Specie invasive

Contro gli incendi mille volontari abbattono gli eucalipti della Galizia

Eucaplito in fiamme. Torsten Blackwood/AFP via Getty Images 
Originari dell'Oceania, questi alberi sono altamente infiammabili e si sono rapidamente espansi in tutta la Galizia, dove hanno contribuito a un devastante incendio nel 2016. Ecco perché sono sempre di più coloro che vogliono ridare spazio alle piante autoctone
2 minuti di lettura

Mille volontari per abbattere gli eucalipti nel nord-ovest della Spagna nel tentativo di prevenire gli incendi boschivi. Succede a Froxan, in Galizia, dove nel 2016 un grande incendio si è propagato attraverso le chiome degli eucalipti che circondano il villaggio.

Secondo Joam Evans, uno degli abitanti del paese intervistato da Al Jazeera, l'unico motivo per cui l'incendio non ha distrutto le case è il fatto che una macchia di querce nel bosco ha agito come fosse un muro di cinta, contenendo le fiamme. Dopo questo episodio, la comunità decise che si doveva fare qualcosa per proteggere il villaggio. Nel 2017, con una ONG locale, venne lanciato un appello per rimuovere gli eucalipti e consentire la crescita di specie autoctone come querce e castagni. Risposero 20 volontari, ma da allora il loro numero è aumentato di anno in anno: ora sono un migliaio, sono attivi in tutta la regione e operano su terreni pubblici e privati.

Originari dell'Oceania, gli alberi di eucalipto sono altamente infiammabili e si sono rapidamente espansi in tutta la Galizia, in seguito alle prime piantumazioni, negli anni Cinquanta. Piantare eucalipti era conveniente: hanno bisogno di poche cure e i tronchi possono essere venduti dopo 12-15 anni. L'area coperta da questa specie è passata da 28mila ettari nel 1973 a più di 300mila nel 2018: un aumento di oltre dieci volte in 45 anni. Una presenza pervasiva, che ha prodotto effetti a catena sulla biodiversità della regione. Essendosi evoluti in un ambiente completamente diverso da quello originario, gli eucalipti hanno poche interazioni naturali con le specie animali locali. Secondo Adolfo Cordero Rivera, ecologo dell'Università di Vigo, “cervi, vacche o altri erbivori locali non si cibano delle loro foglie. Gli unici animali che le mangiano sono i punteruoli dell’eucalipto, altra specie invasiva australiana". 

Anche in Italia l’eucalipto è ormai molto diffuso. In Sardegna contende gli habitat alle specie locali e viene definito dai forestali regionali una “specie desertificante”, perché con le sue radici riesce ad assorbire enormi quantità d’acqua, anche in un raggio di centinaia di metri dal tronco. È tuttavia una fonte importante di nettare per la sopravvivenza delle api nell’isola: il miele di eucalipto rappresenta il 50% della produzione della regione. Per le sue caratteristiche – protezione contro vento e trombe d’aria, idrovora naturale per i canali di scolo delle acque – è stato utilizzato negli anni Trenta nelle bonifiche dell’Agro Pontino e di altre zone paludose italiane.

Tornando alla Galizia, dov’è scoppiato quasi il 40% degli incendi nella Spagna tra il 2001 e il 2015, occorre precisare che le cause degli incendi sono complesse: emergenza climatica e abbandono del territorio favoriscono la diffusione del fuoco. “Gli incendi boschivi non sono solo legati alla presenza di eucalipto. Sono influenzati anche dai cambiamenti climatici, dalle dinamiche demografiche e da un modello di governance forestale davvero inefficiente nel regolare l'uso del suolo", ha affermato Helena Martinez-Cabrera, ricercatrice dell'Università di Santiago de Compostela. Una serie di concause, dunque, che richiedono interventi urgenti su più fronti: purtroppo non bastano mille volontari per fermare le fiamme, nemmeno nella piccola regione autonoma tra oceano Atlantico e golfo di Biscaglia.