Marianna Vitale, donna chef dell'anno: "Hanno voluto premiare audacia e coraggio"

Marianna Vitale ritratta da Andrea Moretti 
La titolare e cuoca del ristorante Sud a Quarto insignita del riconoscimento per celebrare il talento femminile nell’alta cucina. Seguici anche su Facebook
3 minuti di lettura
"Credo che abbiano voluto premiare l'audacia e il coraggio" risponde quando le si chiede che cosa la Michelin abbia particolamente apprezzato e abbia voluto premiare della sua professione.
Perché non può essere ignorato che, specie in determinate aree, la scelta di un ristorante è più difficile che altrove: "Quarto non è certo Parigi. Ma nonostante le difficoltà da 11 anni portiamo avanti le nostre idee con una grande squadra di 16 elementi e a testa alta". 

La chef napoletana, classe 1980, stellata dal 2012, cresciuta nel quartiere di Porta Capuana "in una casa piena di gente, un porto di mare in cui si mangiava a tutte le ore, dove vedevo più pentole e padelle che giocattoli", attaccata ai calzoni del papà cuoco e affascinata dai profumi della cucina, ha sempre avuto voglia di esprimersi, in ogni direzione, e viaggiare, fosse anche solo con la cultura.

Così si laurea con lode in lingua e letteratura spagnola con una tesi sul mito del “Convitato di Pietra”, la storia guarda caso di un giovane gaudente sbadato che organizza una onirica cena. Sempre a tavola, insomma, perché l'interesse per quello che ruota intorno al mondo del cibo è culturale e si leva oltre la materia verso la metafora. Così votata al culto del cibo, nel maggio 2009 ha aperto Sud Ristorante, con Pino Esposito a Quarto Flegreo, in provincia di Napoli.

Come è lavorare in una zona complicata? "Come svegliarti con la sabbia nelle mutande", dice con l'ironia che la contraddistingue, cioè con problemi che non ti appartengono ma con cui devi giocoforza imparare a convivere.
"Cucinare in un ristorante, il proprio, è fatica, tenacia, scommessa costante, e questo fatto è più tangibile quando si decide di avviare un’oasi nel deserto, ma con imprevedibile rapidità Sud è diventato un’affidabile punto di riferimento per la Campania e non solo". I riconoscimenti non mancano: nel 2011, Marianna Vitale è “chef emergente” de Il Sole 24 Ore, nel 2012 arriva la stella della Rossa, nel 2015 Marianna è miglior cuoca d’Italia per le guide dell’Espresso e di Identità Golose, nel 2017 Identità Donna di Identità Golose, poi premio Lydia Cottone “Napoli è donna” 2018 e, più di recente, Sud Ristorante ottiene il riconoscimento come migliore Proposta di Pasta per le guide del Gambero Rosso 2020.

A proposito di pasta, oltre alla bontà c'è sempre un pensiero nei suoi piatti, come nel famoso Puttanesca Ramen che unisce Asia e Napoli, cultura colta e popolare, ottocento e contemporaneità: "Il condimento alla puttanesca è già citato in alcuni scritti dell'Ottocento e ho voluto proporlo risalendo alle origini, pensando come poteva essere la prima pasta alla puttanesca venduta nei vicoli di Napoli in grandi calderoni e servita in coppe, sicuramente cotta in un sugo abbondante e denso, con gli ingredienti abbinati ma non amalgamati e da mangiare con le dita. Ovvero, ispirandomi al cibo di strada giapponese e cinese, con le bacchette, che delle dita sono l'ideale naturale continuazione".
Anche solo questo suo signature dish la dice lunga su una cucina fatta di sapori schietti e di forme moderne, con al centro il gusto, ma anche collegamenti culturali.
Imprenditrice, donna, madre, per Michelin Vitale è la perfetta incarnazione contemporanea di questi ideali. Ed è stata selezionata dagli ispettori Michelin per la tenacia con cui ha costruito un progetto di ristorazione di qualità al di fuori dei circuiti turistici della sua regione. Con spirito d’avventura, rigore e leadership, Marianna ha creato un locale che rispecchia la sua personalità. Piatti “classici” del territorio e percorsi di gusto elaborati giornalmente si affiancano a nuove invenzioni, facendo del suo ristorante una tra le realtà più interessanti del panorama gastronomico partenopeo e italiano. "Con la scelta di Marianna Vitale, socia, chef e fondatrice del suo ristorante, SUD, si sancisce come la cucina al femminile e imprenditoria siano due facce della stessa medaglia, la strada per raggiungere quella parità di genere auspicata sin dai tempi de “La Grande Dame de la Champagne” dicono dalla Maison francese.
 

L'hanno preceduta nel ricevere il premio altre donne audaci e talentuose della grande cucina italiana:  Martina Caruso di Salina, Fabrizia Meroi e Caterina Ceraudo. E se si chiede a Marianna se c'è bisogno di un premio per donne, risponde che purtroppo "c'è e ce ne sarà ancora per molto tempo, perché è più difficile per noi essere riconosciute come dovremmo".
Dedica alla sua squadra il premio e anche al suo spirito d'organizzazione e alla capacità non scontata di delegare: "è fondamentale la fiducia nelle persone con cui si condivide il progetto e la vita, come faccio con mia mamma che mi aiuta nella cura di mio figlio Patrizio e nel bistrot Angelina".