L'iniziativa

Silenzio, suona l'ambiente: la Scala diventa green

Luci led, spartiti, programmi e menu su tablet per risparmiare carta per cominciare, ma adesso il più famoso teatro italiano installa pannelli solari e sistemi di compensazione climatica, pensa a scenografie e costumi a basso impatto ambientale, per un piano di riconversione ecologica che vale oltre 3 milioni di euro

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La svolta green della Scala è partita dalla sostituzione delle lampadine con luci led a più basso impatto ambientale. Partiture e spartiti non più cartacei, ma su tablet. Come i programmi di sala che diventeranno utili anche per prenotare una consumazione al bar. Scenografie e costumi ecocompatibili. Efficientamento energetico e installazione di pannelli solari. Telecamere fisse per lo streaming. Contratti e documentazione solo digitali con un risparmio annuo pari a dieci tonnellate di carta.

Era il 16 marzo quando il sovrintendente alla Scala Dominique Meyer anticipava a Repubblica “Ho pensato che dovevamo porci il problema di non trovarci senza energie quando ripartiremo. Installeremo i pannelli solari. Trasformeremo le luci di sala e del palco in led. Pensi che l'ottanta per cento dei rifiuti dei laboratori di scenografia dell'ex Ansaldo sono misti. Consumiamo dieci tonnellate di carta l'anno. Faremo scenografie e costumi a basso impatto ambientale".

Ora il piano sta diventando una realtà e vale 3,3 milioni di euro. Si va dalle lampade a Led al posto di quelle tradizionali, a dispositivi di riduzione dei consumi idrici e sistemi di compensazione climatica. Verranno anche sostituite le valvole esistenti con quelle a testina termostatica. Il risparmio previsto è di 61 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) l’anno, con una riduzione di emissioni pari a 127 tonnellate di CO2. Il Piermarini ha stipulato un accordo di 5 anni con Cofely Italia, che prevede la gestione, manutenzione e supervisione degli impianti di climatizzazione, illuminazione, elettricità, idrico-sanitari e anti-incendio del palazzo. Gli interventi di efficientamento energetivo riguarderanno diversi edifici per una superficie totale pari a 73.000 metri quadrati.

Il primo intervento è stato la sostituzione delle luci nei laboratori di scenografie all’ex stabilimento Ansaldo di 3.900 lampade tradizionali con Led e di 5 gruppi frigoriferi energivori con altrettanti ad alto rendimento. Sarà installato un impianto solare fotovoltaico da 60 kWp e di uno termico da 116 kW per la produzione di acqua calda sanitaria. Ora si passa alla sostituzione di 1800 lambade in teatro con altrettante Led prodotte da Edison. Prima nei foyer e nelle sale da ballo. Quindi in sala, che sarà il passo esteticamente più delicato. Prevista l’installazione di un impianto di cogenerazione da 100 kWe. Il risparmio che si otterrà stato calcolato in un taglio di 140 Tep all’anno e 299 tonnellate di CO2/annue. Da quest’anno è stato introdotto anche l’audit energetico.

La Scala non è nuova a prove di sensibilità ambientale, in palcoscenico e fuori. Nel 2015, per esempio, è andata in scena in prima assoluta l’opera CO2 commissionata dalla Scala a Giorgio Battistelli. Il libretto di Ian Burton, ispirato al saggio An inconvenient Truth di Al Gore, che interroga lo spettatore sul futuro del pianeta spaziando dalle teorie scientifiche alla mitologia in una efficace messa in scena firmata dal regista Robert Carsen. Lo scorso marzo, Irina Brook ha interpretato in senso ecologico il paesaggio disperato del dittico composto da Die sieben Todsünden e Mahagonny Songspiel di Kurt Weill collocando i personaggi su una palafitta pericolante in mezzo a un mare di bottiglie di plastica.

Sulla produzione degli spettacoli, la Scala dovrà, però, fare i conti con un allungamento dei tempi. Il tema della sostenibilità dovrà essere considerato fin dalla fase di progettazione di un nuovo allestimento. Il che significa tenere presente che fino a quando non saranno la regola, le produzioni a basso impatto ambientale implicheranno tempi più lenti e costi supplementari. Secondo il sovrintendente Meyer, I tempi lunghi della pandemia hanno permesso alla Scala di concentrarsi sulla programmazione delle prossime stagioni ma anche di fare alcune riflessioni su aspetti strutturali dell’organizzazione del teatro.

Per questo, la Scala ha deciso di sviluppare un piano tecnologico che parta dalla riforma delle procedure informatiche. Dalle partiture agli ordini del giorno, in futuro, tutto dovrà essere digitalizzato. In sala, saranno installate delle telecamere fisse per gli streaming e quindi con i nuovi tablet per i sottotitoli in otto lingue negli schienali delle poltrone. Strettamente connesso con il piano di innovazione tecnologica è il nostro progetto per la sostenibilità ambientale. Meyer è convinto che “la digitalizzazione possa ridurre sensibilmente gli sprechi”. Un secondo aspetto su si concentreranno gli interventi è la raccolta differenziata dei rifiuti nei laboratori.

Questo elemento farà parte di un più ampio disegno per ripensare secondo criteri di sostenibilità la produzione degli spettacoli. Sullo sfondo, ci sono i due grandi progetti che ridisegneranno la Scala per i prossimi anni: la nuova torre disegnata dall’architetto Mario Botta che sorgerà in via Verdi entro la fine del 2022 e la cittadella della musica che riunirà in via Rubattino laboratori e magazzini scaligeri. I nuovi edifici, in particolare quelli di Rubattino che riavvicinando diverse fasi del processo produttivo hanno fin dall’origine una funzione di riduzione degli sprechi, adottare di introdurre già in fase progettuale una linea di sostenibilità, intervenendo per esempio sulle fonti di energia con l’installazione di pannelli solari.

Del resto, il legame tra la Scala la storia della ricerca sulla produzione di energia elettrica viene da lontano. La notte di Santo Stefano del 1883, infatti, in occasione della Prima della Gioconda di Ponchielli, la centrale Edison di Santa Radegonda a Milano accese 2.450 lampadine elettriche dando per la prima volta luce alla rappresentazione. Nel 2019, invece la stessa società ha illuminato Tosca di Giacomo Puccini che quell’anno ha inaugurato la stagione con energia prodotta da fonti rinnovabili. Nei prossimi anni, invece, la Scala punta all’impatto zero anche sulla produzione di spettacoli e sull’organizzazione della vita interna del teatro.