Tecnologia
La miniera di terre rare di Steenkampskraal, in sudafrica. Rodger Bosch/AFP via Getty Images 

Per trovare le terre rare serve intelligenza. Artificiale

Una startup Usa sostiene che può aumentare di 20 volte i tassi di scoperta dei giacimenti di questi metalli richiestissimi per le batterie con approcci di apprendimento automatico per analizzare i dati geologici

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L'intelligenza artificiale usata per ricercare le cosiddette "terre rare" e nuove fonti di metalli indispensabili per la produzione di veicoli elettrici. È l'obiettivo di KoBold Metals, la startup statunitense finanziata da Equinor e da Breakthrough Energy Ventures, i fondi climate-friendly dei miliardari Bill Gates e Jeff Bezos.

Come funziona la ricerca? Il progetto prende spunto dalle statistiche del settore e dalla domanda in continua crescita che si registra per questi materiali. "Abbiamo bisogno di circa 10 trilioni di dollari di nuove scoperte di minerali di litio, nichel, cobalto, rame e terre rare solo per essere in grado di elettrificare completamente la flotta di veicoli passeggeri del mondo", ha spiegato Kurt House, Ceo di KoBold. "Ma i tassi di successo dell'esplorazione sono diminuiti negli ultimi anni perché sono stati trovati facili depositi superficiali e perché non ci sono stati molti investimenti nella tecnologia di esplorazione".

A essere troppo macchinoso è il processo di esplorazione mineraria, che comporta la raccolta di depositi fisici dai siti sul campo e l'analisi dei campioni raccolti. Il primo vaglio, oltre a richiedere molto tempo, spesso si conclude con un buco nell'acqua: secondo una valutazione di Tecnology Review, solo 1 sito su 100 ha infatti un deposito che può essere estratto con profitto, e tale percentuale è diminuita negli ultimi anni.

Qui subentra la KoBold. La startup sostiene che può aumentare di 20 volte i tassi di scoperta sfruttando 160 anni di dati geologici sparsi, nonché nuovi dati presi da letture di superficie e utilizzando approcci di apprendimento automatico per analizzarli e indicare dove è probabile che si trovino depositi minerari.

A fare da precursore ci ha pensato la società mineraria anglo-australiana Rio Tinto, che sfrutta da tempo l'intelligenza artificiale come parte del processo di esplorazione, il che gli ha permesso un importante ritrovamento di rame nell'Australia occidentale.

"Si tratta fondamentalmente di un problema di informazioni con un problema di ricerca da impostare in modo corretto per il tipo di elaborazione scientifica avanzata che fino ad ora ha avuto solo investimenti minimi", ha spiegato House.
eff Bezos, e ha siglato un accordo importante con la società mineraria britannica Bluejay Mining per l'esplorazione di depositi di metalli critici per la transizione energetica in Groenlandia. Le due aziende hanno formato una joint venture: KoBold avrà una quota del 51%, e Bluejay del restante 49.

KoBold pagherà una somma di 15 milioni di dollari entro la fine del 2024 per il finanziamento delle attività di esplorazione del progetto Disko-Nuussuaq nella baia di Disko, sulla costa occidentale della Groenlandia. La startup andrà alla ricerca di nichel, rame, cobalto e altri metalli utilizzati nei veicoli elettrici.

C'è poi la partnership con la più grande società mineraria del mondo, BHP Group, per utilizzare la sua tecnologia per individuare il metallo nei depositi. La partnership si concentrerà su un'area di oltre 193.000 miglia quadrate dell'Australia occidentale, una regione che, secondo Kurt House, è "più grande della California". La ricerca si concentrerà sui depositi di rame e nichel che si ritiene siano sepolti da 650 piedi a 5.000 piedi sotto la superficie.

La partnership di BHP con KoBold fa parte dello sforzo del gigante minerario di costruire il suo portafoglio di quelle che chiama le "commodities rivolte al futuro" che gestiranno l'economia delle energie rinnovabili. Cercando anche di far fronte alle implicazioni politiche e sociali che l'estrazione mineraria comporta. Le questioni relative ai diritti umani e la distruzione ambientale che possono provocare l'estrazione di metalli dal terreno, sono infatti divenute sempre più un nervo scoperto del settore. Alcuni gruppi di aborigeni, per esempio, hanno recentemente respinto un disegno di legge inteso a proteggere il patrimonio culturale nelle aree minerarie dell'Australia occidentale, sostenendo che dovessero avere l'ultima parola sulla protezione dei loro siti sacri.


Da parte sua, KoBold ha assicurato che il suo progetto è pensato e si svilupperà solo nelle aree in cui può ottenere il consenso della comunità. Portando a un livello maggiore di sostenibilità (sociale e ambientale ) il ruolo che la tecnologia svolge in questo settore.