Non sprecare

La forza vitale e naturale della noia

Sviluppa il pensiero, l’immaginazione e la creatività, eppure il dolce far niente è demonizzato. Invece abbandonarsi a quella forma di riposo, fisico e mentale, è il fulcro della nostra umanità
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Ci sono stati d’animo che sprechiamo solo perché non riusciamo a interpretarli, e magari diventiamo vittime del luogo comune o di un vincolo lessicale. È il caso della noia. Nei dizionari viene abbinata a insoddisfazione, fastidio, tristezza. Un’anticamera della depressione. Siamo sicuri che nella vita concreta le cose stiano davvero in questi termini? Non sempre.

Un’intera letteratura scientifica, molto documentata, ci porta ad affrontare la noia con più leggerezza, persino a non sprecarne i benefici, evidenziati proprio dalle ricerche degli esperti. La Società Britannica di Psicologia, che su questa materia ha fatto gli studi più completi e aggiornati, è arrivata alla seguente conclusione: la noia, se ben governata dal nostro cervello, sviluppa il pensiero, l’immaginazione e la creatività. Ha una funzione vitale, che certo non possiamo neanche immaginare, se non facciamo altro che scansare, come una malattia, questo stato d’animo la cui forza è nella sua naturalezza.

Di noia abbiamo bisogno, specie durante l’estate, per sottrarre le nostre esistenze dal gorgo del presentismo, un affanno continuo, uno stress dopo l’altro, l’immersione in un eterno presente che ci allontana dal piacere del ricordo e dall’emozione per il futuro. Quasi in modo inconscio, la vita ci spinge, nei pochi attimi di tregua, nella risacca di una domanda molto frequente: "E adesso che cosa faccio?". Come se non esistesse la risposta più ovvia per il nostro benessere, quando possiamo permettercela: nulla. Senza la noia, e la sua azione deterrente rispetto alla frenesia, le persone adulte rischiano di perdere una gerarchia delle cose, e preferiscono non fermarsi mai, anche per non riflettere.

Per i bambini la noia è ancora più importante. Durante l’anno scolastico, a parte la tragica parentesi della pandemia, li abbiamo riempiti di impegni, di punti dell’agenda quotidiana da riempire. E invece loro, a maggior ragione durante le vacanze, hanno bisogno di abbandonarsi alle pause, a quella forma di riposo, fisico e mentale, che non ha nulla da condividere con l’accidia. Ricordo lunghe estati della mia adolescenza, che iniziavano e finivano con la campanella della scuola, durante le quali non avevamo davvero niente da fare. Dicevamo di annoiarci, ma forse in quei momenti abbiamo imparato il piacere della conversazione. A ruota libera, senza paletti. Non credo che gli adolescenti di oggi, che saltano da un’isola a una montagna nel giro di qualche giorno e non si fermano mai per il timore di perdersi qualcosa della loro vacanza, siano più fortunati. E meno annoiati.

Nella monotonia della vita c’è anche un messaggio che le coppie longeve riescono ad apprezzare nel tempo: più la passione tende a ridursi, per un effetto naturale, più cresce il desiderio di occuparsi dell’altro con tenerezza, con complicità. Con l’arma segreta della noia da condividere. Infine, la noia nella sua rotondità ha ispirato molte pagine di letteratura e di poesia. Tra gli altri, Giacomo Leopardi scriveva: "Soltanto gli esseri intelligenti provano noia". In queste parole, che potrebbero sembrare la provocazione di un uomo portato alla malinconia, appare la sintesi dell’equazione tra pessimismo e intelligenza. Alla quale, se ci riusciamo, dobbiamo sempre abbinare la forza che deriva dall’ottimismo della volontà.