Electrolux, ancora 290 esuberi In arrivo nuovi investimenti

Ieri al Mise il vertice tra azienda e sindacati in vista dell’incontro con il ministro Luigi Di Maio slittato al 9 ottobre. Ufficializzati i numeri delle eccedenze

PORDENONE. Una cosa è certa: «Electrolux ha ancora bisogno di fare ricorso agli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi». Poco meno di 300 complessivamente, di cui 90 a Porcia e ben 200 a Solaro. La considerazione è di Maurizio Marcon, segretario Fiom Fvg, e arriva al termine del vertice di ieri a Roma con l’azienda dal quale arriva la conferma sul numero delle eccedenze, legate sia all’accordo del 2014 (per Porcia) sia al trend non positivo dei volumi (per Solaro).

Sul fronte delle buone notizie la multinazionale ha detto di stare lavorando ad un piano di investimenti globale sul prodotto, e quindi anche sul processo, ma non si è sbilanciata sul “dove” dispiegherà questi investimenti, se in Italia o negli stabilimenti del Gruppo situati a Est. La possibilità che la Polonia “scippi” opportunità di crescita per l’Italia non è peregrina, ma esiste il dubbio che l’allocazione delle risorse per l’innovazione e l’automazione delle fabbriche, possa essere un elemento di trattativa al tavolo con il governo. Per discutere di ammortizzatori, certo, e non solo. Un elemento che sostiene questa chiave di lettura è l’assicurazione che il gruppo non intende disimpegnarsi dall’Italia e che sta predisponendo progetti per tutti gli stabilimenti. Solaro Compreso.

«Il prossimo incontro del 9 ottobre al Ministero sarà decisivo per trovare soluzioni che scongiurino rischi di chiusure o di licenziamenti; confidiamo che il Governo - è il commento di Gianluca Ficco, coordinatore Uilm - mantenga la promessa di modificare i limiti posti agli ammortizzatori sociali dal Jobs Act e che Electrolux presenti un piano per tutte le fabbriche».

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