Tamberi: "Quanti sacrifici a tavola per questo oro. Adesso voglio le lasagne della nonna"

Gianmarco Tamberi "si mangia" la medaglia d'oro (@Phil Noble/Reuters) 
Il campione olimpico del salto in alto a Tokyo ci racconta il suo rapporto con il cibo: "La mia specialità prevede una massa grassa praticamente nulla. Ma com'è stato difficile rinunciare alla pasta e ai cannoli siciliani"
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TOKYO. «Quanti sacrifici a tavola per questa medaglia d’oro». Dopo essere sceso dal podio olimpico di Tokyo e aver cantato l’Inno di Mameli, Gianmarco Tamberi racconta che per conquistare quel podio nel salto in alto non ha dovuto soltanto darci dentro con gli allenamenti, ma anche fare tantissime rinunce alimentari.

«Ancora più delle fatiche quotidiane in pedana, quello che mi è pesato è stato seguire una dieta mirata – racconta Gimbo -. Il nostro è uno sport che, per competere ad alti livelli, richiede una massa grassa particolare, pari allo zero per cento. Devi essere il più leggero possibile per saltare più in alto. Considerate che sono alto 1,92 e il mio peso normale quando non ci sono gare è sugli 86 o 87 kg, mentre adesso sono sui 75-75,5 chili. Tirare giù 11 o 12 chili è davvero impegnativo».

L'abbraccio fra Tamberi e Marcell Jacobs (@Martin Meissne/Ap) 
È stata questa una delle chiavi per volare più alto di tutti nello Stadio Olimpico giapponese e conquistare l’oro insieme all’amico Mutaz Essa Barshim, facendo impazzire tutta l’Italia. «Vedo che ci sono alcuni dei miei avversari che non curano questi dettagli che, invece, possono fare la differenza  - aggiunge -. Io non ho mai tralasciato nulla sotto quest’aspetto per essere anche solo un passetto avanti. Però, inizia a essere difficile perché se lo fai per due o tre anni riesci, poi dopo il sesto o il settimo diventa davvero difficile».

L'oro vinto saltando 2 metri e 37 
I piatti più duri a cui è stato più difficile rinunciare per rispettare la dieta da oro? «Le lasagne della nonna e i cannoli siciliani». Appena tornato a casa già lo aspettano.