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Attenti al furgone: inquina troppo. Cosa fanno le aziende per risolvere il problema

Sindaci e amministratori di 24 grandi città europee chiedono di fermare il proliferare dei furgoni delle consegne e riconvertirli all’elettrico. Ecco come molte aziende, da Amazon a Coop operano la transizione ecologica, tra flotte elettriche, biocarburanti e miglioramento della logistica

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Il tallone d’Achille del trasporto su strada in Europa. Così 24 tra le maggiori città dell’Unione – tra le quali Parigi, Porto, Lisbona, Amsterdam, Rotterdam, Eindhoven, Valencia, Varsavia, Torino, Bologna, Göteborg, Palermo  – hanno definito il proliferare dei furgoni che attraversano ogni giorno il cuore dei centri urbani del continente e che sono responsabili del 14% di tutte le emissioni di CO2 nelle città. In una recente lettera alla Commissione europea, sindaci e amministratori hanno chiesto, tra l’altro, di riconvertire all’elettrico le flotte dei piccoli veicoli commerciali al massimo entro il 2035 e di garantire che almeno il 50% dei veicoli venduti nel 2030 sia elettrico.

 

Sull’altro fronte le grandi aziende, quelle che ci portano pacchi e corrispondenza fin sulla soglia di casa o che riforniscono super e ipermercati, non si sono fermate nemmeno in piena pandemia. Molte di esse hanno però intercettato le richieste di sostenibilità provenienti dalla società civile e stanno operando, più o meno velocemente, la loro transizione ecologica. Flotte elettriche, biocarburanti e miglioramento dell’organizzazione logistica sono tre dei pilastri di questa trasformazione. Ma vediamo, nel dettaglio, alcune buone pratiche e gli effetti a breve e a medio termine, soprattutto sulla riduzione dell’inquinamento dell’aria.

Poste Italiane 

Poste Italiane, la flotta green più grande d’Italia

A Viareggio e Imperia la consegna di posta e pacchi sarà davvero green, entro il 2021. Tra Versilia e Liguria parte un progetto pilota che prevede l’utilizzo di soli veicoli elettrici all’interno delle due aree cittadine: 28 mezzi a Viareggio e 31 a Imperia. Oltre all’introduzione dei veicoli elettrici, Poste Italiane ha realizzato nei due centri urbani importanti infrastrutture di ricarica: 59 colonnine per circa 290 kW di potenza disponibile. Entro il 2024 il progetto verrà allargato a 800 piccoli comuni e 35 centri storici.

Attualmente, l’azienda effettua il recapito di pacchi e corrispondenza con 8.400 mezzi ecologici o a basse emissioni, la flotta green più grande d’Italia. Dai 750 centri di distribuzione postale del Paese, si muovono ogni giorno 2.970 tra automobili e furgoni, 1.647 veicoli elettrici a tre e quattro ruote, cui si aggiungono 3.800 tricicli endotermici a basse emissioni. Entro il 2024 l’azienda prevede la completa sostituzione del parco mezzi con 26mila veicoli green a propulsione elettrica, ibrida ed endotermica a basse emissioni e punta a ridurre del 40% i gas inquinanti. La carbon neutrality dovrebbe essere raggiunta non oltre il 2030.

Amazon, zero emissioni con 10 anni di anticipo

Numerose e articolate le iniziative in materia di trasporti green messe in campo dalla multinazionale di Seattle. Il traguardo finale sono le zero emissioni nette di CO2 entro il 2040, dieci anni prima del limite temporale fissato negli accordi di Parigi. Si punta al 50% dell’obiettivo entro il 2030. Amazon annuncia l’emissione di un bond da un miliardo di dollari diretto a investimenti in tema di sostenibilità. I proventi saranno utilizzati per finanziare progetti in cinque aree, tra le quali energia rinnovabile e mobilità green. Per le consegne, già ordinati 100mila veicoli elettrici. Si tratta, affermano i dirigenti dell’azienda, del più grande ordine di sempre nel settore. Tra i prossimi partner per ulteriori acquisti di furgoni elettrici figurano Mahindra Electric e Mercedes Benz.

FedEx, elettrificazione di tutti i veicoli entro il 2040

il primo corriere aereo al mondo, ha annunciato recentemente l’ambizioso obiettivo di azzerare, entro il 2040, le emissioni di CO2 generate dalle proprie operazioni globali. Nei prossimi anni investirà oltre 2 miliardi di dollari per rinnovare la flotta di aerei e di veicoli a motore e migliorare le infrastrutture. Cento milioni di dollari saranno destinati all’Università di Yale per contribuire alla fondazione del Center for Natural Carbon Capture e accelerare le ricerche sui metodi di sequestro di carbonio su ampia scala.

I passaggi chiave verso la neutralità carbonica includono l’elettrificazione di tutti i veicoli per il ritiro e la consegna, entro il 2040. FedEx continuerà inoltre a investire in carburanti alternativi per ridurre le emissioni dei veicoli e degli aeromobili. Dal 2012 i programmi di modernizzazione hanno permesso di risparmiare 5,4 miliardi di litri di carboturbo ed evitare oltre 13,5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

DHL, sette miliardi per la decarbonizzazione

Il gruppo Deutsche Post DHL spinge l’acceleratore sul tema della decarbonizzazione e prevede un investimento di sette miliardi di euro nei prossimi dieci anni per ridurre le emissioni di CO2: la ricerca di carburanti alternativi per il settore aereo e marittimo e l’aumento di veicoli elettrici a emissioni zero sono tra i principali obiettivi dell’investimento. 

Nel 2020, le emissioni di anidride carbonica prodotte da DHL ammontavano a 33 milioni di tonnellate; l’azienda si impegna a ridurle a meno di 29 milioni entro il 2030. Per le brevi distanze e le consegne dell’ultimo miglio, continua il processo di elettrificazione dei veicoli: entro il 2030, il 60% dei veicoli utilizzati in tutto il mondo (oltre 80mila) sarà alimentato da energia elettrica. Era solo il 18% nel 2020.

Forti investimenti riguarderanno soprattutto il trasporto aereo. Con la compagnia aerea United Airlines e insieme ad altri leader del settore, è previsto l’acquisto di 13 milioni di litri di un innovativo carburante per l’aviazione (SAF) in grado di ridurre le emissioni di quasi l’80% rispetto a un carburante tradizionale.

Coop Italia integra trasporti nazionali e locali

Il magazzino di Prato centralizza tutte le forniture non alimentari per le coop di tutto il Paese: qui si gestiscono più o meno 15mila viaggi ogni anno. Le merci che transitano per l’hub toscano rappresentano il 12-15% di tutto il fatturato aziendale e l’attenzione al tema dei trasporti verdi parte proprio dalla città toscana. Coop punta su mezzi a gas metano liquido, che oggi costituiscono il 20% del parco logistico, mentre gli “euro 6” sono circa il 60%. 

La razionalizzazione dei trasporti è l’altra sfida, per far viaggiare i mezzi il più possibile a pieno carico, estendere alle Coop associate il programma applicativo per il controllo delle emissioni, integrare i trasporti non alimentari con i trasporti delle cooperative regionali che gestiscono i prodotti alimentari. 

I risultati in termini di emissioni di CO2 sono incoraggianti: meno 6,3% nel 2019 rispetto al 2018, un ulteriore calo del 4% nel 2020.

Esselunga, ecommerce e imballaggi

Anche un altro marchio del settore alimentare, Esselunga, sta lavorando sull’ottimizzazione dei trasporti. I 586 camion della flotta aziendale sono autorizzati al trasporto dei propri rifiuti da imballaggio: un modo intelligente per risparmiare ogni giorno 300 viaggi, 32mila litri di gasolio e 84mila chilometri. I veicoli elettrici si affacciano timidamente anche nei magazzini dell’azienda milanese: per consegnare gli ordini provenienti dall’e-commerce, Esselunga utilizza 480 furgoncini refrigerati “euro 6” e due sperimentali elettrici.