Venezia, la vigna di San Francesco e i 60 anni del Pinot Grigio

San Francesco della Vigna, il vigneto urbano di Venezia del Gruppo Santa Margherita (foto @Carlo Mion) 
L'anniversario del vino, "inventato" nel 1961 dal conte Gaetano Marzotto, celebrato in laguna in un luogo che da mille anni ospita la vite: il chiostro del convento dei frati minori del santo di Assisi. La sfida del nipote, omonimo, attuale presidente del Gruppo Santa Margherita: "Recuperare i vigneti urbani è un dovere"
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La bellezza e il carattere di Venezia in un vino che compie 60 anni, ma che rimane giovane e attuale. E poi un antico vigneto, uno scrigno di terreno in un angolo della città dove ritrovare lontane radici e proporre nuovi linguaggi comunicativi in perfetto equilibrio. Santa Margherita, la casa vinicola della famiglia Marzotto, celebra il suo Pinot Grigio. Vino nato nel 1961 da un’intuizione dell’allora conte Gaetano che riuscì a scoprire l’anima giovanile in un vino ruvido e antico che si produceva nelle vallate del Trentino Alto Adige.

Un dettaglio del chiostro di San Francesco della Vigna 

In questi giorni e fino al 4 luglio, in un chiostro di San Francesco della Vigna, angolo lontano dai flussi turistici di Venezia, è ospitata “Off the Skins”, la mostra che celebra i primi sessant’anni di successi del Pinot Grigio Santa Margherita. Una temporary exhibition, realizzata in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Europeo di Design (IED) di Venezia e curata da Current, che deve il suo nome all’inedita e rivoluzionaria tecnica di vinificazione “in bianco”. Intuizione del conte Gaetano Marzotto, lungimirante imprenditore agricolo,  di trasformare un’uva dalla buccia ramata in un vino bianco brillante, elegante e intenso, unico nel suo genere, che fece il suo debutto sul mercato nel 1961.

La mostra racconta, con il linguaggio della grafica moderna, la storia di questo vino. Lo fa attraverso una serie di etichette per bottiglia con le quali i ragazzi hanno riprodotto aspetti del successo del Pinot Grigio: dalla terra dove viene coltivato allo sbarco negli Stati Uniti, dalla leggerezza al futuro con l’e-commerce.

Ed essendo il vino uno dei frutti della terra che più incide sui sensi, ecco che il visitatore è accompagnato dal profumo fruttato che riproduce le note caratteristiche di questo Pinot. E poi i suoni. Sì perché anche il vino ha una sua musica. ComposiIone che nasce dal combinare i vari suoni che accompagnano la nascita del vino: dalla potatura delle viti alla vendemmia, dalle operazioni in cantina ai travasi, per finire con il gioioso canto che il vino produce quando esce dalla bottiglia e finisce nel bicchiere. I suoni del Pinot Grigio Santa Margherita sono stati elaborati da un’artista cinese e la musica accompagna il visitatore lungo il percorso della mostra. “Off the Skins” è aperta, tutti i giorni al pubblico,  con ingresso libero dalle ore 10.30 alle  18.30.

Nicolò, Stefano, Gaetano e Luca Marzotto 

Linguaggi moderni per una celebrazione ospitata in un luogo che da almeno mille anni ospita piante di vite. Il complesso di San Francesco della Vigna ospita il convento dei Frati Minori, l’Istituto di studi ecumenici, la Biblioteca - che conserva e cataloga il patrimonio librario veneto della Provincia S. Antonio dei Frati Minori - e tre chiostri di cui uno dedicato alla coltivazione di erbe aromatiche, uno alla raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione e uno a vigneto, che dal 2019 viene curato in prima persona dagli agronomi di Santa Margherita. Il destino vuole che questa terra abbia le stesse caratteristiche di quella che l’Adige ha donato alle valli dove il Pinot Grigio viene prodotto. Ma qui, nel mezzo della laguna, i tecnici di Santa Margherita hanno riportato la tradizione veneziana realizzando due vigneti con uve Glera e Malvasia. E in onore della tradizione dei conventi la coltivazione avviene ad alberello.

I filari della vigna urbana veneziana 

«Il recupero dei vigneti urbani è una delle iniziative più importanti che il mondo del vino può, e deve, fare oggi  - ricorda Gaetano Marzotto, presidente di Santa Margherita e nipote del fondatore - per mantenere saldo e vivo il legame con la propria storia e le proprie tradizioni. È motivo di grande orgoglio per Santa Margherita poter intervenire per la tutela del patrimonio storico e architettonico del complesso di San Francesco della Vigna e trasferire le competenze tecniche del nostro team di enologi per ridare splendore a questo vigneto urbano. Poco meno di un secolo fa, mio nonno, il Conte Gaetano Marzotto, scelse l’entroterra veneziano per dare avvio a una vera e propria rivoluzione nell’ agroindustria italiana».