Storie di miele: l'ingrediente multitasking che (forse) non si conosce abbastanza

Storie di miele: l'ingrediente multitasking che (forse) non si conosce abbastanza
Farmaco naturale, ingrediente gourmet ed elemento imprescindibile nella nostra alimentazione, si racconta attraverso la storia di Tonino Strumia, il “trovarobe di cose buone” che ha fatto del Roero la punta di diamante nella produzione del nettare dorato
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Preservare la ricchezza nutritiva e la biodiversità del miele, un ingrediente fondamentale per la nostra alimentazione e il nostro benessere, è il segnale positivo che arriva dal Roero, già patria di vino e tartufi pregiati, produttore di quasi la metà del miele consumato in tutta la provincia cuneese. Mieli rari, come quello alla menta, al grano saraceno e al ciliegio di Pecetto, o mieli nuovi, come la melata di nocciolo, nata dal connubio con le nocciole piemontesi.

Tonino Strumia (ph. Murialdo)
Tonino Strumia (ph. Murialdo) 

Ma il miele è diventato protagonista indiscusso della gastronomia del Roero grazie soprattutto al lavoro del “trovarobe di cose buone” Tonino Strumia, fondatore della prima “mieloteca” d’Italia a Sommariva Bosco: “Sono rimasto folgorato dal miele di limone di Sorrento, che ho trovato in una fiera a Venezia. Il suo sapore mi ha commosso”. La passione lo ha portato a trasformare il suo negozio di pasticceria in una collezione di essenze dorate dai gusti più insoliti, come il miele di mandarino di Ciaculli, il miele di spiaggia, che con il suo sapore salmastro ha conquistato anche l’ex Premier britannico Tony Blair, quello di carrubo, di fichi d’india, di erba medica: “Il mio negozio era diventato un santuario per pellegrini golosi”. Ceduta l’attività e ormai in pensione, il “cacciatore di miele” continua comunque a scovare autentici tesori culinari del territorio, come “una pasta fatta con un acqua buonissima, che sgorga pura dalla montagna e che viene presa direttamente da una fontana”, andando a caccia di prodotti di nicchia e di qualità tra festival e fiere gastronomiche, come quella organizzata dal suo paese d’origine, “Amèl’Amèl”, che ha portato Sommariva ad essere un punto di riferimento nella mappa mondiale del miele, con produttori internazionali e botteghe del miele locale che espongono qui le loro prelibatezze: “Abbiamo più di 50 varietà di miele di qualità, come quello di carrubo, di fichi d’india, di mandarino di Cellauti o di ciliegia di marasca del Carso, tutte distribuite in 4 botteghe a Sommariva”.

Di ogni miele Strumia sa raccontare una storia, come quella del miele di spiaggia, che con il suo sapore salmastro ha conquistato l’ex Premier britannico Tony Blair ed è molto richiesto nell’alta ristorazione, o quella del miele di santoreggia, detto anche “miele della felicità”, proveniente da una pianta simile al timo e all’origano, che in Piemonte chiamano “erba cerea”, che “per i suoi effetti afrodisiaci - dice Strumia - veniva addirittura vietato nei monasteri”. Il miele regala anche accattivanti abbinamenti a tavola, esaltando il gusto dei cibi attraverso la ricerca del contrasto, evitando però che un sapore prevalga troppo sull’altro. Oltre al classico accostamento con i formaggi, dal gorgonzola con il miele d’acacia, alla ricotta con il miele di corbezzolo o al miele di ciliegia con gli erborinati, Strumia definisce particolare l’utilizzo di questo ingrediente nei dolci, “soprattutto nelle ricette per i panettoni naturali, dove il miele viene usato come conservante e ammorbidente.

L'ape nera sicula
L'ape nera sicula 

I panettoni naturali più prelibati sono quelli che si fanno in Sicilia, che utilizzano il miele delle api nere sicule, presidio Slow Food, ma anche in Piemonte ci sono delle autentiche chicche, come quello dell’azienda Bonifanti a Torino, che può durare addirittura 90 giorni, o quello del produttore Da Castro ad Alba. Alcuni mieli sono adatti ad accompagnare anche piatti salati, come la trota alle mandorle o il ragù di carne, smorzando sapori forti con la sua dolcezza, come nel caso della ricetta teramana del fegato di agnello con cicoria di campo in salsa agrodolce al miele di santoreggia, ottimo anche se abbinato con castagne bollite, speck e lardo. Farmaco naturale, ingrediente gourmet ed elemento imprescindibile anche nell’alimentazione di sportivi e “vip” internazionali: il campione di tennis Novak Djokovic mangia a colazione due cucchiai di quello di manuka neozelandese, la star di Hollywood Scarlett Johanson e la cantante Kylie Minogue non ne possono fare a meno, mentre diventa membro “reale” in Inghilterra, dove è usato soprattutto da Re Carlo e dalla Duchessa Kate Middleton.

 

Ma se pensate che si possa solo mangiare vi sbagliate, perché questo ingrediente “multitasking” può essere anche un rimedio naturale per migliorare la nostra estetica: labbra secche, acne, doppie punte, pelle luminosa, schiarire i capelli, cicatrici, punti neri. Basta perciò solo un po' di miele per essere più belli e più sani.