Natura italiana
Faggi nel Parco nazionale del Pollino. 

Anche la Calabria nella lista Unesco: le faggete di Aspromonte e Pollino patrimonio dell'umanità

Alla lista, che già conta 10 siti nella Penisola, si aggiunge anche la foresta nella Riserva statale degli Sfilzi in Puglia. Nel Pollino ci sono i faggi più antichi d'Europa, vecchi di 650 anni

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Per la Calabria è il battesimo dell'Unesco. Le antiche faggete dei parchi nazionali dell'Aspromonte e del Pollino sono state iscritte oggi nell'elenco dei patrimoni mondiali dell'umanità. Sono i primi due siti calabresi riconosciuti dall'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Per l'Italia oggi è entrata nella prestigiosa lista anche la foresta nella Riserva statale degli Sfilzi in Puglia.

Foresta degli Sfilzi. 

Un tris di medaglie che si aggiunge alle dieci aree naturali già presenti nel palmares dell'Unesco come Sasso Fratino nelle foreste casentinesi e la val Cervara nel parco d'Abruzzo.

"Sono stati riconosciuti i caratteri ecologici peculiari delle due faggete dove la foresta temperato-decidua incontra quella sempreverde mediterranea in condizioni ambientali molto differenti. - spiega il Generale Davide De Laurentis, vice comandante dei Carabinieri forestali che gestiscono la riserva degli Sfilzi e quella in Aspromonte -  Sono aree di rifugio glaciale con caratteristiche uniche: gli oltre trecento ettari della Valle infernale in Calabria sono la stazione più meridionale del faggio d'Europa mentre in quella pugliese grazie al fenomeno dell'inversione termica questa specie si colloca nel fondovalle più fresco e cresce alla quota più basa in assoluto, 389 metri sul livello del mare".

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Nel Pollino poi, dove sopravvivono diversi highlander vegetali, ci sono i faggi più antichi d'Europa con un'età stimata in circa 650 anni.

Bosco di roveri in Aspromonte. 

Queste faggete vetuste sono laboratori naturali dove vivono alberi adattati a superare estati calde e con un clima secco in costante aumento. "La tutela e il restauro di queste foreste rappresentano la principale soluzione per conservare la biodiversità e mitigare impatto dei cambiamenti climatici. - aggiunge Gianluca Piovesan, docente di pianificazione e gestione ecologica del territorio forestale all'Università della Tuscia che ha coordinato il dossier di candidatura all'Unesco con il collega Alfredo Di Filippo - La rete di queste faggete è un progetto pilota per sperimentare gli interventi che saremo chiamati a realizzare nei prossimi anni per attuare il Green New Deal".

Quello delle faggete vetuste Unesco è un cosiddetto sito transnazionale che si chiama Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe e comprende 77 foreste in 12 paesi: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ucraina.