Champagne (rosè) e arrosticini: il rosa stupisce a tavola con i piatti abruzzesi

Il consumo di vini rosati aumenta in tutto il mondo, Francia e Usa guidano la crescita. E a L'Aquila, sfilata di calici da tutto il mondo nella Food&Rosé Selection dedicata all'abbinamento, organizzata dal Concorso mondiale di Bruxelles. Ecco tutti i premiati e i dati
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Conviviale, festoso, fresco, piacevole, “cool” da tenere in mano in un calice elegante in un locale sulla spiaggia. Bello nelle sue mille nuances dal rosa cipria al corallo fino alla ciliegia passando per marmo e melograno. Ma attenzione: il rosé è anche un vino riccamente gastronomico. Che sa sorprendere. Si abbina perfettamente ad ogni tipo di preparazione, dall’antipasto al dessert. Ogni rosé di ogni angolo del mondo “chiama” il suo piatto: pesce crudo, cotto, formaggi, carne bianca, rossa, ovina e così via.  Le prove si questa speciale versatilità dell’abbinamento sono esplose nei palati di una giuria di wine expert provenienti da tutto il mondo che nei giorni scorsi si sono trovati a L’Aquila per la Food&Rosé Selection, organizzata dal Concorso Mondial di Bruxelles, coordinato da Karin Meriot, con la Regione Abruzzo, rappresentata dal vicepresidente, Emanuele Imprudente. Un’occasione di respiro internazionale in cui vini provenienti da più di dieci differenti Paesi e da centinaia di  diverse denominazioni e appellazioni geografiche sono stati abbinati (con degustazione alla cieca da parte dei 45 giudici) ai piatti tipici della cucina abruzzese.

Stuzzichini abruzzesi: l'aperitivo 

Sulle tavole delle commissioni di giudizio del ristorante aquilano Magione Papale è sfilato il top della cucina regionale, dai piatti marinari della costa teramana, chietina e pescarese fino alle leccornie di terra dell'Aquilano, a partire dai gustosi arrosticini di pecora, passando per i formaggi (uno su tutti il saporito Pecorino di Farindola) fino alle tipiche ferratelle e ai dolci di mandorle, nocciole, marmellata e cacao.

Pesce crudo, perfetto con i rosé 
Formaggi e leccornie abruzzesi 

La prova del fuoco delle variegate specialità abruzzesi (servite, come pure i vini, dai ragazzi dell’Istituto alberghiero Leonardo da Vinci) è stata brillantemente superata dai rosé che hanno così svelato la propria istrionicità, alla faccia di qualsiasi pregiudizio e luogo comune (vino leggero, estivo, da aperitivo e così via). Sono così emersi accostamenti inediti quanto stimolanti per gusto e mente come champagne e tagliata di manzo; pesce crudo con Piedirosso e Aglianico campani (premiato il fruttato e profumato di violetta Marisa Cuomo Rosato 2020);  salumi con Bordeaux Rosé ma anche con uve Bonamico e Moscato rosso ligure (in particolare, ha ricevuto un riconoscimento il Rosé d’Amour 2019 della cantina Possa); pesce al forno e rosato di Provenza; piatti speziati piccanti con rosati romeni e così via.

 Tagliata e arrosticini: l'abbinamento con Cerasuolo d'Abruzzo e champagne stupisce il palato 

L’abbinamento regionale ha avuto la meglio in tema di carne: il primo classificato, votato all’unanimità dalla giuria incaricata, è stato il Cerasuolo d'Abruzzo Doc “Karma Rosé 2020” dell’azienda agricola pescarese Chiusa Grande di Franco D'Eusanio. Mentre sui dolci, ecco aggiudicarsi il podio tre rosati, rispettivamente dal primo al terzo posto, francese, spagnolo e slovacco. Con i vini dell’Est Europa che si confermano una piacevole sorpresa, sempre più richiesti e premiati.

La sala di degustazione del Concorso mondiale di Bruxelles 

Un vino per tutto l’anno

Ed ecco che allora si spiega il successo planetario che sta conoscendo il rosato non solo per il suo colore seduttivo, per la sua natura giovane e “charmant” e per l’attenzione forte rivolta al marketing da sempre più aziende, ma anche per le sue caratteristiche di vino ricco di profumi, intensità, duttilità, da bere tutto l’anno.

“Il consumo di vino rosé segue lo stesso movimento del mercurio dei termometri – riflette Baudouin Havaux, presidente del Concours Mondial de Bruxelles - In Belgio un’estate calda corrispondeva a un aumento significativo delle vendite di rosé, ma negli ultimi anni il consumo ha iniziato a distribuirsi durante tutto l’arco dell’anno. L'immagine del rosé sta cambiando positivamente nella mente del consumatore, che lo considera un vino a sé stante, con i suoi codici di gusto. Lontano dalla nozione semplicistica di vino da piscina o da barbecue, il rosé è entrato nel mondo della gastronomia. Il suo consumo, che tende ad aumentare, si aggira intorno al 10%, per tutte le tipologie dei rosé, secchi e dolci, fermi e frizzanti”.

A destra, Baudouin Havaux, presidente del Concours Mondial de Bruxelles 

E il colore?

L'intensità del colore non è un criterio per valutarne la qualità, ma una cosa è certa: negli ultimi anni, al di là dei vitigni e dei singoli Paesi, è diventato sempre più scarico. Come conferma il presidente del Concorso di Bruxelles: “Questo risponde semplicemente a una moda – precisa Havaux - E la tendenza attuale è quella di produrre rosati sempre più pallidi, che si trovano soprattutto nei locali di tendenza. A determinare l'intensità cromatica, è il tempo di macerazione delle bucce dell'uva. Più lungo è il contatto tra la buccia e il succo, più intenso sarà il colore. Va anche detto però che esistono tecniche per decolorare il vino”. Tecniche che molti enologi usano per stare al passo con la tendenza del momento. In questo il Cerasuolo d’Abruzzo fa decisamente eccezione: deriva dalle uve intense e robuste del Montepulciano d’Abruzzo e forzare la mano togliendo colore significherebbe rinunciare a una serie di caratteristiche peculiari, a partire dagli aromi, dai profumi per arrivare alla struttura. Ci sono dei produttori abruzzesi che si stanno allineando alla moda, ma il vero Cerasuolo ha il colore della ciliegia e le spalle larghe del Montepulciano.

Il colore dei rosé fa discutere: va di moda il rosa pallido "provenzale" 

Il marketing

D’altra parte, è innegabile che il marketing la faccia da padrone, ma sarebbe sbagliato credere che quest’attenzione sia per forza a scapito della tradizione. Anzi, la maggior parte delle volte la cura del dettaglio è un modo per valorizzare il prodotto da un lato e per attirare un pubblico più giovane dall’altra. Va in questa direzione per i vini rosa il tipo di etichetta e la forma della bottiglia sia più notata dai consumatori rispetto ad altri vini e rappresenti un criterio di scelta, come emerge dalla relazione Pierpaolo Penco, consulente marketing enogastronomico presso Affinamenti e country manager Italia di Wine Intelligence, uno dei relatori alla Food&Rosé Selection. 

Gli amanti del rosé guardano molto al design di bottiglie ed etichette 

E diventa elemento di scelta meticolosa anche il tappo: quello in vetro è sempre più gettonato, anche perché riutilizzabile all’infinto, come hanno fatto notare Katerina Slezáková Gaia Gottardo, rispettivamente marketing manager presso Vinolok e distributore Vinolok di Amorim Cork Italia S.p.A, entrambe presenti all’evento all’Aquila. Tutto ciò spiega i dati in ascesa nella produzione e nel consumo dei rosé.

Bottiglie di design 

 

Uno sguardo ai dati

La produzione globale di vino rosato è passata da 20 milioni di ettolitri nel 2002 al livello record di 26,4 milioni di ettolitri nel 2018, con un aumento del 31%, come emerge dagli studi dell’Osservatorio mondiale dei rosé. Dopo un periodo di declino significativo tra il 2014 e il 2017, la Francia ha registrato una rapida ripresa nel 2018, passando in un anno da 5,5 a 7,5 milioni di ettolitri. La produzione ha anche raggiunto un livello record negli Stati Uniti, con 5 milioni di ettolitri, e in Spagna che, dopo un declino costante dal 2013, ha raggiunto la quota più alta degli ultimi dieci anni. Il podio dei principali paesi produttori di rosé è dunque composto nel 2018 da Francia, Stati Uniti e Spagna, che insieme rappresentano il 64% della produzione di vino rosato in volume a livello mondiale, rispetto al 60% del 2017. In Italia invece la produzione negli ultimi dieci si è dimezzata, anche se dal 2018 si registra una ripresa. Quanto al consumo, nel 2018 più di 11 litri su cento di vini fermi bevuti sono rosati. E il trend è in crescita. Anche le esportazioni globali sono cresciute: con un +39% si è passati da 7,6 milioni di ettolitri nel 2002 a 10,6 milioni nel 2018. Tutti i Paesi leader hanno fatto crescere le loro esportazioni in volume. A fare la parte del leone sono Spagna (40%), Francia (14%) e Italia (13%) che rappresentano i due terzi delle esportazioni globali di rosé.

 

Tutti i premiati della Food&Rosé Selection del Concorso mondiale di Bruxelles:

 

Miglior vino rosato da APERITIVO:

Marrenon Petula 2020

Marrenon Vignobles en Luberon et Ventoux, Côtes du Lubéron rosé ? Rhone Valley, FRANCIA

 

Rabo de Gala Rosé 2020

Casa Santos Lima - Companhia Das Vinhas S.a., Vinho Regional Lisboa ? Lisbona, PORTOGALLO

 

Joy Rosé Brut 2020

Az. Forchir Di Bianchini G.&c. S.s.a., Prosecco DOC ? Friuli Venezia Giulia, ITALIA

 

Miglior vino rosato per il PESCE CRUDO:

Gardian Grenache - Cinsault - Syrah 2020

Sas Alma Cersius, IGP Coteaux de Béziers ? Languedoc-Roussillon, FRANCIA

 

Typic 2020

Bwine, Pays d'Oc IGP rosé ? Languedoc-Roussillon, FRANCIA

 

Marisa Cuomo Rosato 2020

Srl Cantine Marisa Cuomo, Costa d'Amalfi DOC - Campania, ITALIA

 

Miglior vino rosato per il PESCE COTTO:

Rosé d'une Nuit 2020

SASU Fonjoya delta, Languedoc Saint-Saturnin - Languedoc-Roussillon, FRANCIA

 

Fleur de l'Amaurigue 2020

Domaine de l'Amaurigue, Côtes de Provence rosé - Provence, FRANCIA

 

Les Hauts de Montrouge 2020

Les Hauts de Montrouge, Côtes de Gascogne IGP - Sud-Ouest, FRANCIA

 

Miglior vino rosato per SALUMI:

Rosé Minéral 2020

Producta Vignobles, Bordeaux Rosé - Bordeaux, FRANCIA

 

Finca Cerrada Rosado Bio 2020

Vinicola de Tomelloso SCL, La Mancha - Castilla-la-Mancha, SPAGNA

 

Rosè d'Amour 2019

Azienda Agricola Possa - Liguria, ITALIA

 

 

Miglior vino rosato per la CARNE COTTA:

Karma Rosé 2020

Azienda Agricola Chiusa Grande, Cerasuolo d'Abruzzo DOC -  Abruzzo, ITALIA

*unanime

 

Champagne Cédric Guyot Brut Rosé Cuvée Tradition

Champagne Cédric Guyot EARL, Champagne - Champagne, FRANCIA

* in particolare con gli arrosticini

 

Champagne Brut Rosé Pierre Mignon

Champagne Pierre Mignon, Champagne - Champagne, FRANCIA

* premio speciale per questo magnifico spumante, che si abbina perfettamente anche alle carni bianche

 

Miglior vino rosato per il CIBO PICCANTE:

Casa de Illana Alma Rosé 2020

Bodegas y Viñedos Illana SL, Ribera del Jucar - Castilla-la-Mancha, SPAGNA

 

Viña Nava Garnacha Rosé 2020

Anecoop S. Coop., Navarra -Navarra, SPAGNA

 

Mysterium Roze 2017

Sc Jidvei SRL Filiala Alba, Târnave - Transylvania, ROMANIA

 

Miglior vino rosato per il FORMAGGIO:

Quantum Rose Pinot Noir Syrah 2020

Domaine Boyar International EAD, PGI Thracian Valley - Thrace, BULGARIA

 

Kazayak Suvorov Merlot Rose 2020

Suvorov-Vin Ltd. - Stefan Voda, MOLDAVIA

 

Il Casato Pinot Grigio Rosato 2020

Schenk Italia Spa, DOC delle Venezie - Veneto, ITALIA

 

Miglior vino rosato per il DESSERT:

Raymond Bossis Rosé 2019

Scea Les Groies, Pineau des Charentes - Charentes, FRANCIA

 

Amatista Moscato Rosé

Anecoop S. Coop., Valencia - Valencia, SPAGNA

 

Vino Raca Frankovka Modra 2015

Villa Vino Raca A.S. - SLOVACCHIA