L'intervista

Olivier Nihimbazwe: "Per salvare l'ambiente ascoltate le idee dei giovani"

Il 27enne di Gitega, rappresentante del Burundi alla PreCop26 di Milano, ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta al cambiamento climatico: "Dare voce e possibilità anche ai più piccoli è fondamentale per costruire un futuro migliore per tutti"
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Inondazioni ricorrenti, frane ed erosione del suolo, sono gli effetti che già incidono sulla sussistenza della popolazione in Burundi, un Paese dove già il 73% della popolazione vive in povertà assoluta, con meno di 1,90 dollari americani al giorno. Olivier Nihimbazwe, 27 anni, di Gitega, ha deciso di dedicare la sua vita e i suoi studi alla lotta al cambiamento climatico. Lo abbiamo intervistato durante l’evento di Italian Climate Network “Local Climate Activists’ Voices from the World”.

"Ho iniziato il mio percorso di attivismo per il clima nel 2014, quando frequentavo il corso universitario di salute ambientale. A quel tempo non conoscevo nulla della questione, dato che alle scuole superiori non ne avevamo mai parlato. Ma quando ho appreso quali effetti i cambiamenti climatici hanno sulla terra, gli impatti su tutti i cittadini del mondo, nessuno escluso, è stato allora che ho capito che dovevo fare qualcosa".

Quindi allo studio ha affiancato l'attivismo?

"Tra il 2014 e il 2018, insieme ad altri compagni del mio corso universitario, abbiamo organizzato eventi e workshop per sensibilizzare gli studenti e la popolazione sugli impatti del climate change. Nel 2018, poi, mi sono unito a un movimento globale che si chiama Isec, International Student Environmental Coalition, che opera in più di 30 paesi, tra cui il Burundi, e che si pone come obiettivo principale l'educazione ambientale. La mia attenzione si è focalizzata sui bambini, perché credo che, se vogliamo davvero creare una società consapevole delle problematiche legate alle trasformazioni ambientali, allora è fondamentale rivolgersi ai giovani. Perché se io ne fossi venuto a conoscenza prima, forse avrei avuto un impatto maggiore. Forse avrei ispirato più persone e implementato molte azioni per promuovere un sistema diverso da quello attuale. Questo è il motivo per cui il mio obiettivo è aumentare la consapevolezza sui cambiamenti climatici e sull'educazione ambientale, così che la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani, possano essere in grado di impegnarsi attivamente per il clima e chiedere effettivamente un'azione per la sua salvaguardia".

 

Che politiche si aspetta per il futuro?

"Sono propenso a credere che molti Paesi inseriranno all'interno dei programmi scolastici nozioni riguardanti le questioni ambientali, in modo che gli studenti inizino a padroneggiare queste tematiche fin da subito. Inoltre spero che per noi ragazzi diventi più facile accedere ai finanziamenti, soprattutto per chi, come me, vive nel Sud del mondo. Perché credo che i giovani abbiano grandi idee che necessitano di essere concretizzate. Idee che spesso non vengono ascoltate, ma che possono fare la differenza per trovare soluzioni innovative al fine di contrastare i cambiamenti climatici. Per me oggi dare loro voce e possibilità è fondamentale per costruire un futuro migliore per tutti".