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AWorld, l'app che misura il tuo impatto sull'ambiente. E ti premia se lo riduci

AWorld 
Permette di monitorare i miglioramenti nelle proprie abitudini e visualizzare metriche precise dei risparmi generati (litri di acqua, chilogrammi di CO2, rifiuti). Lanciata dall’Onu lo scorso settembre, ora l'applicazione che lancia sfide collettive conteggia già un milione di pratiche virtuose
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Da protagonisti del luccicante mondo della moda a partner delle Nazioni Unite per promuovere lo sviluppo sostenibile. La conversione di Alessandro Armillotta e Marco Armellino, due giovani imprenditori torinesi, è avvenuta quando erano già lanciatissimi a creare piattaforme di e-commerce per i grandi marchi dell’abbigliamento. "Stavamo visitando il polo industriale di Guangzhou", racconta Alessandro, "e quello che vedemmo ci lasciò esterrefatti: fabbriche senza pareti, scale senza protezioni, operai al lavoro per 12 ore consecutive a cucire le t-shirt e i leggings che indossiamo in Occidente. Chiedemmo quale sarebbe stato il colore di tendenza per l’anno successivo. Ci risposero: basta vedere di che colore è il fiume che scorre in città, perché è lì che vengono scaricati gli scarti delle lavorazioni tessili. Capimmo che non volevano fare più parte di quel mondo".
I fondatori di AWorld. Alessandro Armillotta, Alessandro Lanceri e Marco Armellino 

Con Marco si erano conosciuti qualche anno prima e per alcuni anni avevano messo le loro competenze digitali e imprenditoriali al servizio del mercato della moda. “Ma a inizio 2019 abbiamo capito quello schema di produzione era insostenibile e ne siamo usciti”, ricorda Armellino. “Però avevamo sviluppato delle competenze che potevamo usare: non per vendere cose ma per spiegare cosa è la sostenibilità”.

E’ nata così AWorld, una app per smartphone che propone contenuti sui temi della sostenibilità e strumenti che sollecitano le persone a entrare ad agire per la salvaguardia del pianeta. Per raggiungere questo risultato, l’app valorizza i piccoli gesti quotidiani che generano un impatto positivo. AWorld permette agli utenti di monitorare i miglioramenti nelle proprie abitudini e visualizzare metriche precise dei risparmi generati (litri di acqua, chilogrammi di CO2, rifiuti).

“Nel settembre del 2019 eravamo a New York mentre alle Nazioni Unite si stava svolgendo il Climate Summit”, racconta Armellino. “Abbiamo bussato a tutte le porte del Palazzo di vetro e alla fine siamo riusciti a mostrare AWorld al Segreterariato dell’Onu”. Una sortita dalle conseguenze straordinarie: la app della startup torinese (tra i fondatori c’è anche Alessandro Lancieri) è stata scelta dalle Nazioni Unite come lo strumento ideale per conseguire gli obiettivi della campagna ActNow, l’iniziativa che intende stimolare le singole persone ad adottare comportamenti virtuosi per contrastare i cambiamenti climatici. L’Onu ha lanciato ufficialmente AWorld alla fine dello scorso settembre, e ora conteggia già un milione di buone azioni che gli utenti hanno registrato sull’app.

Il segreto del successo, spiegano gli ideatori, è ribaltare usato finora nella comunicazione sui cambiamenti climatici. Basta messaggi punitivi del tipo: oggi hai contribuito all’effetto serra con tot chili di CO2. “Abbiamo preferito un meccanismo che premi, anche solo simbolicamente, chi si impegna a cambiare abitudini: dal fare una doccia che non duri più di 5 minuti, a usare la bici invece che l’auto, a portare una borsa da casa invece che farsi dare il sacchetto di plastica al supermercato”, spiega Armellino.
Il team al completo 

L’app lancia inoltre sfide collettive, supportate da aziende e istituzioni, che mirano a incentivare il risparmio di risorse da parte delle rispettive community. Presto AWorld sarà adottata da Flowe, la nuova mobile bank fondata da Mediolanum, e da Green Pea, lo shopping mall sostenibile ideato dai fondatori di Eataly.

E il futuro? “Intanto c’è stato un aumento di capitale da 700 mila euro grazie a Cdp Venture e Digital Magics”, risponde Armellino. “Con queste risorse vorremmo ampliare la app per monitorare non solo le intenzioni ma anche i comportamenti reali degli utenti, a cominciare dagli spostamenti improntati alla sostenibilità”.