Clima
Il geyser "Old Faithful", icona del parco di Yellowstone, rischia di non esplodere più. (William Campbell/Getty Images) 

Yellowstone: la siccità potrebbe "spegnere" anche l'Old Faithful

Le temperature più alte mai registrate in 20 mila anni, oltre che sul famoso geyser, avranno un impatto sugli ecosistemi e sull'esistenza delle popolazioni - animali e vegetali - che da essi dipendono

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A Yellowstone fa sempre più caldo. Troppo. Il parco nazionale più antico degli Stati Uniti d’America (fondato nel 1872) è minacciato dal riscaldamento globale. Lo spiega un nuovo studio condotto dai ricercatori della Montana State University, dell’Us Geological Survey e dell’Università del Wyoming sugli effetti che il cambiamento climatico sta provocando sia nella famosa area naturale sia in quella dieci volte più grande che la circonda, la Greater Yellowstone.

I geyser, come il celebre “Old Faithful”, i fiumi, le sorgenti termali, le foreste, ma anche le molte specie di fauna selvatica qui ospitate, tra cui orsi grizzly, alci, antilocapre americane, cervi mulo e bisonti, sono le bellezze che attraggono quattro milioni di visitatori ogni anno. E nel 2021 ci si attende un record di turisti. Questo paradiso, però, è in pericolo.

Il rapporto mostra come nel parco si registrino ora le temperature più alte degli ultimi 20 mila anni, in particolare sopra una certa altitudine; addirittura, nei decenni scorsi, le temperature medie nella regione sarebbero state le più elevate degli ultimi 800 mila anni. In pratica, un aumento di oltre 1°C dal 1950. Ma entro la fine del secolo, con gli attuali livelli di emissioni inquinanti, si potrebbero raggiungere da 3 a 6°C in più. Così le comunità locali – tra Montana, Wyoming e Idaho – potrebbero dover sopportare da 40 a 60 giorni in più l’anno con temperature superiori a 32°C. Gli esperti avvertono: la tendenza a un clima più caldo e secco influenzerà gli ecosistemi e, di conseguenza, l’esistenza delle popolazioni che da questi dipendono.

Rispetto alla metà del Novecento, il disgelo primaverile adesso inizia diverse settimane prima e il deflusso dei corsi d’acqua avviene con otto giorni d’anticipo. A causa delle temperature più elevate, poi, gran parte delle precipitazioni che una volta cadevano sotto forma di neve si trasforma in pioggia: le nevicate medie annuali sono diminuite di quasi un metro dal 1950 e si prevede che diminuiranno ulteriormente. Una riserva idrica che viene meno ed espone al rischio di siccità sia gli abitanti delle città vicine sia animali e vegetazione della regione.

Allo stesso modo, anche il geyser “Old Faithful” potrebbe venire meno alla sua preziosa funzione. È noto per le regolari eruzioni con cui spruzza acqua nell’aria, a intervalli di circa 90-94 minuti. Ma gli scienziati hanno scoperto che già otto secoli fa, per vari decenni, le esplosioni si erano interrotte per colpa della siccità. Una circostanza che potrebbe ripetersi. Infine, pure quell’80% della superficie del parco coperto da foreste potrebbe cambiare aspetto. La mancanza d’acqua accresce il rischio d’incendi e alcune zone boschive potrebbero diventare praterie dopo essere bruciate.

Yellowstone, peraltro, non è l’unico parco nazionale degli Usa a fronteggiare le ripercussioni della crisi climatica. Lo studio appena pubblicato, quindi, ha lo scopo di fornire un quadro completo sulle condizioni passate, presenti e future dell’area e di aiutare le autorità competenti a pianificare gli interventi necessari. Prima che sia tardi.