Piatti piccoli e attenti alle etichette, ecco come consumare la giusta quantità di cibo

Un piatto di orecchiette (@Stockfood)
Un piatto di orecchiette (@Stockfood) 
Esiste una misura corretta quando si parla di porzioni a tavola? Tutto dipende dalla qualità e dalla natura dell'ingrediente che stiamo mangiando
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Est modus in rebus, ovvero c’è una misura in tutte le cose, ci sono precisi confini al di qua e al di là dei quali non può esistere rettitudine. Così Orazio esprimeva l’ideale etico nelle Odi.

Esiste una misura etica, cioè corretta, anche nelle porzioni di cibo? Tutto dipende dalla qualità dei cibi, perché le porzioni devono essere adeguate alla natura dell’alimento. Un primo passo per non accumulare errori è rendersi conto delle calorie che si stanno assumendo.

Capire le quantità di cibi confezionati su cui è segnata la grammatura è certamente più facile, mentre le porzioni libere dei pasti quotidiani possono essere più complicate da soppesare minuziosamente. Per chi avesse bisogno di quantificare più specificamente, la bilancia resta sempre lo strumento più preciso. Le bilance digitali sono facili da usare e precise: si può azzerare il peso del contenitore (tara) e selezionare diverse unità di misura (es. grammi, ecc.). In alternativa, possono tornare utili strumenti di misura rapidi come: cucchiai, tazze e ciotole, bicchieri e quant’altro possa giovare alla ripetitività dell’uso.

 

In genere in piatti grandi si servono porzioni maggiori: un primo aiuto per chi vuole perdere peso può essere l’utilizzo di piatti e ciotole di dimensioni minori. Alcuni alimenti come i grassi sono così ricchi di calorie che sovradimensionare la porzione si traduce in un grosso introito calorico. Naturalmente non è una sola porzione extralarge di olio, burro e simili che può determinare un sovrappeso, bensì la sommatoria di eccessi.

(@Stockfood)
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Importante è anche la scelta degli alimenti. Per quanto riguarda le carni rosse meglio scegliere tagli magri, ottime le carni bianche, meno ricche di grassi. Importate assicurare la presenza di pesce a tavola, meglio se del tipo azzurro. Circa i formaggi, meglio se la scelta cade sul tipo fresco come: quartirolo, ricotta, primo sale, mozzarelle, ecc. I condimenti vanno usati con parsimonia magari allungando l’olio extravergine d'oliva con aceto o limone per condire verdure, carni e insalate. Importante non eliminare i carboidrati complessi ma con gli escamotage appena suggeriti per ridurne le porzioni, per evitare di pesare “a occhio” senza il dovuto allenamento. L’occhio infatti una volta “allenato” a casa con le porzioni ridotte, negli spuntini o nei pranzi veloci fuori azzeccherà più facilmente la quantità desiderata. 

 

Alcuni suggerimenti di equipollenze alimentari possono aiutare: due cucchiai di riso cotto sostituiscono una fetta di pane. Quattro patate medie equivalgono a un piatto di pasta, 50 grammi di legumi secchi equivalgono al doppio di riso e pasta. Una mela può essere sostituita da una pera, non dimenticare di cibarsi di frutta di stagione, perché è sempre un ottimo spuntino o un buon fine pasto, a dispetto delle fake news che ritengono “dannoso” il suo consumo classico a fine pasto. Una dieta sana deve includere almeno 5 porzioni di frutta e verdura in un giorno. La verdura ha dei margini maggiori di introduzione e può essere consumata a sazietà, perché contiene moltissima acqua e fibra, che l’intestino non assorbe ma che serve per garantirne il corretto funzionamento.

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