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Francia, legge vieta i cartelloni pubblicitari: "Deturpano il paesaggio"

Non potranno più comparire all'ingresso delle città francesi. Si tratta delle insegne selvagge, disseminate ovunque per pubblicizzare svariati prodotti. Con l'entrata in vigore di questa normativa, resteranno solo quelli che promuovono monumenti storici, eventi culturali o alimenti di produzione locale

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BASTA CON I CARTELLONI selvaggi che rovinano il paesaggio della Francia: dall'altra parte delle Alpi non si scherza col bene comune. Da oggi, è entrata ufficialmente in vigore la legge che vieta la sistemazione delle insegne pubblicitarie all'ingresso delle città. "Fermiamo l'inquinamento visivo": questo il concetto alla base della normativa che oltre a restituire al paesaggio il rispetto che merita contribuirà al decoro e alla sicurezza stradale.

Secondo l"Union de la Publicité Exterieure' (Upe), in Francia si contano circa 600.000 insegne (ormai) illegali. "Ma nei fatti sono oltre un milione", deplorava fino a pochi giorni fa Pierre-Jean Delahousse, responsabile dell'associazione 'Paysages de France'. Quello dei cartelloni selvaggi è un problema molto presente anche in Italia, a cominciare da Roma, divorata da un'impiantistica non omogenea e per anni fuori controllo. Anche se il sindaco, Ignazio Marino, si è impegnato ad affrontare il problema che ha effetti devastanti sull'immagine della capitale.

In Francia, già da anni, Parigi ha scommesso sul decoro urbano approvando una regolamentazione rigidissima. Nella Ville Lumière - che negli ultimi vent'anni si è resa protagonista di un'impressionante scatto d'amor proprio, con la crescente attenzione dei cittadini stessi rispetto alle problematiche del decoro - oggi i cartelloni selvaggi non esistono praticamente più. Mentre l'impiantistica esterna prende forma in pochi e selezionati spazi, con rigorosi vincoli 'estetici' e di sicurezza stradale. Di recente, anche il sindaco ecologista di Grenoble, Eric Piolle, ha annunciato una drastica limitazione della pubblicità esterna. Di più. Al posto dei cartelloni, la grande città a due passi dalle Alpi ha promesso di piantare in un primo tempo "una cinquantina di alberi". Obiettivo della legge, entrata in vigore oggi (ma adottata in parlamento già nel 2010), è estendere la lotta al livello nazionale.

Delhaousse, che  per anni si è battuto per aprire gli occhi dell'opinione pubblica su questo problema, fa poi osservare che la giungla dei cartelloni danneggia tutti. Incluso coloro che magari sborsano migliaia di euro per scopi promozionali. Il teorema è semplice: troppa pubblicità uccide la pubblicità. "Quando i cartelloni sono troppi si finisce per non vederne neanche uno", osserva l'esperto. La nuova normativa decreta quindi la fine dell'impiantistica selvaggia e la nascita di una nuova era. Almeno all'ingresso delle città, dove il fenomeno è generalmente più diffuso, almeno in Francia. Ora la legge stabilisce una segnaletica ufficiale, armonica e rispettosa dell'ambiente. Da oggi gli unici cartelloni consentiti saranno quelli che indicano punti vendita di prodotti locali, monumenti storici nelle vicinanze o eventi culturali. E tutti dovranno essere omogenei. Mentre quelli abusivi saranno puniti con una multa da 7.500 euro. Ma c'è chi già teme che non si riuscirà a garantire il rispetto della legge.