Non la solita pizza: per ogni occasione un gusto diverso

Solo l’11% degli italiani ammette di voler andare sul sicuro, ordinando sempre la stessa, mentre il 46% preferisce lasciarsi guidare dal desiderio della serata. Una ricerca Doxa commissionata da Eataly rivela gli elementi più importanti: ingredienti di alta qualità (85% delle preferenze), prodotti made in Italy (76%), impasto lievitato a lungo (66%), farine integrali o di grani antichi (52%), fama del pizzaiolo (24%)
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Non la solita pizza. Davanti al piatto più amato degli italiani (e non solo), ci piace sperimentare proposte diverse. A svelarlo è Eataly, che ha commissionato a Doxa una ricerca sui gusti degli italiani, svelando le abitudini che abbiamo in pizzeria come a casa. Se un tempo nell’immaginario comune la pizza era legata a un consumo abitudinario, oggi più di un terzo dichiara di essere propenso a sperimentare gusti diversi, il 46% di lasciarsi guidare dalle voglie della serata  e il 43% dalle sfiziosità del menù. Solo l’11% ammette di voler andare sul sicuro, ordinando sempre la stessa.

Come ben sappiamo la pizza è una, ma le sue declinazioni e forme sono tante: alta, sottile, al trancio, alla pala, gourmet. Le varianti non mancano, ma dalla ricerca emerge che il 76% preferisce la tradizionale pizza tonda, servita con condimenti che vanno dal classico al creativo (45%), o napoletana, con il cornicione alto (31%). La romana, sottile e croccante, è scelta dall’11% mentre quella al taglio, in teglia o in padella, dal 7%. Meno amata di quanto si possa immaginare è invece la versione gourmet, tagliata a spicchi e con ingredienti ricercati, preferita solo dal 5%.

La ricerca di prodotti di filiera e ingredienti made in Italy, oltre alla digeribilità degli impasti, sono fattori per i quali i consumatori sono disposti anche a pagare di più. Gli ingredienti devono essere di alta qualità per l’84%, italiani per il 76%, e l’impasto deve essere lievitato a lungo per il 66%, caratteristica ricercata soprattutto dai consumatori adulti. Altro metro di scelta sono gli impasti, integrali o con farine di grani antichi (52%), meno impattante è invece la fama del pizzaiolo, che interessa un segmento più di nicchia, il 24%, che sale ad un 35% fra i 14 e i 34 anni.

Se ce ne fosse stato bisogno, l’indagine di Doxa ha confermato ancora una volta il grande amore che dimostriamo per questo cibo cult della nostra tradizione: l’86% degli intervistati ha dichiarato di mangiare la pizza almeno una volta a settimana, il 40% due volte, il 16% anche tre, in particolar modo fra i 18 e i 24 anni. Una tendenza che mostra un cambio di passo e mentalità: dall’analisi emerge che la pizza non è più percepita come un alimento da consumare con moderazione, perché fa ingrassare o “è troppo pesante”, ma piuttosto come un comfort food da condividere in compagnia durante una serata tra amici e in famiglia, quando si ha voglia di mangiare qualcosa di gustoso che, grazie agli impasti speciali e alla sua versatilità, mette d’accordo proprio tutti.

“Questi dati sono molto interessanti per noi che abbiamo fatto della biodiversità, della ricerca territoriale e del rispetto delle tradizioni i nostri punti di riferimento - commenta Enrico Panero, executive chef Eataly -. Le nostre pizze nascono dall’ascolto della clientela e dal desiderio di esaltare il patrimonio di tradizioni regionali, oltre che dall’osservazione delle tendenze più attuali, come la leggerezza degli impasti, l’uso di ingredienti di filiera rispettosi della stagionalità e la collaborazione con produttori espressione della ricchezza del territorio italiano, custodi di mestieri che hanno reso l’Italia famosa nel mondo. Mestieri tra i quali c’è anche quello dei pizzaioli, professione da custodire e valorizzare”. Non a caso è stato appena annunciato l’avvio del nuovo percorso di formazione per pizzaioli Eataly Pizza Makers, che si svolgerà nella sede di Roma sotto la guida dei maestri della pizza di Eataly.

Per celebrare tradizioni e novità, dal 18 a 24 ottobre i ristoranti di Eataly Torino, Roma, Milano, Genova, Firenze e Trieste ospitano la Settimana della pizza con incontri, laboratori, degustazioni e menù speciali. Fra gli ospiti di quest’anno ci saranno i pizzaioli Renata Sitko di Villa Giovanna, Enrico Murdocco di Tellia, Ciro Salvo di 50 Kalò e Corrado Scaglione di Lipen. E sarà la giusta occasione anche per presentare la guida Pizzerie d’Italia 2021 di Gambero Rosso, il 19 ottobre a Roma, il 20 a Torino e il 21 a Milano.