A Dublino si parla di gastronomia sociale. Torna Food on the Edge

(@Julia Dunin) 
Il 18 e il 19 ottobre il simposio ideato dallo chef stellato JP McMahon: in una fattoria di 38 acri si ritroveranno cuochi e produttori da tutto il mondo per discutere del futuro del settore
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Torna Food on The Edge, il simposio internazionale di cucina ideato dallo chef Michelin JP McMahon. Dall’Irlanda si alza dunque a gran voce il pensiero di chef provenienti da tutto il mondo che il 18 e il 19 ottobre si riuniranno all’interno dell’Airfield Estate di Dundrum a Dublino. Due le novità di questa edizione, nata sette anni fa a Galway, all’insegna del confronto e della sostenibilità: la sede della location che, dalla Wild Atlantic Way, si sposta per la prima volta nella capitale irlandese; i talk che saranno, a causa dell’onda pandemica, metà in presenza e metà con collegamenti virtuali.

L’Airfield Estate che ospiterà Fote 2021 è una fattoria di 38 acri: una tenuta dalla lunga storia legata alla sostenibilità e alla “Social Gastronomy” che risale ai primi del Novecento; fu infatti una delle prime aziende agricole a fornire latte pastorizzato a famiglie svantaggiate con l’obiettivo di prevenire la tubercolosi a Dublino. Oggi è un centro per l’educazione alimentare e la ricerca con la missione di ispirare e consentire ai consumatori di portare avanti scelte alimentari vantaggiose per le persone e il pianeta. “Il tema di questa edizione - spiega JP McMahon - è proprio la Social Gastronomy, termine che vuole esprimere una cultura del cibo più olistica e completa. È intesa come la realizzazione di una rete di chef e operatori dell’ospitalità che hanno pensieri e intenti comuni e che lavorano per creare una comunità in cui il cibo viene utilizzato per trasformare l’ambiente quotidiano. L’intento - prosegue lo chef di Aniar a Galway - è quello di coltivare connessioni locali e costruire a lungo termine partnership in tutto il mondo, pensando al cibo come a un veicolo di cambiamento e di sviluppo”.

JP McMahon, lo chef ideatore di Food oh the Edge 
Del resto il senso di comunità all’interno di questo simposio si percepisce sin dalla sua prima edizione: lo testimonia l’e-book Lessons from Lockdown: Cooking after Covid uscito a inizio anno con la raccolta di toccanti racconti internazionali da parte di 121 tra cuochi, produttori e opinion leader legati al mondo del cibo. “Il libro è stato scaricato migliaia di volte e la risposta è stata a dir poco ispiratrice: la resilienza del mondo del food è la testimonianza del supporto che ci diamo l’un l’altro e degli insegnamenti che traiamo in modo reciproco”, aggiunge McMahon.

(@Julia Dunin) 
Fote 2021 vedrà, tra i relatori confermati a oggi, Garima Aurora (prima donna indiana a ottenere una stella Michelin), André Chaing (chef taiwanese noto per il suo approccio alla cucina che si basa su otto elementi: Pure, Salt, Artisan, Texture, South, Unique, Memory and Terroir) oltre al ritorno di Mark Best star di Netflix “Chef's Table” e dell’italiano Denis Lovatel che nella sua pizzeria Da Ezio ad Alano di Piave (Bl) ha fatto della sostenibilità il suo credo.

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I biglietti per assistere in modo virtuale ai talk sono già in vendita sul sito al prezzo di 95 euro (mentre quelli per i posti in presenza saranno acquistabili a breve a partire da 350 euro per due giorni e da 195 euro per un giorno). L’edizione del 2021, che ospiterà come di consueto una cinquantina di relatori, si prospetta più speciale del solito dato l’impatto devastante che la pandemia ha avuto sul settore dell’ospitalità a livello globale: ancora una volta i talk aiuteranno a plasmare la filosofia alimentare riconnettendosi con il cibo post-pandemia in un confronto globale che toccherà tutti i continenti.