Langosteria sbarca a Parigi: lusso e cucina autentica da Portofino alla Senna

La vista dalla terrazza di Langosteria Parigi (foto @Ce?cile Guillaume) 
Enrico Buonocore inaugura l'autunno gastronomico parigino al settimo piano dell'edificio che ospita anche l'Hotel Cheval Blanc, ultimo nato del gruppo del lusso LVMH di Bernard Arnault
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Un paio di settimane di prove generali dopo qualche mese di travagliato rodaggio causa pandemia, e poi l’apertura senza particolare battage di comunicazione. Eppure Langosteria è nei fatti la novità che sta segnando l’autunno gastronomico di Parigi. I numeri fanno impressione: sono 150/170 i parigini e gli ancora poco numerosi turisti che  - con un conto medio superiore a 200 euro - ogni sera siedono ai tavoli della grande sala al settimo piano dell’edificio che ospita, oltre allo storico department store La Samaritaine, l’iper-esclusivo Hotel Cheval Blanc, ultimo nato del gruppo del lusso LVMH di Bernard Arnault. Che ha scelto come partner Enrico Buonocore. Ed Enrico Buonocore, in persona, è lì: sovrintende, accoglie, smista…e dirige il lavoro di un’affiatatissima squadra d’una sessantina di persone fra cucina e sala.

Enrico Buonocore  

Fa, Enrico Buonocore, anche a Parigi ciò che ha sempre fatto dal 2007, anno di apertura della Langosteria milanese di via Savona, dando vita e poi facendo crescere e moltiplicando un modello di ristorante vincente: Langosteria, appunto, poi Langosteria Bistrot e Langosteria Café sempre a Milano; quindi Langosteria a Paraggi. E ora là, l’ultima, per ora, affacciata sulla Senna, all’altezza del Pont Neuf, con vista a 360 gradi sulla Ville Lumière. Naturalmente con tutto, ma proprio tutto, il repertorio che ha segnato la storia e il successo delle creature di Buonocore, stessa filosofia, stessi piatti: il riso croccante alla milanese con gambero rosso, la tartare di scampi e foie gras, gli spaghetti con vongole, calamaretti e bottarga e, naturalmente, il king crab, qui definito in carta “King Crab 2007” per ricordare la semplicissima ma irresistibile ricetta che all’apertura della Langosteria fece conoscere la chela del granchio gigante ai milanesi, cui nessun altro ristorante mai l’aveva proposta.

Il segreto comune a tutti questi piatti che stanno conquistando i parigini?
Semplice, almeno a parole: prodotto, prodotto e poi ancora prodotto, con cucina e lavorazioni minime, e comunque tese a esaltare la qualità dei pesci, dei crostacei, dei molluschi che compongono i piatti. E come fa l’imprenditore Buonocore a replicare la ricetta vincente? Ha costruito e sa mantenere ben salda una squadra di collaudati professionisti che ha i suoi punti di forza nel general manager Alessandro Zingarello, negli chef Denis Pedron e Michele Biassoni rispettivamente a Milano e a Parigi, nello storico super-chef Mimmo Soranno.
La scommessa è lanciata e se sarà vincente sarà la rivincita per un’insegna italiana a Parigi, dove qualche lustro fa non riuscirono Gualtiero Marchesi né, ancor prima, Angelo Paracucchi.

 Il team della Langosteria 

 La sala con la vetrata con vista sulla città