Se non si fermano le emissioni, impossibile vivere ai Tropici. E aumenteranno le migrazioni

Se non si fermano le emissioni, impossibile vivere ai Tropici. E aumenteranno le migrazioni

Insieme alla temperatura sta crescendo anche l’umidità in atmosfera, tanto che in alcune zone del globo si potrebbe presto superare la soglia di tolleranza fisiologica dell’organismo umano. Dovremo andarcene dai tropici?

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Il riscaldamento globale indotto dall’uomo sta facendo aumentare la temperatura alla superficie della Terra, dove viviamo. Ma un’atmosfera più calda è anche in grado di contenere più vapore acqueo e dunque può vedere aumentato il proprio tasso di umidità. Ebbene, di solito poniamo molta attenzione alla temperatura e meno a quest’altra variabile, ma forse sbagliamo.

Basti pensare a cosa avviene nel nostro Mediterraneo. L’aumento di temperatura dell’aria e del mare produce più evaporazione (dunque maggiore umidità in aria) e rilascio di più calore, cioé energia, in atmosfera. E’ solo per questa accoppiata di fattori che gli eventi estremi di pioggia divengono più intensi e talvolta disastrosi.

Inoltre, occorre valutare un altro aspetto: le ondate di calore, in cui la temperatura raggiunge picchi molto alti, sono spesso accompagnate da alta umidità e in queste condizioni gli strati più vulnerabili della popolazione, soprattutto gli anziani, soffrono enormemente.

Ora, è appena stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nature Geoscience un articolo di ricercatori dell’Università di Princeton in cui si valuta, mediante considerazioni fisiche di base e modelli climatici, l’andamento futuro di temperatura e umidità nelle zone tropicali, cioé nelle regioni ubicate tra 20º nord e 20º sud. Perché questa attenzione particolare ai tropici?

Ebbene, in generale la temperatura cresce e crescerà di più alle latitudini più alte, per una serie di ragioni legate all’innesco di certi fenomeni (come la fusione dei ghiacci) che portano ad amplificarne l’aumento. E anche le ondate di calore saranno maggiori in valore assoluto in quelle aree. Tuttavia, ai tropici si è già molto vicini alle condizioni soglia di tolleranza fisiologica a temperatura e umidità e basta poco per superare questa soglia. Se la si supera per parecchio tempo, l’organismo umano, soprattutto quello dei più deboli, non riesce a rinfrescare il corpo mediante il sudore e la traspirazione dalla pelle, andando incontro a gravi danni, fino alla morte.

I ricercatori di Princeton ci mostrano che questo è proprio quanto potrebbe accadere in futuro nei tropici se non si contiene il riscaldamento globale al di sotto di 1,5ºC. Dato che in quelle regioni povere del mondo è difficile prevedere un uso estensivo di impianti di raffrescamento, la conseguenza finale potrebbe essere la migrazione forzata di intere popolazioni verso zone meno calde e umide.

Personalmente, avevo già condotto studi sulle migrazioni dal Sahel all’Italia nel periodo immediatamente precedente alle primavere arabe e avevo riscontrato l’enorme importanza del raggiungimento di elevate temperature su lunghi periodi per l’innesco di migrazioni. Questo studio recente avvalora ancora di più questa tesi, estendendo tra l’altro le aree di studio anche alle zone tropicali di America e Asia, come l’Amazzonia, l’India e le isole del sud-est asiatico.

Ancora una volta si vede come le conseguenze del riscaldamento globale possano sconvolgere non solo il volto del nostro pianeta, ma anche le vite di enormi strati di popolazione mondiale.

(L'autore è fisico del clima del CNR)