Franco Pepe presidente di giuria per Madrid Fusion al concorso sulle pizze spagnole

Tra i migliori pizzaioli in tutte le guide e classifiche, da Caiazzo a Madrid per giudicare i colleghi iberici
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È il signore gentile della pizza. Maestro dai toni pacati, ha reso il suo paese, Caiazzo in provincia di Caserta, una delle mete mondiali per gli appassionati di pizza, nonché il centro di un’economia locale virtuosa, che fa rete con i produttori artigianali del territorio.
Duetta con grandi chef internazionali in serate che organizza nel suo Pepe In Grani, gli hanno appuntato al petto la medaglia di cavaliere della Repubblica e il sondaggio OAD (Opinionated About Food) lo ha di recente piazzato al terzo posto nella classifica dei migliori ristoranti “casual” d’Europa. E adesso Franco Pepe è di fronte a una nuova avventura: si trova in Spagna, nonostante il recente lutto per la perdita della madre, come presidente di giuria per scegliere il miglior pizzaiolo nell’ambito del primo concorso nazionale organizzato dal congresso Madrid Fusion.

“Quando mi hanno invitato è stata una bella emozione. Sono abituato a essere giudicato, ma non sono mai stato in un evento così importante dall’altra parte del tavolo. Di solito sono io che porto le pizze. Adesso i migliori colleghi di Spagna le porteranno a me per l’assaggio. La presenza di diversi italiani in giuria è un bel segnale per il mondo della pizza e per la pizza italiana nel mondo” dice a Il Gusto.

Nella giuria presieduta da Pepe infatti figurano anche Barbara Guerra, presidente di 50 Top Pizza, l’italo spagnolo Alberto Luchini, direttore di Metrópoli El Mundo e Alberto Miragoli, titolare del panificio Cientotreinta Grados.
In effetti, se l’Italia già nei cuori delle persone è sempre stata il Paese della pizza, ora arriva un riconoscimento per così dire ufficiale.

All'Hotel Pestana CR7 di Madrid sfileranno con le loro creazioni i 12 finalisti, già selezionati in eventi precedenti. Due le categorie: pizza napoletana e pizza “estilo libre”, stile libero, anche se, a essere pignoli, la prima categoria dovrebbe chiamarsi “margherita napoletana”, perché da regolamento gli unici ingredienti previsti sono pomodoro, mozzarella, basilico, olio di oliva e sale.

Le pizzerie, provenienti da più di una dozzina di diverse città della Spagna, sono state scelte tra le più note nella scena gastronomica nazionale.

“Cercherò di comunicare ai miei colleghi in giuria tutta la passione e la cura che occorre non solo per preparare ma anche per gustare una pizza, in un Paese in cui le pizzerie stanno facendo passi da gigante in termini di ricerca su farine, lievitazioni e prodotti” promette Pepe.

Il concorso, fanno sapere da Madrid Fusion, oltre a premiare il miglior pizzaiolo in Spagna, mira a far conoscere il mondo della pizza artigianale del Paese.  

“In Spagna c’è grande fermento, una grandissima attenzione per la pizza – sottolinea Barbara Guerra – e negli ultimi cinque anni la qualità è cresciuta tantissimo. Prima era difficile trovare una buona pizza spagnola. È stato un processo veloce e oggi assistiamo a un’ottima presenza di pizzerie di gran livello, non solo di stile napoletano ma anche altri stili”.