Marchioni (BlackRock): "La scelta Esg è ormai inevitabile"

Secondo l’Head of BlackRock Portfolio Consulting Emea, i criteri di sostenibilità devono entrare in gioco in sede di formulazione della strategia di asset allocation, e non dopo. Cosa che invece fa la maggioranza dei grandi investitori
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C’è chi vede gli investimenti Esg semplicemente come una strategia in grado di generare un rendimento aggiuntivo per il proprio portafoglio. C’è poi chi li vede come una gamma di prodotti da utilizzare in tutte le asset class, dall’azionario all’obbligazionario, sostituendoli a prodotti esistenti in sede di implementazione. E c’è infine chi, consapevole del fatto che negli anni a venire i criteri Esg saranno il tema dominante, non solo in campo finanziario ma nella vita di tutti i giorni, li integra in tutto il proprio portafoglio; non compra dunque qualche prodotto Esg in un’ottica di diversificazione, o semplicemente sostituisce prodotti esistenti con altri che abbiano questa sigla nel nome, ma struttura tutti i propri investimenti in base a questa logica.

 

Secondo Ursula Marchioni, Head of BlackRock Portfolio Consulting Emea, sono questi i tre principali approcci alla tematica Esg da parte degli investitori istituzionali e il punto di osservazione della manager della casa statunitense è sicuramente privilegiato: il suo team lavora ogni anno con circa 800 grandi investitori europei, che includono fondi pensione, società di gestione e banche private e commerciali, per risolvere specifiche problematiche di portafoglio sollevate dal cliente.

 

Secondo l’Osservatorio BlackRock, "il 25% degli investitori adotta un approccio che potremmo chiamare 'opportunistico' ai temi Esg; all’estremo opposto si trova invece il tipo di investitore che io chiamo all-in e che rappresenta un altro 15%. Con il restante 60% che si trova in una posizione mediana e cerca di riflettere la sostenibilità in quante più asset class possibili, ma senza cambiare il processo di definizione dell’asset allocation".

 

L’esperta di BlackRock rileva poi come gli investitori istituzionali del Vecchio Continente siano molto più avanti rispetto a quelli di altre zone del mondo nello sposare il tema della sostenibilità. Un atteggiamento dettato sia dalla scelta consapevole degli asset manager sia dai maggiori obblighi previsti dall’Unione europea.

 

"Per arrivare al terzo approccio, quello che abbiamo chiamato all-in, è necessario ripensare dalle fondamenta il processo di investimento: i criteri Esg devono entrare in gioco subito nel primo step, ovvero quello che stima il ritorno atteso e il livello di rischio delle classi di attivo - spiega Marchioni - Molti invece si occupano delle tematiche sostenibili solo nello step successivo, la scelta del prodotto, perdendo l’opportunità di catturare l’impatto della sostenibilità a livello di asset allocation, che per molti rimane un’ambizione - quasi un 'Santo Graal degli investimenti' - ad oggi ancora difficile da raggiungere in pratica".

 

Nonostante queste complessità, che risultano essere ancora più marcate nel segmento wealth, cioè quello dei grandi patrimoni personali, BlackRock si attende un "salto quantico" degli investimenti Esg.

 

Uno dei principali acceleratori di tale transizione è rappresentato dai dati e dalla tecnologia, con nuovi sistemi di rischio che permetteranno agli investitori di valutare il livello di sostenibilità del portafoglio, e di valutarne gli outcome futuri piú probabili.

 

"Come BlackRock abbiamo espresso da tempo in maniera molto chiara il nostro supporto all’approccio numero tre. Qualunque sia l’obiettivo di investimento, da qui agli anni a venire, sará impossibile centrarlo senza tenere la sostenibilità in debito conto - conclude Marchioni - Il clima sta portando cambiamenti a livello macroeconomico, dei fondamentali delle aziende e di repricing dei premi per il rischio di tutte le classi di attivo. Per questo, in tutti i nostri processi di investimento, riguardino essi le strategie multi-asset, absolute return o altre ancora, la sostenibilità è e continuerà ad essere presente, anche grazie ai nostri algoritmi, proprietari per la traduzione del rischio climatico in segnali di investimento. Un’operazione tutt’altro che facile e immediata, ma in cui abbiamo investito e continueremo a lavorare intensamente".