Gli itinerari del cicloturismo

Da Paliano a Fiuggi l'itinerario per chi ama pedalare in solitudine

Sulla vecchia linea ferroviaria Roma - Frosinone, una ciclabile immersa nella natura che non attraversa mai centri abitati. E al traguardo c'è anche il museo da visitare
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Stando a un rapporto della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), In Italia ci sono più di 5000 chilometri ferroviari dismessi. E in un bellissimo volume del 2011 edito dal Centro Studi della FIAB - Dalle rotaie alla bici - Giulia Cortesi e Umberto Rovaldi raccontavano di come questi potessero essere facilmente recuperati alla ciclabilità ridonandogli significato e vita. Molto di questo lavoro è effettivamente stato fatto nel corso dell’ultimo decennio, ma altrettanto (la maggior parte, a dire il vero) è tutt’ora da fare. Tra i sedimi ferroviari convertiti alle due ruote meno noti ma di maggior fascino, c’è sicuramente quello tra Paliano e Fiuggi, nel Lazio meridionale.

La vecchia linea Roma - Frosinone, risalente al 1917, fu fortemente voluta dagli abitanti della Ciociaria. Non tanto per raggiungere la capitale, quanto piuttosto per uscire dal loro secolare isolamento. E per diverso tempo ha rappresentato infatti un’importantissima via di comunicazione, non solo per il trasporto delle persone ma anche per quello delle merci, vivendo il suo massimo fulgore nel secondo dopoguerra. Dopo essere stati dismessi e lasciati per lungo tempo al loro destino, oggi i binari del vecchio “trenino” sono stati trasformati in una ciclabile tra le più interessanti dell’Italia centrale.

La partenza si trova a Paliano lungo la trafficatissima SR55. Attenzione però: Paliano non è semplicissima da raggiungere, consigliamo per tanto di partire da Colleferro, raggiungibile in treno, tenendo conto però che si dovranno aggiungere 5 chilometri di salita (al 5% di pendenza media, massima dell’8%). In alternativa, per chi non volesse aggiungere dislivello, è possibile partire poco più avanti: da Serrone, riducendo leggermente il percorso di ciclabile (in tutto diventerebbero 18 km). Se si parte invece da Paliano, ce ne aspettano 24. Sono tutti asfaltati e con un dislivello positivo di circa 500 metri. Le pendenze non sono mai proibitive e chiunque, con un po’ di fatica e adeguate soste, ce la farà senza problemi.

La particolarità di questa ciclabile è quella di snodarsi perfettamente immersa nella natura, senza mai attraversare centri abitati. Questa caratteristica rende il percorso adatto soprattutto a chi ama solitudine, silenzio e – perché no - meditazione, lontano dalle quotidiane e invadenti connessioni e dai social. Incontrerete solo altri cicloturisti, o, al massimo, qualche escursionista a piedi. Ci si scambierà un rapido sorriso di saluto, certi di stare gustando nel modo migliore un lembo di terra splendido e dimenticato del nostro Paese.

Il percorso è adatto a tutti i tipi di bici, noi consigliamo però una gravel o una da turismo: l’asfalto non è sempre ben tenuto e spesso la ciclabile viene invasa dalla vegetazione. Senza contare i numerosi e insidiosi spuntoni: sono le basi dei paletti che segnalavano la ciclabile e che sono stati misteriosamente tagliati. Sporgono di diversi centimetri e possono essere pericolosi se si sopraggiunge ad elevata velocità. Il percorso segue come punto di riferimento la Prenestina, antica strada consolare romana originariamente chiamata via Gabina, da Gabii, il centro dove un tempo terminava.

Dopo un iniziale tratto parallelo a quest’ultima, poco dopo l’incrocio con la strada che sale a Olevano e Bellegra, la ciclabile si allontana dalla Prenestina verso i monti. Fino all’antica stazione, recentemente restaurata, di Serrone, si procede in salita. Nulla di eccessivamente impegnativo, ma avere una bici con cambio qui è fondamentale. Si prosegue quindi in leggero falsopiano fino al bivio con la strada per Piglio (fate attenzione: qui la precedenza ce l’hanno le automobili). Recuperate energie e preparatevi a godere del tratto più bello dell’intero percorso: quello che da Piglio porta fino ad Acuto. La ciclabile taglia letteralmente a metà la collina con una vista stupenda. Il silenzio è pressoché totale e il paesaggio decisamente suggestivo: tra radure sassose e filari d’alberi, tra cui spiccano soprattutto gli ulivi.

Una volta raggiunta Acuto, mancano 6 chilometri. Prendete nuovamente fiato: vi servirà per affrontare l’ultimo strappo (comunque pedalabile) che conduce a Fiuggi. Per raggiungere l’antico centro termale occorre abbandonare la ciclabile e immettersi sulla provinciale. Niente paura: è decisamente poco trafficata in qualunque periodo dell’anno. È l’ultimo sforzo. Fiuggi vi attende con il suo museo sulla vecchia linea ferroviaria, ospitato – ça va sans dire – nei locali dell’antica stazione. Consigliamo caldamente la visita.

Distanza: 24 km

Dislivello: 500 m

Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo circa.

Dove: da Paliano a Fiuggi (in alternativa: da Colleferro, 36 km in tutto, o da Serrone, 18 km)

Livello: medio

Bici: da turismo o gravel