Il fisco verde
Drew Angerer/Getty Images 

La bolletta aumenterà, ricarica per auto compresa. Ma si può correre ai ripari

Conviene partecipare al progetto Arera, per programmare "il pieno" di notte e nei festivi. Ed è importante scegliere il dispositivo giiusto. Ecco tutte le informazioni

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La bolletta elettrica aumenterà. Non per tutti in quanto le fasce a basso reddito sono protette, ma per chi non rientra nelle categorie tutelate l'aumento ci sarà. E per chi ha un'auto elettrica che ricarica a casa sicuramente non è una buona notizia visto che fatalmente la ricarica sarà più costosa. Chi non l'avesse ancora fatto, dunque, farà bene a fare domanda per partecipare al progetto dell'Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che consente di programmare la ricarica di notte e nei giorni festivi, quando la disponibilità di energia è maggiore e i costi più contenuti. La domanda va fatta online sul sito del Gse, il Gestore del servizio energia.

La ricarica intelligente

Chi partecipa al progetto di ricarica "intelligente" potrà contare sulla disponibilità di una potenza di circa 6 kW, di notte, di domenica e negli altri giorni festivi, senza dover richiedere un aumento di potenza al fornitore di energia elettrica, quindi senza dover sostenere costi fissi aggiuntivi dovuti all'incremento della potenza. Obiettivo dell'iniziativa, infatti, è quello di promuovere la ricarica in modo compatibile con le caratteristiche delle reti elettriche esistenti, sfruttando le potenzialità offerte dai misuratori elettronici e dai dispositivi di ricarica più avanzati. Questi sono in grado di regolare la velocità di ricarica sulla base di comandi forniti da soggetti esterni (ad esempio da aggregatori o dal distributore locale), oppure in modo automatico  in base alla rilevazione della potenza disponibile residua al punto di prelievo.

I misuratori avanzati

L'elenco dei dispositivi di ricarica che possono partecipare alla sperimentazione è messo a disposizione dal Gse. Si tratta di una informazione importante per chi deve ancora dotarsi di una colonnina. L'elenco è distinto tra dispositivi provvisti di Gestione Dinamica del Carico (GDC), in grado di regolare la potenza di ricarica in base alla rilevazione della potenza disponibile residua al punto di prelievo e dispositivi privi (NO GDC). L'elenco in cui sono riportate le informazioni tecniche dei dispositivi di ricarica è stato aggiornato proprio in questi giorni.

La domanda

Possono presentare la domanda per accedere alla sperimentazione gli utenti che hanno un contratto di fornitura di energia elettrica attivo come Clienti Domestici e Non domestici. La potenza impegnata deve essere non inferiore a 2kW e non superiore a 4,5 kW. La connessione deve essere in bassa tensione (BT) ovvero con tensione di fornitura non superiore a 1.000 V. Il contatore installato, a cui è allacciato il dispositivo di ricarica, deve essere elettronico telegestito, di prima o di seconda generazione. La domanda va presentata direttamente sul portale del Gse.

Le agevolazioni per le colonnine

Quanto ai costi delle colonnine, sono 225 i modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche, censiti ed analizzati dall'Arera. I prezzi partono dai 700 euro dei dispositivi ideati per le famiglie, con un prezzo unitario per ogni kW installato che va da 36 a 580 euro, in relazione alla velocità di ricarica. In media si spendono  di 1200 euro per wallbox "intelligenti". Per le colonnine c'è la possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 50% su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 3.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Agevolate le spese fino al 31 dicembre 2021. I pagamenti debbono essere eseguiti con bonifico bancario o postale o altri strumenti tracciabili (carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari). In caso di Superbonus l'acquisto delle colonnine rientra tra i lavori trainati e quindi usufruisce della detrazione del 110%.