"La carbonara perfetta" di Eleonora Cozzella premiata a Parigi

Eleonora Cozzella 
La scrittrice e giornalista de Il Gusto riceve il prestigioso riconoscimento Gourmand World Cookbook Awards per il suo ultimo libro sul piatto cult della tradizione italiana che conquista divi, artisti e chef internazionali 
3 minuti di lettura

Che sia uno dei piatti della tradizione italiana più amati al mondo è poco ma sicuro. La novità è che la carbonara ha conquistato anche Parigi. Non una carbonara qualunque, ma quella "perfetta" di Eleonora Cozzella, giornalista e scrittrice, critica gastronomica di fama internazionale nonché penna esperta de Il Gusto e prima dei  Repubblica Sapori , oltre che firma per La Repubblica della newsletter “deGusto” . Il suo ultimo libro "La carbonara perfetta" ha vinto un prestigioso premio nella capitale francese, all'interno dell'evento World Cuisines Week: il Gourmand World Cookbook Awards. Fondato nel 1995 da Edouard Cointreau, il concorso ogni anno seleziona e premia i migliori libri enogastronomici del mondo.  E ad oggi è l’unica competizione internazionale del settore con premi assegnati in una location importante per la gastronomia, la cerimonia diventa infatti un’occasione per incontri con editori, autori, chef e giornalisti. Il libro di Cozzella ha raggiunto il riconoscimento nell'edizione 2020 che però non si è potuta svolgere a causa del Covid e quindi il premio è stato consegnato ieri pomeriggio, 29 novembre, nel corso dell'edizione 2021 della kermesse. Una grande soddisfazione per la scrittrice che lo scorso anno ha avuto anche la gioia di vedere il suo libro esposto niente meno che nella casa di Alfred Nobel in quanto finalista al concorso. 

Del volume, edito da Cinquesensi Editori (che ha incassato un premio anche con Camminare la terra dei formaggi di Alberto Marcomini, nella sezione Cheese), la giuria ha apprezzato la ricerca storica che c'è dietro. E basta leggerlo per capire il lavoro certosino di indagine svolto dall'autrice che snocciola documenti storici mescolati a una serie di curiosità. Tanto per cominciare, Cozzella ci racconta che la prima testata italiana a parlare del piatto tipico della cucina romana, in particolare degli spaghetti alla carbonara è la Stampa, nel luglio 1950, in occasione della festa del quartiere romano di Trastevere passata alla storia per la visita speciale di Papa Pio XII che "che passò il ponte" da Castel Gandolfo verso il famoso rione. L'autrice tra aneddoti, ricerca storiografica e ricette, ripercorre l'iter epocale della carbonara, passata di bocca in bocca tra ministri, papi e attori, passando attraverso curiosi intrecci con la storia culinaria dell'America.  

Cozzella con l'editrice di Cinquesensi Sara Vitali 

Qualche esempio? Lo sapevate che Tom Cruise si è proclamato re della carbonara tanto che nel 2010 andava in tv a sbandierare la sua ricetta "originale" a base di aglio e cipolla tritati? Se non fosse stato l'eroe del grande schermo da Top Gun a Mission Impossible passando per Codice d'Onore chissà se il pubblico gliela avrebbe perdonata. E per restare al cinema, nella magia dei giri in Vespa di Gregory Peck Audrey Hepburn in Vacanze Romane, lo sapevate che durante le riprese l'attore si era stabilito in una villa ad Anzio dove la cuoca Adelaide, originaria di Grottammare, gli preparava spaghetti alla carbonara, oltre a pomodori pieni di riso e pizza? Divi, vip, artisti, insomma impossibile resistere a un piatto che lo chef Joe Bastianich nell'introduzionel libro definisce giustamente un comfort food.

E' difficile però risalire alla ricetta originale. Le varianti, illustrate, sono numerosissime perché una ricetta che metta d'accordo tutti non c'è. Anche se... anche se la ricetta perfetta nel senso di ideale - come scrive l'autrice - in realtà esiste. Qual è? Semplice, e nel libro la svela Roscioli, storico locale romano: guanciale, uova e pecorino (oltre a parmigiano e pepe a piacere). Seguono le ricette degli chef più raffinati di Italia, da Franco Aliberti a Cristina Bowerman, da Peppe Guida a Marco Sacco fino a Cristiano Tomei e Norbert Niederkofler e tanti altri. 

E' così che la Carbonata perfetta - e ricca di spunti - ha conquistato il premio Gourmand World Cookbook Awards (quest’anno ha coinvolto 225 Paesi) che Cozzella ha ricevuto in una cerimonia nel magico contesto de  Les Cordeliers, a Parigi. Del resto, è impossibile non amare la carbonara. E in fondo poco importa che sia perfetta perché ciascuno di noi adora quella di casa, quella che porta con sé affetti, profumi, sapori e soprattutto emozioni familiari. Esattamente come racconta Joe Bastianich nell'introduzione allo spassoso libro di Cozzella quando confessa a mezza bocca che sua nonna ci metteva un po' di panna: "Vedo i vostri sguardi - scrive lo chef e produttore vitivinicolo italoamericano - so che state inorridendo e che è un peccato mortale dirlo a degli italiani ma credo che possa essere perdonabile se contestualizzato  all'epoca e poi devo dirvi che ... per me se lo faceva mia nonna andava be. E' tuttora legge" 

Eleonora Cozzella il 29 novembre a Parigi per la premiazione 

Bio dell'autrice

La carbonara perfetta non è il primo libro che Cozzella dedica ai primi piatti. L'autrice, laureata in Filosofia, appassionata conoscitrice della tradizione enogastronomica italiana, ha già all'attivo “Pasta Revolution”, opera con cui ha avuto il premio Libri da Gustare e il premio finalista Bancarella Cucina. Tra le attività dell'autrice, anche il podcast “Questioni di Gusto” per Repubblica. Da dodici anni inoltre è ispettrice per la guida I Ristoranti d'Italia dell'Espresso, e il suo viaggiare attraverso le cucine del mondo l'ha portata a capo della giuria italiana dell’Academy internazionale di The World’s 50 Best Restaurants. Tra i premi ricevuti negli anni, quello come miglior giornalista gastronomica per la Guida di Identità Golose già nel 2010, il Blues & Wine Awards nel 2017, il premio B’Inu per la stampa gastronomica nel 2018 e il Premio Internazionale Casato Prime Donne nel 2019. Cozzella insegna anche in corsi professionali e universitari sui temi della critica gastronomica, dell’agroalimentare e della storia della gastronomia: dal master MBA Food &Wine all’Università di Bologna, alla Scuola di giornalismo della Luiss, dove è titolare di un corso di giornalismo gastronomico