Università green, in Italia solo 6 atenei promossi per la sostenibilità

Sono 31 (su 922 campus) le università annoverate nella classifica mondiale GreenMetric2020. Nella top 100 gli atenei di Bologna, Torino, l’Aquila e Genova, oltre alla Luiss, per azioni e politiche attuate per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale
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Ci sono sei atenei italiani nella “top 100” di quelli più virtuosi sul piano della sostenibilità a livello mondiale. A certificarlo è GreenMetric 2020, la nuova edizione della classifica internazionale stilata dall’Università dell’Indonesia che valuta, appunto, la sostenibilità ambientale e sociale di 922 campus. La migliore, tra le connazionali, è l’Alma Mater Studiorum di Bologna (1^ italiana, 10^ al mondo), seguita da Università di Torino (2^ italiana, 22^ al mondo), Politecnico di Torino (rispettivamente 3° e 25° posto), Università dell’Aquila (4° e 40° posto), Luiss (5° e 43° posto) e Università di Genova (6° e 55° posto).

In tutto, sono 31 gli atenei italiani che hanno conferito i dati seguendo i criteri omogenei fissati dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane tramite la Rete delle Università Sostenibili. Il ranking assegna un punteggio in base a parametri che riguardano azioni e politiche attuate per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale. Il questionario utilizzato, rivisto ogni anno, mette in luce gli sforzi ecologici compiuti e suggerisce possibili interventi relativamente a infrastrutture, energia, trattamento e riciclo dei rifiuti, trasporti, didattica e ricerca.

In particolare, l’Università di Torino ha migliorato progressivamente la sua posizione a livello mondiale: nel 2019 aveva raggiunto il 41° posto in classifica, nel 2018 il 47° e nel 2017 il 55°. Nel 2016, peraltro, l’ateneo ha varato il progetto “UniTo Green Office” con l’obiettivo di promuovere, progettare e realizzare iniziative per la sostenibilità ambientale delle sue sedi, collaborando con vari enti del territorio.

Anche la Luiss è avanzata, raggiungendo la “top 50” globale e confermandosi seconda tra le nostre università in base al parametro “Energy and climate change”. Nel 2019 l’ateneo era 107° a livello internazionale e 7° tra gli italiani, mentre nel 2020 ha guadagnato oltre mille punti. I suoi sforzi si concentrano su uso di energia elettrica da fonti rinnovabili, installazione di luci a ridotto consumo e servizio di mobilità elettrica. Da anni sono attivi il LabGov per la rigenerazione dei beni comuni urbani e il Luiss Community Garden, aperto alla comunità per lavorare a contatto con la natura.