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Giornalista italiano arrestato in Iran. La Farnesina cerca conferme

Il ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato il fermo di 9 cittadini stranieri, tra cui uno proveniente dal nostro Paese

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La Farnesina di concerto con l’ambasciata italiana a Teheran, sta verificando la notizia secondo cui un italiano sarebbe stato arrestato nella capitale iraniana, insieme ad altri otto cittadini stranieri, con l’accusa di essere coinvolti nelle proteste per la morte di Mahsa Amini.

«Nove cittadini stranieri provenienti da Germania, Polonia, Italia, Francia, Paesi Bassi, Svezia e altri sono stati arrestati durante o dietro la scena dei disordini», ha affermato il ministero dell’Intelligence iraniano in una nota.La repressione delle proteste ha provocato, fino ad ora, alla morte di almeno 83 persone, secondo quanto riportato dall’agenzia francese Afp.

Venerdì le forze di sicurezza iraniane hanno aperto il fuoco contro manifestanti arrabbiati, come hanno riferito i media dell’opposizione con sede all’estero. «Morte al dittatore», hanno cantato le donne a testa nuda nella città nord-occidentale di Ardabil, riferisce Iran International, emittente televisiva in lingua persiana con sede a Londra.

Nella città sudoccidentale di Ahvaz, come mostra il canale, le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere decine di persone che gridavano slogan antigovernativi.

A Zahedan, vicino al confine sud-orientale dell’Iran con il Pakistan, alcuni uomini hanno sfidato gli spari mentre prendevano a sassate una stazione di polizia, come mostrano altri filmati condivisi dal canale. Nel filmato, che l’Afp non è stata in grado di verificare immediatamente, si vedevano barelle che portavano via uomini insanguinati da apparenti ferite da arma da fuoco.

I media statali hanno detto che la polizia di Zahedan ha risposto al fuoco quando è stata attaccata dagli uomini armati, mentre Ahmad Taheri, il capo della polizia provinciale del Sistan-Baluchestan, ha detto che tre stazioni di polizia sono state attaccate. L’emittente di Stato ha dichiarato: «Diversi membri della polizia e passanti sono rimasti feriti nello scambio di fuoco».

La repressione contro la stampa si è intensificata enormemente nelle ultime settimana nella repubblica islamica: il 27 settembre sono stati arrestati 20 giornalisti, tra cui la fotoreporter Yalda Moaiery e Nilufar Hamedi, cronista che ha rischiato la vita per documentare la morte di Masha Amini, giovane leader della protesta contro l’hijab nel Paese.

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