Gli itinerari del cicloturismo

In Val d'Orcia il percorso è "eroico" sulla scia di Bartali

Tra colline deliziose puntellate di cipressi in una delle zone care al ciclismo, dove si corre la più classica delle gare amatoriali, l'Eroica, ideata dal visionario Giancarlo Brocci. L'importante è prendersi il tempo per nutrire occhi, naso e mente
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Siamo nella provincia meridionale di Siena. L’orizzonte è disegnato da colline deliziose puntellate di cipressi, vigneti e fattorie. Qui si producono miele biologico, formaggio, vino, legumi. Sembra – e forse lo è davvero – un miracolo in terra. Ma è anche una zona cara al ciclismo, questa. Quello delle origini, di bartaliana memoria, fatto di tubolari e polvere che si accumula sui polpacci. E, infatti, proprio da queste parti si corre la celeberrima Eroica. Una corsa amatoriale ciclostorica (si partecipa cioè solo con bici e vestiario d’epoca) ideata dal visionario Giancarlo Brocci. Il successo dell’Eroica è diventato tale da renderla oggi un brand internazionale, con varie edizioni, non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo: dal Giappone, al Sud Africa, alla California.

Il grande merito di Brocci è stato quello di aver riportato alla luce il ciclismo di un tempo, oltre al suo naturale palcoscenico: le strade bianche del Chianti. Quelle piccole vie di ghiaia finissima, color ebano, che rilucono al sole nel paesaggio toscano e che richiamano cicloturisti da tutto il mondo (esiste una segnaletica permanente del percorso dell’Eroica: chiunque può cimentarsi nel periodo dell’anno che preferisce).

Il nostro itinerario (seppure solo per un brevissimo tratto su strade bianche) si snoda a cavallo tra la zona delle crete senesi e la terra del Brunello. È un percorso discretamente impegnativo, adatto a ciclisti mediamente allenati. In alternativa, è possibile affittare una e-bike e affrontare il percorso in maggiore scioltezza, magari anche in famiglia. In tutto sono 74 chilometri e 1500 metri di dislivello. Come bicicletta, consigliamo una gravel, visto il, seppur breve, tratto sterrato.  

Si parte da Buonconvento in direzione Montalcino, seguendo le indicazioni per la “strada del Brunello”. Ci attendono subito 10 chilometri di salita e 400 metri di dislivello. La parte più impegnativa è però tutta concentrata nel finale (con pendenze fino al 9%), quando, in prossimità delle mura di Montalcino, la strada fa una curva panoramica che spazia su tutta la valle circostante. Uno spettacolo mozzafiato. Dopo una rapida sosta nella capitale del Brunello, proseguiamo in direzione Sant’Antonio dell’Abate e raggiungiamo la splendida abbazia romanica di Sant’Antimo. Anche qui la sosta è d’obbligo: del resto questo percorso è tutto da fare senza fretta, fermandosi anzi appena possibile, per nutrire occhi, naso e mente.

Superato il ponte sul fiume Orcia, da cui il nome della omonima valle patrimonio Unesco dal 2004, affrontiamo la seconda salita. È quella che conduce a Poggio Rosa e a Castiglione d’Orcia. Quest’ultimo, situato su un colle a 589 metri d’altezza, è anche la “Cima Coppi” del nostro itinerario: il punto più alto toccato. Fermatevi ancora: a sinistra c’è Rocca d’Orcia, borgo medioevale di rara bellezza, abbarbicato sulle propaggini del Monte Amiata. Attenzione alla discesa: è ripida e va affrontata con concentrazione. A valle ci si ricongiunge con la trafficata Cassia per un breve tratto: tenete gli occhi bene aperti anche qui. Ed ecco subito un nuovo gioiello di questa terra che sembra non esserne mai sazia: San Quirico. Il cuore della val d’Orcia: da qui si domina l’intera vallata, da Montalcino fino a Pienza.

Raggiunto il piccolo borgo di Torrenieri si prosegue sulla provinciale per San Giovanni d’Asso, nota anche con il suggestivo nome di “Traversa dei Monti”. E, dopo 7 chilometri, si svolta a sinistra in direzione Buonconvento. Ci attende ora un un’altra chicca: ma come – vi starete ormai chiedendo - siamo in gravel, siamo nella terra dell’Eroica, e non percorriamo nemmeno un metro di strada bianca? Eccovi accontentati: è la provinciale 75, che, dopo alcuni strappi severi, porta a Pieve a Salti.

Pendio delizioso immerso tra prati e cipressi: l’Eroica (edizione Montalcino) passa di qui, dove i ciclisti si sporcano ancora di polvere e bucano senza mai imprecare troppo. E, a proposito di forature, un consiglio: sulla ghiaia accucciatevi in sella ed evitate di alzarvi sui pedali, meglio avere la massima aderenza quando si affronta lo sterrato. Dopo tutto ce lo insegnano i professionisti: proprio qui si svolge la Strade Bianche, corsa giovanissima che si è già guadagnata i galloni di “La Classica del nord più a sud d’Europa”.


Dopo Pieve a Salti ci attende il rientro a Buonconvento. Un ripido rettilineo in discesa taglia in due la valle da cui siamo partiti qualche ora fa. Gli unici incontri che farete qui saranno con i cavalli allo stato brado e i moderni pellegrini zaino in spalla che percorrono la via Francigena. La Toscana in poco più di 70 chilometri ci ha regalato bellezza, storia, cultura, ma anche un pizzico di ciclismo eroico. Quello vero, che, sotto sotto, forse, non muore mai. 

 

Distanza: 74 km

Dislivello: 1500 m

Tempo di percorrenza: 4 ore ca.

Dove: ad anello, partenza e arrivo a Buonconvento (SI)

Livello: medio

Bici: da corsa o gravel (presente un tratto su strada bianca)