Milano Design Week

La verdura "appesa" è più sostenibile

L'installazione di agricoltura aeroponica 'Hang-Seeding the future' del gruppo Building 
Un'installazione nella sede del gruppo Building mostra i vantaggi dell'agricoltura aeroponica, per esempio un risparmio di acqua che arriva al 98%. Questa tecnologia di coltivazione farà parte del progetto di edilizia green Forrest in Town che sta per sorgere a Milano
2 minuti di lettura

Stabilire un diverso rapporto con il pianeta, basato su un minore consumo delle risorse e un limitato impatto ambientale, è un obiettivo ormai non rinviabile: per raggiungerlo bisogna coinvolgere tutti gli ambiti del vivere, dalla produzione all’abitare. Non fa eccezione il mondo dell’agricoltura, che si trova davanti a importanti sfide: l’80% dei terreni agricoli è già coltivato e questa attività utilizza il 70% dell’acqua dolce disponibile. Numeri che mettono in evidenza la necessità di ricorrere a nuove tecniche di coltivazione virtuose ed ecosostenibili, come le colture fuori suolo.

Proprio a questo mondo, e in particolare alla tecnologia di coltivazione aeroponica, è dedicata l’installazione HANG. Seeding the future, allestita nell’ambito della Milano Design Week da BP+P Boffa Petrone & Partners, studio di progettazione del gruppo Building, e Daniele Fiori - DFA Partners, studio di architettura specializzato in progetti di riqualificazione e soluzioni sostenibili, nella sede del gruppo Building. Il nome del progetto evoca la gravità della situazione di un pianeta in cui è messa in discussione la stessa sopravvivenza delle forme viventi, accorpato alla soluzione che deriva dalle “radici fluttuanti” – o appese, dall’inglese “hang” – che caratterizzano le colture aeroponiche. Nello spazio espositivo, è possibile osservare da vicino un laboratorio di coltivazione aeroponico e conoscere più in dettaglio i vantaggi che queste pratiche di coltivazione possono offrire, tra cui un basso consumo di energia, di territorio e d’acqua oltre a un alto livello igienico-sanitario e una grande compatibilità con il tessuto abitativo.

Partner del progetto è la startup Agricooltur, specializzata in coltivazioni di questo tipo.

“Agricooltur detiene tre brevetti basati sulla tecnologia aeroponica”, spiega a Green & Blue Bartolomeo Marco Divià, ad della società. “Questo progetto in particolare è dedicato alle coltivazioni in città. La tecnologia aeroponica utilizza acqua nebulizzata che permette di far sviluppare la pianta senza uso di terreno: è estremamente versatile e l’abbiamo scelta perché è modulare, leggera e adopera pochissima acqua”.

Il progetto, sottolinea Divià, “è sostenibile su tre livelli: ambientale, sociale ed economico. Per quanto riguarda il primo aspetto abbiamo un disciplinare che regola alcune caratteristiche: la prima è il consumo di acqua, che con questa coltivazione è del 98% inferiore rispetto ai metodi tradizionali, poi c’è la riduzione in pari percentuale dell’uso dei fertilizzanti e i sistemi per prevenire l’uso di trattamenti chimici come i pesticidi. Dal punto di vista sociale, i nostri sistemi sono privi di barriere architettoniche, quindi fruibili anche da portatori di handicap. Inoltre, in collaborazione con l’ente di formazione dei salesiani Ciofs abbiamo avviato progetti per avviare i giovani al mestiere di contadino di città. Infine, abbiamo sviluppato alcuni format per rendere il nostro progetto sostenibile a livello economico: abbiamo avviato canali per distribuire i prodotti delle nostre coltivazioni nel circuito Horeca, in particolare nelle mense aziendali, e abbiamo un progetto per utilizzare i nostri sistemi anche nel mondo retail. Il nostro primo sito di produzione è già attivo a Milano Citylife e un altro aprirà a breve sotto il nuovo ponte Morandi di Genova”.

Le colture aeroponiche avranno uno spazio anche nel progetto Forrest in Town, con il quale il gruppo Building punta a realizzare a Milano il primo borgo residenziale green della città, negli spazi dell’ex fabbrica Galbani sul Naviglio Grande. Un progetto “innovativo per diversi aspetti”, come sottolinea a Green & Blue Luca Boffa, ad del gruppo Building.

“Anzitutto, in una città che sta conoscendo uno sviluppo verticale noi proponiamo una tipologia di sviluppo alternativa, in orizzontale. In più andiamo a creare un polmone verde sia sopra che sotto il suolo, proponendo a chi abiterà nel complesso la possibilità di vivere il verde in diverse forme. Sarà presente un parco da 4.500 metri quadri, usufruibile da tutto il condominio, e le case avranno tutte uno spazio esterno, un giardino o una terrazza”.

La vera innovazione, però, “sarà il polmone verde nel sottosuolo degli edifici, in quegli spazi che fino a qualche anno fa erano abbandonati o destinati a servizi per gli inquilini come la palestra”, osserva Boffa. “In questi spazi noi abbiamo deciso di ospitare anche le coltivazioni aeroponiche: i prodotti così ricavati verranno consumati dai condomini oppure venduti al mercato, ricreando così un ritorno economico per il condominio, con risorse utilizzabili per abbattere le spese condominiali. Parlare di sostenibilità in concreto significa anche questo: se posso avere frutta e verdura fresca disponibili sotto casa non devo prendere l’auto per andare al supermercato”.