Il libro

Le nostre impronte nella sabbia

Un libro che racconta i 440 mila km di coste del mondo, a partire dalle spiagge, e come l'uomo le sta cambiando
1 minuti di lettura

Ci sono 440 mila chilometri di coste a circondare i continenti e le isole del nostro pianeta, se fosse una linea sarebbe più lunga di un sesto da quella che separa la Terra dalla Luna. Molti di quei chilometri sono deserti e bellissimi, altri sono deserti e inospitali, altri sono popolatissimi e resi inospitali dagli uomini, altri ancora sono popolati ma hanno conservato la loro bellezza. La maggior parte degli esseri umani vive lungo le coste, per il clima, per gli scambi e i commerci che l’acqua favorisce, perché il mare è una risorsa e un piacere. Tendiamo a pensare che sia il mare ad aver modellato quelle coste, ma questo è vero solo dove ci sono falesie particolarmente friabili, in realtà sono stati i fiumi a incidere valli, a creare pianure che poi l’innalzamento dei mari ha trasformato in golfi e insenature. Sono stati i ghiacciai a incidere le rocce creando i fiordi. La sabbia per esempio: non è creata dal mare che con le sue onde erode le rocce e consuma i ciottoli; il grosso del lavoro lo hanno fatto, e dove non sono state cementificate le loro rive lo fanno ancora, i fiumi. Lo fanno i coralli, lo fanno i piccolissimi organismi che vivono nelle praterie sottomarine di posidonie ai quali dobbiamo il bianco accecante di alcune magnifiche spiagge.

Granelli di sabbia di Enzo Pranzini è una passeggiata sulla spiaggia scoprendo la natura dei granelli e la ragione dei loro colori, i meccanismi che creano quelle piccole onde che disegnano la sabbia dopo un giorno di vento e i merletti che si creano quando l’onda del mare si ritira, il perché dell’importanza delle dune, come si formano e quanto irresponsabile è l’uomo che le spiana, e qual è l’effetto sull’erosione della spiaggia di una piattaforma di cemento che ospita un ristorante, di un molo, di un porto.

È una remata lenta lungo le rive rocciose, quelle basse e tutte pungenti e irregolari con tante piccole conche, che non sono state create dalla forza del mare ma dall’azione del sale, e poi lungo scogliere scoscese che la forza del mare modella. È uno sguardo critico su quelle lunghe file di frangiflutti costruiti per difendere spiagge che ne hanno cancellate altre, sulla quantità di cemento che ha irrigidito i confini della terra rendendole più difficile adattarsi alle evoluzioni e ai cambiamenti della natura.

GRANELLI DI SABBIA
Enzo Pranzini
Pacini Editore
Pagine 201
Euro 18