L'emergenza
(reuters)

Le Olimpiadi del cambio climatico: atleti e staff messi a dura prova da caldo e umidità

Ai Giochi olimpici di Tokyo temperature percepite anche sopra i 50°C e conseguenze che vanno dalla disidratazione all'affaticamento prematuro. L'esperto: "È come stare in una sauna"

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Questi giochi non s’avevano da fare. Le Olimpiadi di Tokyo, già rimandate di un anno a causa della pandemia, sono state in forse fino all’ultimo momento per il proliferare di contagi tra atleti, membri del comitato organizzatore e giornalisti. Ma ancora prima del virus era stato il caldo estremo, che in estate si registra abitualmente nella capitale giapponese, a generare preoccupazione. Gli esperti sapevano che le alte temperature, unite alla forte umidità, avrebbero messo a rischio la salute di tutte le persone coinvolte. E prevedevano che il cambiamento climatico avrebbero peggiorato la situazione, sino a renderla quasi insopportabile.

In questi giorni, con il termometro che sfora i 40°C e l’umidità oltre il 60%, i timori sono diventati realtà. Circa 30 dipendenti dello staff sono stati male e hanno mostrato i sintomi, per fortuna lievi, del colpo di calore. L’agenzia Reuters riporta le rassicurazioni del direttore generale dei Giochi, Toshiro Muto, sull’efficacia delle misure adottate per prevenire il problema. Eppure, sembra che qualche errore di valutazione sia stato compiuto e che non si sia tenuto conto dell’esempio delle Olimpiadi di Tokyo 1964, svoltesi a ottobre. Il comitato attuale, invece, ha mantenuto il calendario tradizionale con la promessa che il clima sarebbe stato ideale per le gare.

Il calendario delle gare

Analizzando i dati degli ultimi decenni, però, uno studio condotto nel 2020 da un consulente dell’organizzazione ha rivelato che Tokyo è caratterizzata dalla temperatura media più elevata e dalle precipitazioni più consistenti di qualsiasi città ospitante nel periodo di svolgimento delle Olimpiadi. Qui, i cinque giorni più caldi dal 1964 si sono vissuti proprio nelle settimane di questi Giochi. Si è cercato allora di correre ai ripari, programmando le prove più faticose in orari serali, concedendo più pause, mettendo a disposizione delle squadre vasche per l’immersione in acqua fredda e medici che monitorino costantemente le condizioni degli sportivi.

Le strategie anti-caldo

Non solo. Il percorso della maratona è stato spostato nella più fresca e settentrionale località di Sapporo. Sono stati realizzati marciapiedi che riflettono il Sole o che assorbono acqua; si distribuiscono caramelle salate e gelato; sono state allestite stazioni di nebulizzazione e si forniscono strumenti che avvertono del rischio di colpi di calore sfruttando l’intelligenza artificiale. I team olimpici nazionali, inoltre, si sono muniti di giubbotti di raffreddamento e asciugamani con ghiaccio.

Malori e proteste

Tra i campioni, comunque, si sono verificati malori e proteste. Stanno partecipando a quelli che probabilmente rimarranno nella storia come i Giochi olimpici più caldi e più umidi, con temperature percepite anche sopra i 50°C e conseguenze che vanno dalla disidratazione all’affaticamento prematuro. Con l’atmosfera impregnata d’acqua, il sudore evapora meno e il meccanismo di raffreddamento del corpo va in tilt.

Gli effetti del riscaldamento globale

“È come stare in una sauna”, ha commentato Makoto Yokohari, professore presso il Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Tokyo e consigliere del comitato, ai microfoni della National Public Radio statunitense. Allude al fenomeno dell’isola di calore: in pratica, esso si accumula e rimane intrappolato nel centro della città. Dove si concentrano le emissioni di condizionatori, traffico, impianti produttivi; dove c’è poco verde; dove, di notte, asfalto e cemento rilasciano il tepore assorbito durante il giorno. Il Bureau of Environment di Tokyo spiega che l’effetto è potenziato dal riscaldamento globale e ha contribuito a un aumento medio della temperatura di 3°C nell’ultimo secolo.

Clima, il riscaldamento globale in 3 minuti

Perciò Yokohari definisce la decisione di ospitare i Giochi tra fine luglio e inizio agosto come “semplicemente ridicola”: secondo lui, le future edizioni della manifestazione non potranno più svolgersi in sicurezza nei mesi d’estate né in Giappone né altrove. A lungo termine diventeranno invivibili. Un avvertimento per Parigi, che sarà sede delle Olimpiadi del 2024, e per l’intera popolazione mondiale.