Slovenia, patria del miele: i fiori melliferi crescono sulle pensiline dei bus

Lubiana: alveare in terrazza
Lubiana: alveare in terrazza 
Dagli alveari, anche nelle terrazze degli hotel di Lubiana, agli orti urbani, fino alla vite più antica del mondo di Maribor e ai birrifici storici: viaggio in un Paese dalle mille sorprese
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Il 20 maggio tutto il mondo festeggia la giornata mondiale delle api, ma pochi sanno che il Paese che ha presentato la proposta d’istituzione del “world bee day” è stata la Slovenia. La data non è stata scelta a caso, ma è la ricorrenza della nascita dello studioso sloveno Anton Janša, il primo insegnante di apicoltura alla Corte di Vienna, nel 18esimo secolo ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo. Ma la tradizione dell’apicoltura slovena nasce secoli prima e ha dato vita, nel tempo, a veri e propri capolavori artistici. Infatti, i pannelli frontali degli alveari sono da sempre finemente decorati, tantissimi esempi si ritrovano nei musei, e riprendono leggende, momenti di vita contadina e racconti religiosi. Il più antico, conservato al museo dell’apicoltura di Radovlijca, risale al 1758 e ritrae una Madonna con bambino.

Il miele prodotto in Slovenia, dove 4 cittadini ogni 1000 sono apicoltori, è opera della specie autoctona, l’Apis mellifera carnica (ape carnica), sviluppatasi circa 10mila anni fa in una valle delle Caravanche, la catena montuosa delle Alpi Sud-orientali al confine tra Austria e Slovenia.

L’apicoltura slovena è praticata anche in città. Un esempio è il ?ebelja pot, il Sentiero delle Api, che attraversa Lubiana, città nominata European Best Destination 2022 Lonely Planet. Nella capitale, che spicca per il colore verde di parchi e orti cittadini, tanto che nel 2016 è stata incoronata Capitale Verde Europa, ci sono oltre 5 mila arnie attive dalle quali si ricava più un terzo del miele sloveno (nel 2022 sono state superate le 2400 tonnellate).

Il rooftop del B&B Hotel con arnie e orti
Il rooftop del B&B Hotel con arnie e orti 

Anche i tetti delle pensiline dei pullman sono verdi perché, come un giardino pensile, accolgono la coltivazione di fiori melliferi. L’attenzione alle api si ritrova anche nei palazzi privati finanche nelle banche e negli hotel. Un esempio è visitabile, sul rooftop del B&B Hotel Ljubljana Park, a pochi passi dal centro storico, dove trovano posto quattro colorati alveari che producono miele bio. L’hotel fa parte del Sentiero delle Api e, sempre in terrazza, ospita un rigoglioso orto dove si coltiva frutta e verdura di stagione.

Infatti, un’altra peculiarità di Lubiana sono gli orti cittadini. Il comune ha organizzato in tutta la città, anche nel centro storico, aree attrezzate che vengono concesse in uso ai cittadini per coltivare frutta, ortaggi e fiori. Molti di questi contadini amatoriali si ritrovano quotidianamente nel mercato centrale nel cuore della città per vendere i frutti del loro lavoro. Il mercato è strutturato con una parte all’aperto dove hanno i banchi i venditori di prodotti freschi come frutta e verdura, e una parte al chiuso dove ci sono panettieri, formaggiai, macellai e venditori di frutta secca. Intorno ai posteggi si trovano dei localini che cucinano i prodotti locali acquistati al mercato.

Oltre alle api, c’è un altro animale che è simbolo di Lubiana: il Drago. La leggenda narra che la città sia stata fondata dall’eroe mitologico greco Giasone che, scappando dal re Aites, attraversò il Mar Nero fino al Danubio e risalì il fiume Sava fino al fiume Ljubljanica. E proprio alla sorgente del fiume c’era una palude dove viveva un drago che venne ucciso da Giasone. I draghi di Lubiana oggi sono molto più mansueti e, sotto forma di statue bronzee, vigilano sulla città mentre le “Palle del Drago” sono dei cioccolatini di forma tondeggiante ripieni di cioccolato alla nocciola e ricoperti di fondente.

A Lubiana c’è anche la sede di Union, uno dei più antichi birrifici europei, fondato nel 1864 e che da allora non ha mai cambiato sede perché è ubicato proprio sopra la falda dell’acqua utilizzata da sempre per produrre la birra.

 

 Stara Trta, la vite più antica del mondo, a Maribor
 Stara Trta, la vite più antica del mondo, a Maribor 

A Maribor la vite più antica del mondo

Maribor è la seconda città della Slovenia ed è conosciuta perché, sulle sponde del fiume Drava in pieno centro storico, vegeta la vite più antica del mondo, chiamata Stara trta, che ancora oggi, dopo oltre 500 anni dal suo impianto, produce ogni anno dai 35 ai 60 kg di uva. Da quest’uva rossa, una particolarità visto che nella regione si coltiva prevalentemente uva bianca, vengono ricavate poche decine di litri di vino che vengono regalate alle persone più influenti del Pianeta. Iscrivendosi nel sito, però, si può essere estratti a sorte per riceverne in omaggio una bottiglietta. La vite di Maribor si distingue oltre che per la sua longevità, perché è l’unica al mondo a “possedere” una casa medievale Hiša Stare trte, la “Vecchia casa della vite”, dove si possono degustare alcuni dei migliori vini di tutta la Slovenia, un museo e un proprio inno.

Apicoltore all'opera (foto Aleš Fevžer / slovenia.info)
Apicoltore all'opera (foto Aleš Fevžer / slovenia.info) 

 

Ecco i tre piatti tipici e imperdibili:

Pohorski pisker (pentola di Pohorje)

Il piatto a cucchiaio deve il suo sapore tipico agli ingredienti locali, come gli ortaggi a radice, i funghi porcini, la zuppa d'orzo, la carne dei bovini di Pohorje aromatizzata con erbe aromatiche, ecc. Al piatto si abbinano varietà di vino meno aromatiche medio corpose, come il Riesling Italico o Renano, il Chardonnay e il Pinot grigio.

Omelette di Pohorje

Nonostante sia un piatto semplice, l’omelette di Pohorje racchiude i sapori interessanti. La dolcezza dell’impasto si incontra con la piacevole acidità del mirtillo rosso e l’aroma ricco della panna. Il colore e il gusto del liquore alla menta ricordano invece le vaste foreste di abete rosso di Pohorje.

Olbi o pohorski žganci (polenta di patate di Pohorje)

Si tratta di un piatto che viene servito come condimento per piatti di carne o con salse di verdure, oppure come una pietanza a sé, se annaffiato con latte di mucca o caffelatte. L’olbi? viene servito in modo semplice, in una ciotola di terracotta. In passato tutta la famiglia lo mangiava dalla stessa ciotola con il cucchiaio.