E61: quella macchina ispirata all'eclisse, che ha rivoluzionato il caffè al bar

Compie 60 anni l'icona della Faema e festeggia con un pannello celebrativo e una Limited Edition 1 Group Anniversary una storia lunga e fortunata
3 minuti di lettura

Era mercoledì quel 15 febbraio 1961 quando il cielo si oscurò in pieno giorno con l’unica eclissi solare totale del XX secolo visibile dall’Italia. Il buio avvolse gli italiani per più di due minuti dalle 8:38 del mattino, una larga striscia del Belpaese veniva inghiottita dall’ombra che la Luna proiettava sulla terra. Attoniti tutti con il naso all’insù, Michelangelo Antonioni avrebbe titolato al fenomeno astronomico il film La Notte, con Alain Delon e Monica Vitti, che gli valse il premio speciale della Giuria al Festival di Cannes. Un evento epocale quella eclissi che evoca nel nome, o per meglio dire sigla, una rivoluzione che ha segnato il mondo del caffè: la E61.


Poco più di quindici anni prima Carlo Ernesto Valente aveva aperto a Milano, nel 1945, la FAEMA, acronimo di Fabbrica Apparecchiature Elettro Meccaniche e Affini per la produzione di accessori per vagoni ferroviari, fornelli e caschi per la permanente femminile. Durante il conflitto il caffè era diventato rarissimo, ci si affidava ai surrogati di cui il governo incentivava il consumo e che sarebbero andati a scomparire con la ripresa economica. Ed è propio nel dopoguerra che Faema lancia sul mercato le sue macchine per il caffè, che portavano i nomi del cosmo assecondando la grande passione per l’astronomia del suo fondatore. Saturno per i locali dai consumi importanti, Marte con uno dei primi pannelli in plexiglas che riportava la scritta ‘Infuso di caffè idrocompresso’ e la Venere con piccole dimensioni, fra le altre. 


Come è raccontato nel libro di Enrico Maltoni, Faema Espresso 1945-2010, Valente fu un imprenditore illuminato capace di interpretare i tempi, animato dalla voglia di un continuo ammodernamento per i suoi prodotti che dovevano coniugare comodità di utilizzo e risultati eccellenti. Quell’epocale evento astronomico lo portò poi a ideare il nome per la macchina per il caffè che ha rivoluzionato il metodo di estrazione, la E61, tanto importante quanto l’eclissi che si ricorda nel nome. Sono passati sessanta anni da quei minuti di ombra, ma l’innovativo sistema introdotto con quella iconica macchina per il caffè è sempre attuale. Nel passato lo si estraeva con macchine verticali che realizzavano una pressione di 1,5 bar e temperature elevate facendo colare una bevanda amara e senza crema; solo nel dopoguerra le macchine a leva, in cui la forza esplicata dall’operatore consentiva di raggiugnere pressioni più elevate, avrebbero portato la crema sull’espresso. Come sanno gli operatori, i torrefattori e i grandi appassionati di caffè la regola delle 5M determina la riuscita di un buon espresso: miscela, macinatura, macchina, manualità dell’operatore e manutenzione. Ognuno di questi parametri costruisce in modo determinante alla corretta estrazione, ma la manualità dell’operatore, per quanto formato, è un parametro aleatorio, soprattutto nelle macchine azionate a leva. La E61 introduceva per la prima volta una pompa volumetrica elettromagnetica per spingere l’acqua sul pannello alla pressione necessaria, 9 atmosfere. 
Una macchina a erogazione continua che attingeva l’acqua direttamente dalla rete idrica: spinta dalla pompa attraverso uno scambiatore di calore, era capace di mantenere la temperatura grazie a un sistema termosifonico. Ma alla pompa volumetrica, di per sé rivoluzionaria, nella E61 si ottimizzava anche il sistema di pre-infusione, con una leva per azionare il gruppo si apriva al passaggio dell’acqua, attivando la pompa elettrica; la pressione crescente facendo aprire una valvola, fino al raggiungimento delle 9 atmosfere, bagnava il caffè con una pressione modesta per alcuni secondi prima di iniziare l’erogazione. Il pannello di caffè, la miscela macinata e compattata, opponendo la giusta resistenza evitava il fenomeno della canalizzazione consentendo la massima estrazione delle sostanze aromatiche.

Carrozzeria frontale bianca con striscia rossa, linee dal design arrotondato e l’armonia della compattezza funzionale hanno reso questa macchina desiderabile, oltre che rivoluzionario. Nei suoi sessanta anni di vita non ha cambiato forma, ha introdotto per celebrare i suoi quaranta anni nella E61 Legend alcune innovazioni tecnologiche incorporando la pompa per risparmiare spazio e il bilanciamento termico regolabile, mentre nella E6 Jubilé è diventata superautomatica. Per festeggiare le sei decadi un pannello celebrativo e una Limited Edition 1 Group Anniversary, adatta anche per uso domestico con dettegli in legno e il celebre pannello rosso retro illuminato. “Oggi celebriamo una macchina diventata un’autentica icona. Questo anniversario ci offre l’opportunità di valorizzare il passato e guardare al futuro – spiega Enrico Bracesco, chief commercial officer Gruppo Cimbali - Vogliamo puntare ad un nuovo mercato, quello consumer, con una macchina professionale Limited Edition che si adatti al contesto domestico”.

Impegnata al fianco, anzi sulle maglie, dei ciclisti dalla fine degli anni ’60 il marchio è stato portato da campioni delle due ruote come Adorni, Van Loy ed Eddy Merckx. Faema, parte del Gruppo Cimbali dal 1995, mantiene il suo legame con il ciclismo e rinnova l’impegno per il supporto delle comunità rurali: in occasione del sessantesimo anniversario la realizzazione di biciclette brandizzate, realizzate in partnership con Basso Bikes, esposte e disponibili dall’autunno nel flagship milanese e al MUMAC (Museo d’impresa del Gruppo Cimbali), e un’asta durante Host il cui ricavato sarà destinato alla World Bicycle Relief. Dall’apertura straordinaria del 26 settembre prossimo, un’esposizione speciale al Museo dove la E61 sarà vestita con un pannello dedicato alla celebrazione e verranno esposti, alcuni per la prima volta, esemplari realizzati nel corso di questi  60 anni. A questo si affianca un contest fotografico su Instagram che coinvolge chi possiede un esemplare di E61 e i Coffee Lovers: le foto ricevute verranno pubblicate sul sito ideato per i festeggiamenti dei sei decenni, in premio alle dieci migliori foto un kit merchandising special edition dedicato al lungo legame con il ciclismo.