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L’Eni: “Oggi nessuna fornitura di gas all’Italia dalla Russia attraverso l’Austria”. Ma Von der Leyen: “L’Europa ne avrà abbastanza per l'inverno”

La presidente della Commissione europea: «Senza una risposta comune rischiamo seriamente la frammentazione»

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BRUXELLES. Le forniture di gas russo all'Italia attraverso il Tarvisio saranno oggi «a zero». Lo annuncia Eni sul proprio sito. «Gazprom ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l'Austria». Eni darà aggiornamenti in caso le forniture siano ristabilite. 

Intanto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, nel suo discorso d'inaugurazione del gasdotto tra Bulgaria e Grecia, cerca di tranquillizzare l’Europa: «Sia qui in Bulgaria che in tutta Europa le persone ne stanno risentendo della guerra di Russia. Ma grazie a progetti come questo, l’Europa avrà abbastanza gas per l'inverno». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso d’inaugurazione del gasdotto tra Bulgaria e Grecia. Ma c’è una condizione. «Senza una risposta europea comune – sottolinea la presidente della Commissione europea – rischiamo seriamente la frammentazione». «Come in passato – ha aggiunto – dobbiamo preservare condizioni di parità ed evitare distorsioni del mercato unico. Quindi il compito che ci attende è chiaro: fare di più per contenere l'aumento vertiginoso dei prezzi dell'energia che stanno indebolendo la nostra economia».

Il progetto di un interconnettore gas tra Bulgaria e Grecia è sul tavolo da oltre dieci anni. È stato lanciato nel 2009, quando la Bulgaria era stata duramente colpita dalla decisione di Gazprom di fermare i flussi di gas attraverso l’Ucraina. «Ci è voluta molta determinazione per raggiungere l’obiettivo, e oggi vorrei ringraziare i successivi governi bulgaro e greco per averlo realizzato», ha sottolineato la presidente von der Leyen. «La nostra Unione ha sostenuto il progetto sin dal primo giorno, sia finanziariamente che politicamente, con un contributo complessivo di 250 milioni di euro. Oggi inizia una nuova era per la Bulgaria e per l’Europa sudorientale. Prima che Putin decidesse di lanciare una guerra energetica contro l’Europa, la Bulgaria riceveva l'80% del gas dalla Russia». Questo gasdotto è dunque «un punto di svolta per la Bulgaria e per la sicurezza energetica dell’Europa. E significa libertà dalla dipendenza dal gas russo. L’interconnessione potrebbe infatti coprire l'intero consumo di gas della Bulgaria. E questa è una grande notizia in tempi difficili», ha evidenziato la leader Ue.

L'’nfrastruttura, sviluppata da Igi-Poseidon e Bulgarian Energy Holding (Beh), è stata inaugurata a Sofia alla presenza della presidente Von der Leyen, del primo ministro bulgaro Kiril Petkov, del ministro dell’energia Alexander Nikolov e del suo omologo greco Kostas Skrekas. Il gasdotto ha una capacità di 3 miliardi di metri cubi, pari all’intero fabbisogno della Bulgaria, e in una seconda fase – considerata l’evoluzione del mercato –potrà essere aumentata a circa 5 miliardi di metri cubi di gas naturale. La sua entrata in esercizio apre ai paesi del Sud Est europeo una nuova rotta di approvvigionamento, strategica in termini di sicurezza e diversificazione, fornendo accesso a fonti alternative a quelle russe. L’opera è parte di un sistema di infrastrutture promosso da IGI Poseidon (joint venture 50% Edison 50% Depa) che contribuisce all’ampliamento del “corridoio Sud” del gas naturale e alla diversificazione delle rotte e delle fonti per l’Europa. Igb è un gasdotto lungo 182 km (di cui 31 km in Grecia e 151 km in Bulgaria), che collega Komotini (dove è allacciato al gasdotto Tap) a Stara Zagora in Bulgaria, interconnettendo il sistema greco del gas naturale con quello bulgaro.

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