Rauti: “Nessuno scontro con Draghi, ma il piano non è in ordine”
«Io capisco alcune ricostruzioni giornalistiche che ho letto anche nella rassegna di oggi ma non è così, non c'è nessuno scontro. Si sta cercando di fare una transizione che sia normale, da paese normale, con un normale passaggio di consegne. Dopodiché il presidente Draghi ha sottolineato che per quanto riguarda il Pnrr è tutto in ordine, ma in realtà non è esattamente così. Ma questo non lo diciamo soltanto noi, lo dice anche appunto la stessa stampa di oggi perché ci sono molti decreti attuativi fermi, ci sono molti progetti ancora da rendicontare. Quindi c'è un certo ritardo che va recuperato. C'è una volontà positiva che è quella ovviamente di non perdere i finanziamenti, non perdere questa possibilità». Lo ha detto Isabella Rauti, senatrice di Fratelli d'Italia, a 24 Mattino su Radio 24. «Un giorno la stampa dipinge Giorgia Meloni come una neodraghiana e solo perché semplicemente si consulta per una passaggio di consegne, come in ogni paese normale. Il giorno dopo, siccome si solleva un oggettivo ritardo nel Pnrr, si dice che la colpa verrà data a noi. Anche se la colpa non sarà nostra, così ovviamente diventa uno scontro tra il premier uscente ed il premier in pectore. Io farei un bilanciamento di questo. Io invece immagino una transizione come la situazione richiede anche perché la situazione è complessa, è difficile, ci vuole un senso di responsabilità da parte di tutti. Non è né una rottura, né un problema diverso e nuovo rispetto a quello che ci aspetta», ha proseguito Rauti.

14.42 – Roma: bocciata mozione FdI su Olimpiadi
«Con la mozione presentata in Assemblea Capitolina, relativamente alla richiesta di candidatura di Roma città ospitante delle Olimpiadi 2036, abbiamo voluto ribadire la necessità di ridare centralità alla Capitale. Sarebbe stata scelta sequenziale al Giubileo 2025 e all'Expo 2030. Non solo, le Olimpiadi a Roma avrebbero rappresentato un ulteriore viatico di impegno e crescita nei vari settori dello sport nazionale che già tanti successi stanno ottenendo. Mozione respinta con il voto pilatesco dell'astensione del Pd». È quanto dichiarano i consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia Rachele Mussolini e Federico Rocca. «Probabilmente Gualtieri per decidere dovrà valutare prima le proposte di candidatura che potrebbero pervenire al Nazzareno dai sindaci con tessera omologa – aggiungono i consiglieri capitolini di FdI – . Roma è lontana dai pensieri di impegno e di lavoro da chi oggi amministra la città. Le occasioni si stanno perdendo e con loro svaniscono una dietro l'altra le promesse elettorali. Rimane una città sempre più sporca, dimenticata e tradita»

14.40 – Rauti: “No a veti ma nessuno può scegliere da solo”
«Il nuovo governo non deve essere 'matematico' con contentini ai partiti, si deve scegliere i più rappresentativi, i migliori di ogni partito», ha detto a Radio 24 la senatrice di Fdi Isabella Rauti. Nella riunione dell'esecutivo di Fratelli d'Italia che ha avuto luogo ieri «non sono stati fatti nomi per il governo ma si è parlato di metodo: la coalizione deve essere rappresentata nel nuovo esecutivo, non c'è nessun veto in nessuna casella ma nessuno può scegliere da solo»

14.35 – Bonomi: “Reddito di cittadinanza non funziona. Risorse sull’industria”
«Così come è pensato oggi non funziona, ma Confindustria ha sempre detto che come strumento di politiche attive del lavoro sarebbe stato un fallimento perché i centri di pubblico impiego non hanno mai funzionato. E si è pensato di risolvere questo problema con i navigator e abbiamo avuto, c'è ancora, un ministro che deve trovare un lavoro a quelli che sono stati presi per trovare un lavoro a chi un lavoro non ce lo aveva». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a Casteltermini, in merito al reddito di cittadinanza. «Tutte le risorse disponibili vanno concentrate per salvare l'industria italiana perché senza industria non c'è lavoro. Lo dicono i numeri – ha aggiunto Bonomi – . Noi non ci fermeremo mai con passione, impegno, e sono certo che l'impresa italiana aiuterà ad uscire da questa crisi»

14.33 – Valente: “Anche donne sono classe dirigente. Abbiamo perso tutti”
«Quando sono state fatte le liste ha pesato il pluralismo interno. Ma in quel passaggio c'eravamo tutti. È troppo facile per tutti parlare dopo». Lo ha detto Valeria Valente nel suo intervento alla Direzione del Pd aggiungendo: «Tante donne sono classe dirigente, l'appuntamento lo abbiamo mancato tutti, il gruppo dirigente maschile e femminile, la nostra capacità di fare rete. È un problema di coerenza e credibilità»

14.23 – Ruffino (Azione): “Letta ancora sotto botta della sconfitta elettorale”
«Che cosa deve fare un partito di opposizione se cade il governo? Deve chiedere il voto anticipato. È disarmante la logica del segretario Pd Enrico Letta. Pensando di essere sulle rive del Tamigi e non nel sistema parlamentare italiano, Letta liquida in due battute il ruolo del suo partito all'opposizione. Con ciò dimostrando di essere ancora nella confusione generata dalla sconfitta elettorale». Così l'onorevole Daniela Ruffino di Azione

14.13 – Provenzano: “Mettiamo in discussione tutto. Anche le primarie”
«Io penso che noi dobbiamo concentrarci sulla prima fase, quella del confronto. Sia aperta chiedendo adesioni al percorso e non al Pd. Altrimenti appariremo irriformabili. E mettiamo in discussione in tutto, anche le primarie per l'elezioni di un gruppo dirigente» che fatte così alimentano il sistema correntizio. Così Peppe Provenzano in Direzione

14.11 – M5s. “Su Ucraina risoluzione Ue è carente su tema negoziato”
«La risoluzione del Parlamento europeo sulla guerra contro l'Ucraina correttamente condanna le illegali annessioni russe perpetrate ai danni dell'Ucraina, cosi' come l'escalation militare in corso causata dalla mobilitazione di Putin. Ci duole però constatare che le parole 'negoziato' e 'diplomazia' siano assenti, così come i toni di un paragrafo approvato che invita gli Stati membri a rafforzare massicciamente l'invio di armamenti». Lo sottolinea la delegazione degli europarlamentari del Movimento 5 stelle, in una nota. Il Movimento 5 stelle «non può sostenere queste posizioni che non tentano in alcun modo di rilanciare uno sforzo negoziale per la pace e che rischiano di provocare una devastante escalation nucleare. Per queste ragioni ci siamo astenuti nel voto finale: condividiamo senza se e senza ma il fermo sostegno dell'Unione europea all'Ucraina e la doverosa condanna dei crimini di guerra commessi dalle forze armate russe, ma e' evidente che la postura finora assunta nel conflitto deve cambiare. Il raggiungimento della pace deve essere la nostra unica stella polare. Come ha proposto Giuseppe Conte l'Ue deve farsi promotrice di una conferenza internazionale di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite e con il pieno coinvolgimento del Vaticano», si legge ancora nel comunicato

14.05 – Provenzano: “Pd non è stato un grande successo”
«Non c'è stata un'onda nera, ma la nostra sconfitta politica c'è. E l'onda nera potrebbe arrivare se non organizziamo bene l'opposizione. Allora leviamo dal tavolo questo scioglimento» . Così Peppe Provenzano, vicesegretario dem, intervenendo alla direzione del Pd. «Enrico ha parlato di questi 15 anni come un grande successo. Ecco, ma se guardo ai lavoratori poveri, alle disuguaglianze...non siamo stati un grande successo. L'errore più grande è quella di fare Governo senza consenso. Questo unito alle ambiguità politiche, perché se non hai un'identità finisce che il Governo è la tua identità e regali i meriti del Conte 2 al M5S, i meriti di Draghi ai draghisti. L'identità non è un'astrazione: stavolta avevamo il programma più progressista di sempre, semplicemente non eravamo credibili», ha aggiunto. «io non voglio regalare questo patrimonio a Conte, così come non voglio regalargli la parola pace. Così come non vogliono prendere ordini da Calenda e Renzi. Senza identità resta un comitato elettorale. Abbiamo bisogno di un nuovo partito democratico per una nuova sinistra. Ci chiedi un congresso straordinario in tempi ordinari. Dico proviamoci, ma concentriamoci sulla prima fase, quella dell'apertura», ha concluso

13.55 – Bilaterale Draghi-Von der Leyen a Praga
A quanto si apprende da fonti di Chigi, il premier Mario Draghi avrà oggi un incontro bilaterale con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine del vertice di Praga.

13.52 – Brunetta. “Su Venezia governo mantenga attenzione alta”
Il nuovo Governo '«mantenga alta l'attenzione» su Venezia e «rifinanzi la legge speciale». «La piena sinergia tra Governo, Parlamento, regione Veneto, città metropolitana e comune di Venezia ha consentito di mettere al centro di una serie di azioni il territorio di Venezia, allo scopo di conservare e promuovere la 'più antica città del futuro». Lo afferma il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, durante la riunione interistituzionale sul Mose e sulle politiche per la salvaguardia della città e della laguna, che si è svolta oggi. «In 20 mesi di Governo Draghi molte sono state le disposizioni adottate: le misure sulle Grandi Navi e l'esigenza di salvaguardia di Venezia e della sua laguna; il fondo per le imprese operanti nel settore della ceramica artistica e del vetro artistico di Murano; gli interventi a sostegno del servizio di trasporto pubblico locale; la nuova cornice normativa con la quale il Governo ha fornito uno strumento in grado di garantire non solo un'efficace ed efficiente gestione del Mose, ma anche, in generale, la salvaguardia della città e della zona lagunare e il mantenimento del regime idraulico lagunare». «In particolare, grazie al lavoro del ministro Giovannini, vede finalmente la luce l'Autorità per la laguna di Venezia-nuovo magistrato alle acque, che grazie a una governance snella e inclusiva valorizza e rende centrale l'apporto del territorio», sottolinea il ministro.

13.47 – Nardella: “Non abbiamo bisogno di avvoltoi o curatori fallimentari"
«Qualcuno ha teorizzato che il Pd è morto. Ecco io vorrei dire a queste persone, a partire da chi era nel Pd, che non abbiamo bisogno di curatori testamentari o avvoltoi, ma di sognatori». Così Dario Nardella, sindaco di Firenze, intervenendo alla direzione del Pd. «Non ha alcun senso pensare di cambiare il segretario senza cambiare il partito. Significa riscoprire i valori per cui siamo nati. Abbiamo fondato il Pd per tenere insieme le grandi tradizioni democratiche», ha aggiunto. Nardella ha poi citato le parole di Walter Veltroni alla fondazione del Pd: «Non si comincia un nuovo viaggio con l'equipaggio dilaniato dalle divisioni». «Questo viaggio possiamo farlo oggi»

13.43 – Ascani: “Chi rimprovera strategie ha memoria corta”
«Abbiamo sbagliato tutti insieme: chi oggi spiega che un'altra alleanza era possibile, forse dimentica come siamo arrivati a questo appuntamento elettorale. È evidente che abbiamo perso e mettere aggettivi alla sconfitta non cambia nulla. Ma accanto a noi c'è un novello progressista che perde quattro milioni di voti e sostiene di aver vinto». lo ha detto Anna Ascani alla direzione del Pd. «Io in quel progetto ci ho creduto e ci credo ancora, come ci crede un quinto di quelli che sono andati a votare», aggiunge: «Non credo che cambiare nome e simbolo sia la soluzione. Il Pd e' erede di due tradizioni vere che hanno costruito questo paese»

13.39 – Meloni: “Altra giornata su dossier delicati”
«Un'altra giornata di lavoro sui dossier più dedicati e per essere pronti il prima possibile, sono molto ottimista». Cosi' la presidente di FdI, Giorgia Meloni, arrivando alla Camera.

13.33 – Serracchiani: “Non partiamo da alleanze e no a scioglimento”
«Un congresso non si inizia dalla coda o dalle alleanze, ma nemmeno dalle candidature. Deve essere un congresso sui temi, un congresso profondo». Così Debora Serracchiani alla direzione del Pd. E no allo scioglimento. «Capisco la severità nei giudizi di chi si è allontanato, ma capisco di più il rispetto per milioni di elettori che ci hanno votato». «Abbiamo perso le elezioni, anche se soggetti che restano saldamente a una sola cifra oggi sembrano festeggiare e gonfiare il petto. Io credo che il segretario Letta ha ragione quando dice che oggi, dopo quindici anni di storia, possiamo riprendere fiato. Dobbiamo chiederci come sia stato possibile perdere 7 milioni di elettori dal 2008 al 2022», dice Serracchiani e osserva: «Se pensi di esistere solo perché c'è un certo segretario o determinate alleanze o perché c'è un governo, quando non c'è più qual segretario, quelle alleanze o quel governo semplicemente non esisti». «C'è una data che va fissata, quella del 2020: è cambiato il mondo. La pandemia, e poi la crisi. Non possiamo partire da quella data che ha sconvolto tutto se vogliamo tornare ad essere protagonisti di una storia nuova. Un congresso rifondativo, costituente, ma deve essere corale e superare i confini dei nostri iscritti. Non bastiamo noi, non basta la generosità dei nostri militanti. Questo congresso ci offre una opportunità, ma sapremo sfruttarla solo guardando al futuroUn congresso non si inizia dalla coda o dalle alleanze, ma nemmeno dalle candidature. Deve essere un congresso sui temi, un congresso profondo». Così Debora Serracchiani alla direzione del Pd. E no allo scioglimento. «Capisco la severità nei giudizi di chi si è allontanato, ma capisco di più il rispetto per milioni di elettori che ci hanno votato». «Abbiamo perso le elezioni, anche se soggetti che restano saldamente a una sola cifra oggi sembrano festeggiare e gonfiare il petto. Io credo che il segretario Letta ha ragione quando dice che oggi, dopo quindici anni di storia, possiamo riprendere fiato. Dobbiamo chiederci come sia stato possibile perdere 7 milioni di elettori dal 2008 al 2022», dice Serracchiani e osserva: «Se pensi di esistere solo perché c'è un certo segretario o determinate alleanze o perché c'è un governo, quando non c'è più qual segretario, quelle alleanze o quel governo semplicemente non esisti». «C'è una data che va fissata, quella del 2020: è cambiato il mondo. La pandemia, e poi la crisi. Non possiamo partire da quella data che ha sconvolto tutto se vogliamo tornare ad essere protagonisti di una storia nuova. Un congresso rifondativo, costituente, ma deve essere corale e superare i confini dei nostri iscritti. Non bastiamo noi, non basta la generosità dei nostri militanti. Questo congresso ci offre una opportunità, ma sapremo sfruttarla solo guardando al futuro»

13.25 – Salvini: “Riformare diritto famiglia e legge affido sarà priorità nuovo governo”
«Bene che il bimbo sia sano e salvo! Riformare profondamente il Diritto di Famiglia e la legge sull'affido condiviso, per difendere davvero bimbi e bimbe, sarà un impegno del prossimo governo». Lo scrive su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini, riferendosi ai fatti di Roncadelle, dove un 35enne ha portato via con sé il figlio di 4 anni durante un incontro protetto con un'assistente sociale per poi barricarsi in casa.

13.22 – Fedriga: “Passaggio consegne ordinato, ma va ritoccato”
«Sul Pnrr c'è un passaggio di consegne ordinato, seppur ancora informale, perché non c'è ancora un presidente del consiglio incaricato. Sul Pnrr siamo andati avanti spediti, con la necessità, come ho detto in tempi non sospetti, di apportare delle modifiche in relazione alla situazione radicalmente cambiata rispetto a quando è stato scritto». Lo ha detto oggi a Udine il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commentando, a margine di una cerimonia, la discussione in atto a livello centrale sull'opportunità di modificare il Pnrr. «Quando il Pnrr è stato scritto – ha precisato Fedriga – non c'erano l'emergenza energia, l'inflazione, l'aumento dei costi delle materie prime, la guerra. Quindi è chiaro che qualche aggiustamento da fare rispetto al contesto cambiato sarebbe utile, bisognerebbe negoziarlo con l'Europa, ma spero che l'Europa – ha concluso – abbia il senso di responsabilità per capire che le esigenze dei Paesi europei sono diverse rispetto a quando i diversi piani dei singoli Paesi sono stati scritti»

13.20 – Draghi arrivato al vertice di Praga
Il premier Mario Draghi è arrivato al Castello di Praga per partecipare al summit della Comunità politica europea oggi e al Consiglio europeo informale domani. Al suo arrivo, dopo aver sfilato sul tappeto rosso, è stato accolto dal premier ceco, Petr Fiala

13.17 – Lollobrigida: “Nessuna forzatura sulle tempistiche. Da opposizione solo propaganda”
«Fratelli d'Italia nutre massimo rispetto per il Parlamento, non ha compiuto nessuna forzatura istituzionale e respinge al mittente le polemiche strumentali di una delle forze d'opposizione su tempistiche e procedure sulla formazione del prossimo Governo. Il 13 ottobre si eleggerà il Presidente del Senato mentre quello della Camera con ogni probabilità verrà eletto in quarta votazione nella mattinata del 14. Solo allora potranno formarsi i gruppi parlamentari e consentire le successive consultazioni da parte del Presidente della Repubblica». Così in una nota il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. «Successivamente verrà conferito l'incarico al Presidente del Consiglio, che potrà eventualmente procedere alle consultazioni che riterrà opportune, e proporre al Presidente della Repubblica la lista dei ministri. Se questa sarà condivisa si procederà col giuramento del nuovo Esecutivo, alla richiesta di fiducia. Se questa verrà accordata dalle Camere, allora il Presidente del Consiglio sarà pienamente legittimato a rappresentare, formalmente e sostanzialmente, l'Italia nei consessi internazionali previsti e già fissati da tempo. Ogni altro scenario sarebbe, per FdI, nè utile nè auspicabile tenuto conto delle regole e consuetudini che il nostro partito intende rispettare. – continua – È triste che autorevoli esponenti delle opposizioni, che hanno ricoperto incarichi istituzionali e che attualmente esprimono ruoli di primo piano nell'ufficio di presidenza della Camera, non abbiano nè memoria di quanto accaduto nè l'umiltà di informarsi sul timing istituzionale e preferiscano invece fare propaganda di basso livello», conclude

13.13 – Bonomi: “Al governo chiediamo di poter lavorare”
«L'imprenditoria siciliana non è seconda a nessuno. A metà del 1800 venivano da tutta Europa in Sicilia e nel 1865, alla fiera mondiale parigina, il Regno delle Due Sicilie era la terza potenza industriale del mondo dopo Gran Bretagna e Francia. Quest'anno due cavalieri del lavoro sono dell'imprenditoria siciliana». Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi intervenendo, alla Joeplast di Casteltermini, all'evento «Impresa è territorio». «Non posso che porgere le scuse di Confindustria. Per fare impresa in Italia bisogna essere delle persone meravigliose – ha aggiunto – . Essere qui con voi, oggi, è la mia testimonianza di quanto siete importanti per la rappresentanza del Paese, ma siete importanti perché il lavoro lo creano le imprese, non lo crea la politica. Al Governo chiediamo solo di avere condizioni per lavorare, quelle condizioni che avrebbero potuto permettere alle vostre industrie di essere ancora la terza potenza mondiale. Ci scontriamo però con la burocrazia folle e non è questo di cui abbiamo bisogno»

13.10 – Bonomi: “Ripensare politiche del lavoro”
«Non voglio tornare sulla polemica, ma e' arrivato il momento di ripensare in maniera seria e strutturale alle politiche del lavoro». Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, da Casteltermini torna a distanza di alcuni mesi sulla questione e polemizza sul «paradosso del ministro che deve trovare lavoro ai navigator che erano stati presi per trovare lavoro a chi un lavoro non ce l'aveva»

13.02 – Meloni: “Non c'è scontro con Draghi,dobbiamo fare meglio”
«Non mi pare che ci sia uno scontro» con il premier Mario Draghi sul Pnrr, «però il governo scrive nella Nadef che entro la fine dell'anno noi spenderemo 21 miliardi dei 29,4 che avevamo, e quindi lo diciamo con spirito costruttivo per dire che dobbiamo fare ancora meglio». Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, arrivando alla Camera

12.57 – Bonomi: “Ci sia presto esecutivo forte e capace”
«Confindustria non si esprime sull'esito del voto, ma auspica che il nuovo governo possa essere presto operativo ed efficiente». Il presidente Carlo Bonomi al convegno di Casteltermini, organizzato da Sicindustria, ha commentato il voto del 25 settembre augurando che «presto ci possa essere un esecutivo forte, capace e competente in grado di dare agli italiani e alle imprese le risposte che cercano». Secondo Bonomi è necessario che «la politica converga su due temi centrali: l'energia e la finanza pubblica»

12.51 – Draghi a tavola rotonda con Scholz
Il presidente del Consiglio Mario Draghi, si apprende da fonti italiane, questo pomeriggio durante il primo vertice della Comunità Politica Europea (Cpe) parteciperà alla tavola rotonda su energia e clima copresieduta da Grecia e Svizzera, cui prenderanno parte anche i leader di Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia e Serbia

12.49 – Calenda nomina Armao responsbile politiche euromediterranee
Il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha nominato il dottor Gaetano Armao responsabile per il partito del Dipartimento nazionale delle Politiche euromediterranee. Armao, professore associato di Diritto amministrativo all'Università di Palermo e in passato consulente del Consiglio d'Europa, vicepresidente e assessore all'Economia della Regione Siciliana, è attuale coordinatore della commissione Affari Europei ed internazionali della Conferenza delle Regioni

12.47 – Tinagli: “Non si parta dalle alleanze ci sono le primarie”
«Evitiamo di riesumare le vecchie lotte fra gli ex, ex Pd, ex Dc, ex Margherita, e fra gli ismi. Tanti dei nostri elettori non sanno cosa significhino tanti ismi. Evitiamo di partire dalle alleanze, non si parte da lì. E a me preoccupa se» quello del congresso «dovesse diventare un percorso troppo lungo». Lo ha detto la vicesegretaria del Pd, Irene Tinagli, alla direzione Pd, in corso al Nazareno. Poi, parlando delle primarie, «io non guardo con disprezzo ai gazebo, sono momenti di partecipazione, sono un momento di coinvolgimento»

12.46 – Urzì (FdI) a Svp: “Non alimentate pregiudizi storici”
«Se c'è una storica e (se non giustificabile perlomeno comprensibile) diffidenza da parte della Svp verso la destra italiana, c'è anche l'aspettativa da parte di Fratelli d'Italia dell'instaurazione di un rapporto di leale e non pregiudiziale confronto". Lo dichiara Alessandro Urzì, coordinatore di FdI del Trentino Alto Adige, affrontando il tema di quale sarà l'atteggiamento della Svp in occasione del voto di fiducia "al futuro governo presumibilmente a guida Meloni». «Un approccio pregiudizialmente non rigido verso il governo all'atto del suo insediamento – osserva Urzì – è indubbio che alimenterebbe proprio quel rapporto di fiducia reciproco che è la base per ogni approccio pragmatico sui temi. Allo stesso tempo non sfuggirà come il pranzo mezzo clandestino fra il presidente Kompatscher, la senatrice Unterberger e i parlamentari neoeletti della sinistra Patton e Spagnolli abbia trasmesso (forse non era nelle volontà nemmeno dei commensali) l'idea di un inserimento della Volkspartei in un pieno schieramento antagonista a quello delle future forze di governo nazionale». «La domanda è se la Volkspartei intraprenderà la strada dell'opposizione nel più importante voto della legislatura, ossia quello della fiducia al governo, oppure opterà per una più pragmatica astensione. Da parte di Fratelli d'Italia indubbiamente tanto a livello locale che nazionale c'è la piena convinzione che i rapporti debbano escludere pregiudiziali ed essere improntati sul principio dell'utilità per tutti i cittadini, e non solo per alcuni di essi, tanto più in Alto Adige», conclude Urzì.

12.38 – Conte: “Opposizione M5s sarà più corretta di quella di Fratelli d’Italia”
«Da noi Meloni avrà un'opposizione sicuramente più corretta e responsabile di quella che fece lei. Non andrò in tv a dire che la premier è una 'pazza criminale'. Non giocherò, come fece lei in pandemia, a dire il contrario: 'aprite' quando era il momento di chiudere e 'chiudete' quando era il momento di aprire...». Così il M5s rilancia sui social una frase dell'intervista di Giuseppe Conte pubblicata ieri dall'Avvenire

12.36 – Vaccari: “Gruppo dirigente si faccia bagno d’umiltà e faccia passo indietro”
«Dobbiamo uscire dall'ipocrisia sulle correnti alternate dentro al Pd, che fanno comodo solo quando bisogna collocarsi in lista, per poi essere sconfessate. Quella ipocrisia che ha annegato troppo in fretta le parole di Zingaretti quando si e' dimesso». Lo ha detto il coordinatore del Pd, Stefano Vaccari, alla direzione del Pd. «Gli ultimi due segretari hanno investito sulla parità di genere. Le buone idee progressiste e di sinistra non sono state sufficienti, pesano come macigni gli anni trascorsi dal Pd a governare per senso di reponsabilità ma senza mandato degli elettori», ha aggiunto Vaccari. «Ecco, non partiamo dai nomi, ma pensiamo a chi vogliamo essere e a chi vogliamo rappresentare. Noi dirigenti dobbiamo fare un bagno di umiltà, con la disponibilità anche a fare un passo di lato. Lo dobbiamo a chi fa vivere giorno dopo giorni i circoli. Se con il voto del 25 settembre si è raggiunto il punto più alto nella disaffezione alla politica, è un problema anche nostro, ne dobbiamo discutere»

12.26 – Morani: “Debacle delle donne, ma D’Elia non si è ancora dimessa”
«Non ho letto una dichiarazione di cecilia D'Elia, portavoce della Conferenza delle donne democratiche, dopo la debacle» della rappresentanza femminile del Pd in parlamento. Lo dice Alessia Morani alla direzione del Pd. «La sostituzione di Marcucci e Delrio», alla presidenza dei gruppi di Senato e Camera, «fu un'operazione politica contro i cosiddetti renziani e non un'operazione per la rappresentanza femminile»

12.22 – Mattarella: “Ue saprà superare divergenze. Stop caro energia”
Un invito ai paesi europei a superare le divergenze, spalleggiato dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, e un invito anche sul fronte interno ad attenuare gli effetti del caro bollette su famiglie e imprese. Sergio Mattarella giunge a La Valletta per partecipare al vertice del Gruppo di Arraiolos incentrato sulla crisi ucraina, sulle sue conseguenze e sulla necessita' di una solidarieta' europea e prima di sedersi alla tavola rotonda con dodici capi di Stato del continente incontra il suo collega tedesco. Proprio la Germania in questi giorni e' criticata, da un lato, per il programma di aiuti interni da 200 miliardi destinati a famiglie e imprese, e corteggiata, dall'altro lato, per ricreare un gruppo di testa dei paesi Ue. Durante il bilaterale, Mattarella e Steinmeier hanno mostrato un ottimismo che sa di esortazione e si sono detti convinti che sull'energia il prossimo consiglio Ue saprà superare le divergenze. Uno sprone che espresso dal presidente, seppur non esecutivo, della Germania apre qualche spiraglio alla vigilia di un consiglio Ue che si preannuncia complicato. Sul doppio binario Bruxelles-Roma, Mattarella ha poi lanciato un'altra esortazione: «Dobbiamo attenuare le conseguenze degli aumenti del costo dell'energia sulla vita delle famiglie e delle imprese". Un obiettivo che tutti giudicano condiviso ma le frizioni tra paesi e linee politiche sugli strumenti da mettere in campo rischiano di vanificare l'efficacia immediata delle dichiarazioni d'intenti.»

12.18 – Lo Russo: “Meloni cauta ma vedo diffidenza europea”
«Mi sembra che in questi giorni Meloni si sia mossa con cautela rispetto a tutta una serie di partite, soprattutto a livello internazionale. Si sta facendo aiutare da Draghi e questo è molto importante. Però rilevo che c'è grande diffidenza europea su questo Governo, quindi si tratterà di capire, una volta insediato, che cosa succederà e soprattutto chi saranno i ministri che verranno messi nei dicasteri più importanti». Così, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, interpellato sul futuro nuovo Governo nel corso della trasmissione 'The breakfast club' di Radio Capital. Sul rapporto con il prossimo esecutivo, il primo cittadino risponde che «per istituzione non posso che essere positivo e ottimista sul rapporto col nuovo Governo, me lo impone il mio dovere di sindaco, che deve discutere, ragionare e cercare di lavorare con qualunque governo, di qualunque colore politico. Io tendo a commentare le cose quando capitano – precisa poi – .  È chiaro che la situazione è estremamente critica, a me sembra che chi ha vinto le elezioni, Meloni, ce l'abbia chiaro, non so se ce l'hanno chiaro anche gli altri, lo vedremo. In questo momento – conclude – bisogna sospendere il giudizio, incrociare le dita e lavorare con spirito costruttivo e soprattutto cercare di risolvere i problemi. In questo momento l'Italia ha bisogno di politica che si occupa dei problemi non di slogan»

12.02 – Zanda: “Lo scioglimento sarebbe delitto politico grave”
«Il dibattito sullo sciogliemento del Pd è grave, pensarci è un delitto politico molto grave. Ma l'insistenza con la quale il tema viene riproposto deve farci riflettere». Così Luigi Zanda, intervenendo alla direzione del Pd. «Dobbiamo sì pensare all'interesse generale ma dobbiamo avere chiara l'identità. Perché se no viene fuori 'il partito della ztl' o 'dei governisti' e questi sono insulti per un partito di sinistra», ha aggiunto.

12.00 – Benifei: “Classe dirigente screditata. Ora basta”
«Dobbiamo dirci le cose come stanno: il Pd oggi è screditato agli occhi di una parte significativa degli italiani. Abbiamo perso perchè in pochi hanno creduto che il programma potesse essere portato avanti da una classe dirigente che oggi è screditata agli occhi degli elettori». Così Brando Benifei, capodelegazione Pd in Europa, in Direzione. «È credibile che possa cambiare il Jobs Act chi lo ha magnificato? E sul taglio dei parlamentari, seguimmo i grillini su una strada sbagliata. Ora i protagonisti di tutto questo ci vogliono spiegare ora come riformare la democrazia, io dico ma anche basta»

11.57 – Sisto (Fi) – Governo non è nato e Pd già lo critica
«Il governo di centrodestra non è ancora nato e il Pd, con il suo segretario pro tempore Letta, già lo critica, annunciando un'opposizione intransigente. Un rigurgito ideologico che va contro la logica e gli interessi del Paese». Così in una nota il deputato di Forza Italia e Sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto. «Parlare di 'intransigenza' quando ancora non sono nemmeno sul tavolo i contenuti del confronto, peraltro in un momento così difficile per famiglie e imprese, significa voltare le spalle a tutto ciò che i Dem hanno propagandato finora, a cominciare da quel senso di responsabilità la cui mancanza hanno ipocritamente rimproverato, all'occasione, solo agli altri», conclude

11.55 – Pnrr, Renzi: “Giorgia basta alibi. Vai tu a Bruxelles”
«Meloni si lamenta dei ritardi sul Pnrr, assurdo. Cara Giorgia, basta alibi. Non perder tempo: avuto l'incarico fai il Governo in 24h anziché discutere con Salvini del totoministri e vai tu a Bruxelles al Consiglio UE il 20/10. Hai fatto cadere Draghi, ora governa tu. Se ti riesce». Così in un tweet il leader di Iv, Matteo Renz

11.50 – Benifei: “Campo largo avrebbe vinto. Guardiamo regionali”
«Il tema delle alleanze non è marginale: con il campo largo avremmo vinto le elezioni. Oggi il Pd deve stringere le intese che saranno base delle future alleanze, anche in vista delle regionali». Lo ha detto Brando Benifei, capo delegazione dem a Bruxelles, alla direzione del Pd

11.48 – Prestipino: “Applauso per Letta e non per Cirinnà. Ci vuole coraggio anche per applaudire”
«Si è applaudito in modo direi automatico alla relazione poco realistica del segretario. Però quando Monica Cirinnà dice cose realistiche e condivisibili, la platea è scarsamente reattiva. Anche per applaudire ci vuole coraggio di questi tempi…». Lo scrive in un tweet la deputata dem Patrizia Prestipino, a direzione nazionale del Pd in corso

11.41 – Danti (Iv): “Meloni si occupi di rigassificatori non di totoministri”
«Oggi la Commissaria all'energia Kadri Simson giustamente ribadisce l'importanza di fare i rigassificatori, nel frattempo in Toscana destra e M5S provano a bloccarlo e il sindaco di FdI fa le barricate. È tempo che Meloni si occupi di queste cose, non di totoministri». Lo scrive su Twitter l'eurodeputato di Renew Europe e Italia Viva Nicola Dant

11.39 – Dellavedova: “Destra impreparata a governare”
«Pronti? Mica tanto. Le parole di Giorgia Meloni sulla necessità di trovare fuori dal novero degli eletti della destra competenze necessarie a ricoprire le cariche ministeriali sono l'ammissione di impreparazione della classe dirigente. E il tentativo di mettere le mani avanti sul Pnrr, attaccando strumentalmente il Governo Draghi, sono un ulteriore segno di nervosismo». Lo scrive su Facebook il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. «Più Europa è pronta a una opposizione politica e parlamentare rigorosa, nel segno di un'alternativa alla destra di Giorgia Meloni ispirata all'Europa, alle riforme economiche e ai diritti», conclude Della Vedova

11.36 – Calenda: “Pd continua a non scegliere. Da Letta solo banalità”
«L'assoluta banalità dell'intervento di Letta alla direzione del PD conferma una sola cosa: continuano a non voler scegliere. Le solite parole d'ordine su giovani, donne e "ma anche". Nessuna proposta o idea. "Siamo i buoni e tutti gli altri i cattivi". Questo è tutto». Lo scrive su twitter il leader di Azione Carlo Calenda. «Non è politica ma moralismo. Siamo per le donne ma eleggiamo meno donne di tutti. Siamo per i giovani ma il partito è gestito da Zingaretti, Bettini, Orlando e Franceschini. Abbiamo perso ma è colpa degli altri. Così sarà molto difficile fare opposizione insieme», continua Calenda in un altro tweet

11.33 – Fassina: “Con congresso non cambierà niente”
«Le richieste di scioglimento del Pd sono naif o strumentali. Ma in un congresso con le 'primarie' per incoronare il/la segretario/a la riforma del partito è manutenzione ordinaria, nel migliore dei casi straordinaria, ma non può essere ricostruzione». È quanto sostiene Stefano Fassina (Leu) in un'intervista a Il Riformista. «Con le primarie, la scelta della linea, non soltanto del leader, è affidata alle constituency elettorali in essere e ai grandi media mainstream. Le analisi del voto per classi sociali indicano che il Pd è il primo partito tra 'dirigenti e quadri' e rappresenta prevalentemente impiegati e professionisti della cultura, classi medie relativamente garantite, attive e in quiescenza. Sono settori preziosi e imprescindibili per l'Alleanza progressista con il M5S guidato da Giuseppe Conte. Ma alla fine del congresso, tali stakeholders incoroneranno la figura nella quale si riconoscono e che porta avanti i loro interessi: forse più giovane e di sesso diverso dagli ultimi segretari, ma in continuità dietro il cambio estetico», conclude Fassina.

11.30 – Cirinnà: “Il Pd è un partito chiuso, correntizio, che ha logiche spartitorie”
”Ho preanunciato il mio voto al processo congressuale. Dovevamo proporre una sintesi. Chi arriva  nel partito si trova davanti a un partito chiuso che a logiche correntizie e spartitorie. Le regole vengono scritte a Roma e da pochi. Questo è respingente perchè ci vede”. Questo l’intervento in direzione di Monica Cirinnà

11.28 – Cirinnà: “Serve passaggio testimone fra generi e generazioni”
«Troppi di noi non hanno credibilità per intestarsi un percorso di rinnovamento. Mi metto io davanti a tutti: dobbiamo fare un passo indietro, passare il testimone tra generazioni e generi». Lo ha detto Monica Cirinnà alla direzione del pd. «La rappresentanza femminile è rimasta vittima delle pluricandidature, anche femminili. C'è stato fra noi poca solidarietà femminile», ha aggiunto

11.22 – Lupi: “Più che totoministri concentrarsi su bollette e Pnrr”
«Altro che toto ministri dobbiamo occuparci di attenuare i costi dell'energia per famiglie e imprese e di utilizzare a pieno le risorse del Pnrr». Così il capo politico di Noi moderati Maurizio Lupi.

11.19 – Mulè (Forza Italia): “Ancora 10 miliardi da spendere nel Pnrr. A lavoro per mettere in pari i conti”
«Nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il governo dichiara che entro la fine dell'anno riusciremo a spendere circa 21 miliardi di euro. Abbiamo un arretrato di 10 miliardi che non sono stati impiegati per una serie di motivi. Intanto, da quando viene varato un progetto all'avvio della realizzazione trascorrono in media 770 giorni nel nord ovest dell'Italia e 1442 giorni nel sud e nelle isole. A ciò si aggiunge: l'aumento delle materie prime che comporta una necessaria rivisitazione dei capitolati degli appalti e la cronica deficienza, in termini di competenze e professionalità, delle amministrazioni periferiche nel far fronte a progetti innovativi come quelli contenuti nel Pnrr. Questo combinato disposto porta forse Giorgia Meloni da un lato a prendere atto che a fronte di 29,4 miliardi di euro ne abbiamo spesi 21 miliardi e dall'altro, senza dare la colpa a nessuno, dire che è tempo di lavorare per rimettere in pari i conti'». Così a La7 Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza

11.12 – Letta: “Nei prossimi giorni proposta su congresso”
«È fondamentale che ci sia una discussione, una analisi del voto e, a cascata, se saremo d'accordo su una impostazione generale, avremo un momento per entrare nello specifico sulla base di una proposta concreta che non facciamo oggi. Ognuno deve sentirsi libero di intervenire e poi, nei prossimi giorni, avremo un secondo momento». Lo ha detto Enrico Letta alla Direzione del Pd

11.10 – Letta: “Congresso non può essere referendum su Conte o Calenda”
«Se il congresso diventasse un referendum tra Movimento 5 Stelle e Azione significherebbe che la storia del partito è già in declino». Così Letta nella relazione iniziale della direzione Pd

Pd, Letta: "Congresso non sia referendum tra Calenda e Conte"

11.06 – Letta: “Nuovo gruppo dirigente con forte legittimazione”
«Serve un nuovo gruppo dirigente formato da nuove generazioni». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd

10.58 – Letta: “Discussione tra noi deve essere senza sconti”
«È giusto che noi oggi questa discussione la facciamo senza sconti fra di noi. Il risultato non è stato catastrofico, ma oggi questa discussione la possiamo fare bene. Se aspettiamo, la dovremo fare in una condizione peggiore di questa. Facciamola senza sconti a me stesso e a noi, ci servirà per il futuro. Nessuno ci riconoscerà meriti per questo. Il Vangelo di domenica scorsa e' stato bello epr questo, ci dice come fare le cose perché si devono fare e non perché qualcuno riconosca il merito di quelle cose». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd.

10.55 – Letta: “Unità è stata punto di forza, ripartire da qui”
«Un punto di forza è stata l'unità. Che non è unanimismo, ci sarà un congresso e ci si confronterà, ma io vorrei si ripartisse da questa unità. Vi chiedo di apprezzarla e di rilanciarla, pur con idee diverse». Così il segretario del Pd Enrico Letta aprendo la direzione nazionale del partito.

10.53 – Letta: “Vigiliamo su diritti delle donne”
«Quando parlo di valori parlo dei diritti delle donne nel nostro Paese su cui dobbiamo essere vigili». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd.

10.52 – Letta convoca presidio sotto ambasciata iraniana il 13 ottobre
«Il 13 ottobre propongo di essere in presidio all'ambasciata iraniana». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd

10.50 – Letta: “Da Meloni ancora nessuna parola su campagna vaccinale”
«Non abbiamo ancora sento dalla Meloni e dalla destra parole chiare su come saranno i vaccini Covid nei prossimi mesi, vogliamo sapere e dire che per noi la protezione dei cittadini è assolutamente fondamentale». Lo ha detto Enrico Letta alla Direzione del Pd.

10.48 – Letta: “Logica di collaborazione con le altre opposizioni”
«Noi oggi cominciamo un percorso congressuale, ma per noi è intimamente connesso al lavoro di opposizione che da oggi comincia, dobbiamo vestire fin da subito i panni dell'opposizione, il mandato del popolo italiano è di essere la guida dell'opposizione, in una logica di collaborazione con le altre opposizioni. Faremo una opposizione intransigente e costruttiva». Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nella relazione alla direzione del partito, in corso al Nazareno. «Letta ha parlato di opposizione costruttiva ma non consociativa»

10.46 – Letta: “Quando il governo cadrà dovremo chiedere il voto anticipato. No esecutivi di salvezza pubblica”
«Dobbiamo essere da subito in formato opposizione. Dobbiamo sapere che quando questo governo cadrà dovremo chiedere subito elezioni anticipate, senza governi di salvezza pubblica». Così il segretario del Pd Enrico Letta aprendo la direzione nazionale del partito.

10.40 – Letta: “Faremo opposizione intransigente”
«Chi pensava a una luna di miele del governo Meloni con il paese non si è reso conto della condizione del Paese. Il governo mostra già adesso le sue difficoltà. E non è ancora nato. Noi faremo una opposizione intransigente». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd. «Giudicheremo il governo per quello che farà, ma qualunque idea programmatica è venuta già meno rispetto alle tante promesse di campagna elettorale»

10.38 –  Letta: “Abbiamo fallito su rappresentanza femminile”
«Sulle donne il fallimento della nostra rappresentanza è chiaro e evidente, rispetto al quale non ho molto da aggiungere. Questo rappresenta il senso di un partito che non ha compiuto il salto in avanti necessario». Lo ha detto Enrico Letta alla Direzione del Pd.

10.36 – Letta: “La nostra crescita è stata fermata dalla guerra”
«Quando abbiamo eletto Mattarella eravamo in una condizione diversa da quella che poi si è verificata. La guerra, per le responsabilità di governo che ci siamo assunti, ci ha messo in una condizione nella quale la nostra capacità espansiva è stata interrotta. Non rinnego la nostra scelta, c'è bisogno di assumersi delle responsabilità». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd. «Siamo stati dalla parte giusta della storia quel 24 febbraio», aggiunge Letta.

10.35 – Letta: “Impossibile tornare indietro su capigruppo donne”
«Non è possibile tornare indietro rispetto ad avere dei capi dei gruppi parlamentari di segno femminile». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd. «Nella rappresentanza parlamentare» formata da donne «abbiamo fallito. Dall'altra parte ci sarà la prima premier donna e dobbiamo essere credibili su questo punto», ha aggiunto Letta.

10.31 – Letta: “Dobbiamo parlare a chi non ce la fa”
«Siamo andati alle elezioni con un profilo non compiuto, con un lavoro interrotto, ad esempio con il percorso delle Agorà, ci ha portato a mancare obiettivi chiave per vincere le elezioni». Lo ha detto Enrico Letta alla direzione del Pd. "Il primo obiettivo e' non essere solo il partito di chi quelli che in Italia ce la fanno", ha aggiunto Letta. «Non siamo stati considerati interlocutori di quella fascia di società formata da quelli che non ce la fanno»

10.27 – Letta: “Campo largo unica possibilità di vittoria”
«C'è un'unica forza politica che ha vinto le elezioni: Fratelli d'Italia. Il commento che ne è seguito è stato molto confuso, ma è molto semplice: ha vinto solo Fratelli d'Italia. Un campo ha vinto perchè è stato unito, il nostro campo invece non lo è stato nonostante il lavoro di mesi ed anni per costruire il campo largo, una larga unità, unica condizione con la quale si sarebbe potuto vincere». Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, in direzione

10.25 – Letta: “Dobbiamo cambiare legge elettorale”
«Dobbiamo cambiare la legge elettorale, abbiamo visto che cosa è questa legge elettorale», con quel «flipper che non ha permesso di eleggere alcuni di noi» come «la nostra presidente Valentina Cuppi». Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, in direzione

10.22 – Letta: “Amo il simbolo. Rimanga quello che è”
«Amo il simbolo del Pd, quel tricoloroe vorrei che rimanesse anche in futuro». Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, in direzione.

Letta difende il simbolo del Pd: "Rimanga così com'è". Poi fa mea culpa sul governismo dem

10.20 – Letta: “Siamo gli unici alternativi alla destra”
«Siamo gli unici ad aver fatto elezioni in alternativa alla destra, tutti gli altri hanno fatto elezioni in alternativa a noi. Noi siamo gli unici ad aver costruito un progetto alternativo alla destra». Lo ha detto il segretario pd, Enrico Letta, in direzione. «Gli elettori ci chiedono di costruire mandato alternativo alla destra»

10.16 – Letta: “Il Pd è stato un successo per il Paese”
«Quindici anni fa nasceva il Pd, un momento di grande importanza dal punto di vista politico, per tutti noi. Dobbiamo partire dal quel riferimento per dirci con chiarezza se e come quel momento di partenza ha cambiato la storia del nostro paese e che giudizio ne diamo e dirci cosa vogliamo fare per il futuro. Io credo che sia stato un successo far nascere il Pd, e' stato e sara' una storia positiva per il Paese». Lo ha detto il segretario pd, Enrico Letta, in direzione.

10.15 – Letta: “Parliamoci con linguaggio di verità”
«Oggi siamo in un appuntamento molto importante per tutti noi, siamo qui con grande senso di impegno e responsabilita' Il linguaggio di verità è quello con cui dobbiamo parlarci tutti, senza infingimenti». Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, in direzione.

10.07 – Calenda: “Il Pd deve decidere: o noi o i populisti”
«Al Pd dico di decidere cosa fare. Ci sono due linee: quella riformista e quella populista. Se scegliete quella riformista parlate con noi, altrimenti andate con Conte, ma decidete». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, a Start su Sky tg24

10.02 – È iniziata la direzione del Partito Democratico
A dare il via ai lavori costituenti è il segretario Enrico Letta

10.00 – Calenda: “Fioccano candidati a segreteria. Fa ridere”
Tanti candidati alla segreteria del Pd è una cosa che fa ridere, non è una roba seria tutti questi nomi che fioccano il giorno dopo che Letta ha annunciato che lascerà". Così Carlo Calenda, leader di Azione, intervistato a Start su Sky Tg24. "E' inutile continuare questa storia della sinistra che si prende Fratoianni e Bonelli ma non ci fa un governo, è un teatro che ha sempre lo stesso esito". Il dialogo col Pd "è possibile certo, ma a partire da un elemento di chiarezza: il campo largo non esiste, ma non perché non ci piacciono i 5S ma perché non si governa così: il messaggio che ha dato Conte, ovvero che il Sud può trovare una via di fuga attraverso i sussidi, è drammatico

09.55 – Rosy Bindi: “Niente gattopardi serve rifondazione vera”
«La parola è stata presa in senso letterale ma il significato vero corrisponde a quello che in molti hanno detto in questi giorni: rifondazione, ricostruzione, non liquefazione». Rosy Bindi, in un'intervista a Qn, precisa così il senso delle sue parole quando ha parlato di scioglimento del Pd. «Ora – aggiunge – se il Partito democratico, che è la forza politica frutto delle grandi culture popolari del Paese, non si intesta un impegno per la ricostruzione di un campo di sinistra, finisce per diventare un blocco. A questo sono interessata, non certo alla distruzione di quella storia». Cambiare nome e simbolo? «Sono le classiche operazioni gattopardesche – sottolinea l'ex presidente del Partito Democratico – . Cambiare tutto per non cambiare niente. Quello che conta, invece, è la sostanza, il progetto, lo statuto, il programma le regole congressuali». Bindi vede come "interlocutori" anche i 5Stelle, «perché anche loro sono approdati al campo della sinistra. Ma non possono rivendicare di essere i rappresentanti del progressismo italiano da soli». E aggiunge: «So già che al progetto che immagino io Renzi e Calenda non parteciperanno, ma li invito con molta convinzione a partecipare all'opposizione senza cedimenti verso la destra»

09.53 – Calenda: “Pd partito del ‘ma anche’. No al campo largo”
«Le direzioni del Pd sono sempre all'insegna del 'Ma anche': quel partito cerca di mantenere dentro tutto e finisce che non ci sia una linea. L'opposizione è una grande opportunità ma nel Pd non ci sono idee se non la discussione dei soliti cinque». Lo dice Carlo Calenda di Azione a SkyTg24. «Il campo largo che Bonaccini vuole con noi non ci sarà: se lo scordi. Si parla a partire da un elemento di chiarezza che però non c'è», conclude. «Il Pd decidesse cosa vuole essere e poi ci farà sapere se vuole essere riformista o populista»

09.34 – Lombardi (M5s): “Asse con Pd? Modello Lazio ha dato suoi frutti”
«La nostra idea non è di lavorare insieme per battere qualcuno, ma a favore dei cittadini. Abbiamo dimostrato che quando le forze politiche, nonostante le differenze, hanno come obiettivo comune il lavoro di qualità si producono risultati». Roberta Lombardi (M5s), assessora regionale alla Transizione ecologica, al Corriere della Sera sottolinea come in Regione Lazio il modello che tiene assieme Pd, M5s e Azione abbia funzionato. La candidatura unitaria per le prossime regionali? «Adesso è prematuro parlarne – premette –  ma semmai dovessero verificarsi le condizioni per un campo largo progressista, dovrà essere una candidatura unitaria e inclusiva di tutte le componenti della coalizione. Ma al momento mi sembra uno scenario improbabile». Le valutazioni, aggiunge, «dovranno partire dalle peculiarità dei territori per essere integrate nel quadro nazionale»; è stato fatto di Letta «l'unico capro espiatorio e, dal giorno dopo, sono partite le dichiarazioni d'amore nei nostri confronti», ma «questi calcoli non ci appartengono», «ci interessa la presa di coscienza di una parte del partito e della base stessa del centrosinistra che invece vuole investire su un progetto con noi perché ha una visione del territorio simile alla nostra»

09.10 – Barca: “Ha bisogno di radicalismo. I 5S devono essere parte di un progetto di alternativa”
Il Pd ha perso le elezioni «perché da molto tempo non dà la sensazione di credere che sia davvero possibile cambiare radicalmente le cose e aumentare la giustizia. Perché in questa campagna elettorale, in mezzo a grandi angosce, questo aspetto è stato molto più forte e sentito». È la lettura – in un'intervista al Fatto Quotidiano – di Fabrizio Barca, ex ministro oggi impegnato nel Forum Disuguaglianze e Diversità. «Penso, con Rosy Bindi, che nel Pd ci sia un vizio di nascita, che in realtà deriva dal pentitismo che ha segnato il modo in cui hanno chiuso bottega Dc, Pci, Psi e Pri», quando l'incontro di forze, che «andava avanti da tempo con un proficuo lavoro nel Paese e nel Parlamento, è stato tradotto in un partito unico, si sono messi da parte valori e visioni, lasciandosi contaminare dalla cultura neolib egemone». Barca ritiene che l'appello a sciogliersi e ricominciare da capo «scuote, e dice due cose molto giuste su Pd e M5s. L'uno che avrebbe un vizio originario e l'altro che ha un'identità perlomeno volubile e li invita a un confronto forte di idee». «Non è chiaro in quel documento, né peraltro a tutti noi, quale sia il luogo esterno alternativo a queste formazioni in cui realizzare quello che il Forum Diseguaglianze e Diversità chiama 'il partito della giustizia ambientale e sociale' che non c'è». Il M5s è un interlocutore del partito che immagina? «Certo che lo è», risponde

09.00 – Pd: oggi direzione, obiettivo congresso entro febbraio-marzo
Un congresso costituente: è quanto proporrà il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, alla direzione che si riunisce oggi alle 10. Si tratta della prima tappa di una discussione politica che, nelle intenzioni del leader dem, servirà a definire insieme a tutto il partito il percorso che dovrà portare al congresso. Un appuntamento che lo stesso segretario ha fissato dopo un risultato elettorale deludente, ma "non drammatico", come hanno ripetuto anche nelle ultime ore i big del partito impegnati a respingere le sirene che evocano lo scioglimento del partito. Perché, con quasi il 20 per cento dei consensi, i dem sono pur sempre la seconda forza parlamentare, dopo Fratelli d'Italia, e la prima dell'opposizione davanti ai Cinque Stelle. Quest'ultimo non può e non deve essere un appuntamento ordinario, ma una vera occasione costituente. Da qui, dunque, si deve ripartire per il segretario Letta che nella relazione al parlamentino dem, oltre alla proposta del percorso cosi' come abbozzata nella lettera agli iscritti di venerdì, offrirà anche alcuni punti di analisi del voto e soprattutto il quadro generale esterno al Pd. Il calendario parlamentare dice, però, che la priorità è organizzare l'opposizione. Letta ricorderà che dopo un decennio di governo ininterrotto, fatta eccezione per la parentesi del Conte 1, al Pd compete il dovere di indossare gli abiti dell'opposizione e di farlo nel modo più convinto e determinato possibile. Quanto sta già avvenendo non depone bene: il segretario è convinto che il caos nel centrodestra sia solo il preludio delle divisioni che scandiranno la vita del governo Meloni. Questo ruolo di opposizione il Pd dovrà impararlo a svolgere in fretta e contemporaneamente al lavoro "costituente" al suo interno. Letta è consapevole che il lavoro richieda del tempo, ma è altrettanto certo che il partito non può permettersi di arrivare alle calende greche. L'obiettivo, dunque, è chiudere tra febbrai e marzo 2023. Una necessità, quella di affrettare i tempi, dettata anche dalle scadenze elettorali, come l'appuntamento con le regionali in Friuli Venezia Giulia e Lombardia. C'è, poi, la componente di Base Riformista, che sostiene la corsa al Nazareno - non ancora ufficializzata - di Stefano Bonaccini, a spingere perché "non si allunghi il brodo". Di tempo, invece, Letta ne lascerà oggi: alla sua relazione seguirà un dibattito ampio che il segretario auspica possa essere «il più serio e approfondito possibile». Alla fine, come di consueto, la replica e la votazione dei membri della direzione.

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