I PARCHI D'ITALIA
Un faggio centenario nella riserva integrale di Sasso Fratino, nel Parco delle Foreste Casentinesi. 

Davide Cassani: "Foreste Casentinesi, il bosco mistico per santi e ciclisti"

Il commissario tecnico della nazionale di ciclismo ci porta nel suo luogo del cuore, il parco, patrimonio dell'Unesco, tra Romagna e Toscana: "Ombra e silenzio: il massimo per un ciclista. Pedalo su queste strade fin da bambino"

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Sulla salita per l'eremo di Camaldoli ha preso il volo Fausto Coppi nel 1939 ma per Davide Cassani, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, il primo ricordo del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi è quello di un campeggio a Bagno di Romagna quando era adolescente. "Ho scoperto il silenzio, quell'anima del Parco che mi affascina ancora oggi insieme all'ombra che, per chi come me frequenta i sentieri in sella, è un sollievo quando la temperatura sale".

Davide Cassani. Getty 

Siamo sul confine tra Emilia Romagna e Toscana dove l'Appennino incontra l'aria delle Alpi e quella del Mediterraneo. Il Parco è un grande bosco sacro, un luogo mistico sia per gli amanti della natura che per i pellegrini di tutto il mondo. I vecchi alberi di faggio di quest'area protetta, oggi patrimonio dell'umanità dell'Unesco, e le impenetrabili foreste hanno consentito alle diverse comunità monastiche di rimanere in isolamento da queste parti per secoli. Secondo la leggenda, nel Santuario della Verna San Francesco riceve le stimmate ma oggi, al massimo, si può ambire alle escoriazioni lasciate sulle mani dal manubrio dopo un giro in mountain bike. Nel Parco spiritualità e fatica vanno a ruota.

Faggeta. N. Agostini 

"Vivo a Faenza e da professionista mi allenavo qui perché tutta l'area si presta bene. Il Parco offre una varietà di percorsi che difficilmente si trovano altrove" continua il c.t. della nazionale.

Quando lo abbiamo sentito, Cassani era in Sardegna per le ultime rifiniture prima della partenza per le Olimpiadi di Tokyo. "Certo quelli delle Foreste Casentinesi sono itinerari che richiedono un minimo di preparazione atletica ma si possono affrontare anche a tappe. In alternativa, per chi non se la sente, anche con l'e-bike. In questo caso, bisogna calcolare bene la durata delle batterie e assicurarsi che ci sia dove ricaricarla ma è una buona opportunità perché si gira piacevolmente grazie a un traffico automobilistico molto contenuto".

Nevio Agostini 

All'interno del Parco ci sono oltre oltre settecento chilometri di percorsi ciclabili, sia sul lato romagnolo che toscano, e quattordici punti di noleggio per bici elettriche con operatori che su richiesta organizzano anche escursioni di più giorni.

Nello stile didascalico e incisivo delle presentazioni delle tappe del Giro d'Italia a cui ci ha abituato Cassani ci sono oltre duecento chilometri di percorsi ciclistici che potrebbe descrivere con la stessa precisione.

Parchi d'Italia - Foreste Casentinesi, fall foliage: in volo sulla bellezza

"Per esempio da Bagno di Romagna al santuario della Verna dove si possono mettere a prova le proprie capacità di resistenza. - conclude il c.t. della nazionale di ciclismo - Oppure l'anello che da Badia Prataglia porta al passo della Calla fino al lago di Ridracoli attraversando la Foresta della Lama, forse l'itinerario che tocca alcuni tra gli ambienti più rappresentativi del Parco e costeggia anche la faggeta vetusta di Sasso Fratino".

Faggi secolari

G. Giacomini 

Il Parco (nome completo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna) è stato inserito di recente nella Green list della Iucn (Unione internazionale della Natura) che ne ha premiato le politiche di gestione sostenibile inserendolo in una lista che conta solo 59 aree protette in tutto il mondo. Sul modello statunitense, alla fine degli anni Cinquanta, in queste foreste è stata creata la prima riserva integrale italiana, quella di Sasso Fratino. Oggi è patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

"Nella faggeta ci sono alberi che superano i cinquecento anni di età ed in parte sono sopravvissuti fino ad oggi perché in passato tutta quell'area era etichettata come migliatico negativo, ovvero una zona troppo impervia per le operazioni di taglio" spiega il presidente del Parco Luca Santini.

Nella riserva integrale, di oltre 700 ettari, possono entrare solo scienziati o il personale autorizzato dal corpo dei Carabinieri forestali. "Sasso Fratino è la dimostrazione vivente che la faggeta è in grado di rinnovarsi in forma naturale, senza interventi dell'uomo. - aggiunge Santini - Anche in altre zone dell'area protetta la presenza degli ungulati come il cervo, che si nutre dei germogli delle piante, può rallentare la crescita della foreste ma certo non fermarla. Gli alberi vincono sempre".

Abete bianco. N. Agostini 

Nel Parco c'è una biodiversità boschiva unica in Italia e che spesso deriva da visioni diverse della natura. In poco più di dieci chilometri si può passare dall'abete bianco coltivato per secoli dai monaci benedettini dell'eremo di Camaldoli alle querce del Santuario della Verna dove i francescani lasciavano, secondo la regola dell'ordine, che il bosco crescesse in autonomia.

Monastero di Camaldoli. G. Giacomini 

Oltre alla pubblicazione della guida Giganti di legno e di foglie, il Parco ha dedicato una pagina web dove scoprire questi tesori della natura. In tutto ci sono 230 schede che descrivono oltre seicento alberi monumentali e arbusti di 62 specie con indicazioni su come raggiungerli.

 

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Superficie totale: 36.000 ettari
Superficie boscata: oltre l’80%
Regioni: Emilia Romagna, Toscana
Massima elevazione: Monte Falco 1.658 metri
Riserva integrale di Sasso Fratino: 726 ettari
Alberi monumentali: 600
Mappe online
Guida 'In bici nel Parco'

Cervi. G. Giacomini