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Povera acqua, tra fake news e cattive abitudini: 8 paradossi sull'oro blu italiano

Povera acqua, tra fake news e cattive abitudini: 8 paradossi sull'oro blu italiano
Bollette troppo care? Paghiamo la metà dei francesi. La qualità del servizio idrico di casa? Alta, eppure siamo i primi al mondo per il consumo in bottiglia. In uno studio, le "false" percezioni su una risorsa che troppe volte diamo per scontata
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In Italia, il secondo Paese europeo più idrovoro di tutti e in cui il 21% del territorio è a rischio desertificazione, l’acqua è un bene tanto fondamentale quanto poco considerato. Questa la sintesi del rapporto diffuso dall’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia di The European House Ambrosetti (composta da 24 società che insieme servono il 50% della popolazione italiana). Un’analisi a livello nazionale da cui sono emersi otto paradossi che restituiscono la percezione dei cittadini su una risorsa che troppe volte si dà per scontata e che solo nel 2022 ha visto riconosciuto, in Costituzione (grazie alle modifiche agli articoli 9 e 41 apportate il 10 febbraio scorso), una forma di tutela. "Una svolta epocale che va nella direzione tracciata dal 2019 dalla nostra Community. Una filiera dell’acqua efficiente e sostenibile deve essere in cima alle priorità italiane ed europee dei prossimi anni", ha affermato Valerio De Molli, managing partner & ceo di The European House Ambrosetti.

La Centrale dell'acqua di Milano, dove è stata presentata la ricerca
La Centrale dell'acqua di Milano, dove è stata presentata la ricerca 

 

Il tutto a patto di coinvolgere e convincere i cittadini sull’importanza di questa azione. A partire, per esempio, dall’aspetto economico. Sebbene 6 italiani su 10 ritengano che l’attuale spesa in bolletta sia troppo onerosa, va ricordato che con un costo di 2,08 euro per metro cubo d’acqua (la metà di quello che si paga in Francia), il nostro è uno dei Paesi con le tariffe più basse a livello continentale. Dati che cozzano con la sovrastima della spesa per l’oro blu italiano con un terzo dei rispondenti alla survey che pensa addirittura di pagare il doppio rispetto alla spesa reale.

Due paradossi, quello della spesa troppo elevata e del costo effettivo dell’acqua, che danno l’idea della percezione errata di questa risorsa da parte dei consumatori. Prospettiva che si abbatte anche sui consumi quotidiani: solo il 29,3% dei cittadini beve abitualmente acqua del rubinetto nonostante la sua qualità (fatte le debite distinzioni fra le diverse regioni d’Italia) sia tra le più alte d’Europa (paradosso della scarsa fiducia). La conseguenza? Siamo i primi al mondo per consumo di acqua in bottiglia, con un aggravio sulle nostre tasche.

 

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Una tendenza che potrebbe essere invertita attraverso un deciso investimento sulla rete idrica nazionale. Secondo l’analisi di The European House Ambrosetti, più della metà dei cittadini sarebbe disposta a sostenere un aumento della bolletta idrica al fine di rendere il servizio più efficiente e sostenibile, con l’86% di rispondenti disposti a sborsare tra i 5 e gli 11 euro in più all’anno (paradosso della disponibilità a pagare).

 

 

Un dato da non sottovalutare dal momento che attraverso un piccolo incremento di 10 centesimi per metro cubo d’acqua (che in media si tradurrebbe in un sovraprezzo di 8 euro l’anno per famiglia) si genererebbe un effetto leva capace di mettere a disposizione 400 milioni di euro di investimenti aggiuntivi. Una manna per un Paese, l’Italia, che sull’efficientamento e la qualità del servizio spende solo 46 euro per abitante all’anno contro i 90 euro della Francia, i 92 della Germania e i 135 euro del Regno Unito.

Certo, questo balzello si potrebbe evitare se le perdite idriche venissero ridotte dell’1,1% o se, ad esempio, gli italiani riducessero di circa 16 secondi la durata della doccia giornaliera. Comportamenti e attenzioni che metterebbero a riparo le famiglie meno abbienti che già oggi devono fare i conti con gli aumenti delle bollette energetiche di luce e gas. A tal riguardo, però, va anche sottolineato che gli strumenti di agevolazione economica previsti per i nuclei famigliari più fragili non mancano. Peccato siano poco conosciuti: il bonus idrico e la possibilità di rateizzare la bolletta risultano sconosciuti al 60% dei rispondenti, mentre l’esistenza di tariffe agevolate al 40% del campione (paradosso del bonus sconosciuto).

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C’è insomma bisogno di una più decisa opera di informazione e presa di coscienza della popolazione relativamente al tema dell’acqua. Basti pensare che il 37% degli italiani non conosce la società che gestisce il servizio idrico di casa (paradosso di “cosa c’è dietro l’acqua”) mentre due terzi del campione sottostimano l’effettivo consumo giornaliero di questa risorsa (paradosso del consumatore attento). Colmare questo deficit informativo potrebbe, infine, generare una sensibilità maggiore verso il tema del cambiamento climatico. Sebbene questa sia una delle preoccupazioni più sentite da tutti i cittadini, difficilmente la si percepisce come una 'minaccia' reale, vicina (paradosso Nimby).

 

A ricordarlo è stato Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana intervenuto in occasione della presentazione della ricerca di The European House Ambrosetti: "La siccità invernale 2021-22 mette in luce ancora una volta come gli estremi climatici possano rapidamente minacciare la disponibilità d’acqua anche in territori che normalmente ne sono ricchi. Il bacino del Po, per esempio, dopo oltre due mesi senza precipitazioni è in secca. Fortunatamente abbiamo ancora da giocare la carta delle piogge primaverili, in grado di colmare il deficit idrico, ma un anticiclone come quello che si è installato a dicembre sull’Europa occidentale, qualora si insediasse nei mesi estivi con l’agricoltura in attività, porterebbe a temperature oltre i 40 gradi e uno stress idrico imponente". Detto diversamente, "l’aumento delle temperature proseguirà ma l’umanità ha in mano la rotella del termostato terrestre", ha sottolineato Mercalli.