Auto elettriche distributori e kit di conversione

Una mobilità sostenibile con auto elettriche e centraline per la loro ricarica, potrebbe presto diventare finalmente una realtà anche nel trevigiano. Con ricadute importanti per il tessuto artigiano...

Una mobilità sostenibile con auto elettriche e centraline per la loro ricarica, potrebbe presto diventare finalmente una realtà anche nel trevigiano. Con ricadute importanti per il tessuto artigiano coinvolto in questo ambizioso progetto che prevede, tra l’altro, la realizzazione di un kit per la conversione di automobili tradizionali in vetture elettriche.

È stato presentato ieri il piano per la mobilità sostenibile targato Ascotrade (gruppo Ascopiave) denominato Summit: un’idea da 1,15 milioni di euro che vuole portare in otto comuni della Marca, per 24 mesi, i servizi e le strutture per lo sviluppo di una mobilità sostenibile. Il progetto è stato illustrato al Governo italiano e alla Commissione Europea nell’ambito del Programma Life + per promuovere l’impiego dei mezzi elettrici nel trevigiano.

Un piano che, se accolto, verrà finanziato per il 50% dalla Ue, mentre il restante verrà coperto da Ascotrade che in quest’operazione vede anche una possibilità di business. «Da un lato ravvediamo in questo progetto i benefici per la comunità in termini di diminuzione di inquinamento», ha dichiarato Stefano Busolin, presidente di Ascotrade, «dall’altro una possibilità di crescita aziendale, alla luce dei cali nelle vendite di metano, attraverso la possibilità di vendere energia attraverso i mobility center, come già stanno facendo alcuni nostri competitor nelle province limitrofe». Otto i comuni coinvolti: Treviso, Montebelluna, Conegliano, Castelfranco Veneto, Pieve di Soligo, Follina, Vittorio Veneto e Oderzo, l’appoggio di Provincia e Regione, la partecipazione di Confartigianato e Cna e di Volvo come fornitrice di auto ibride.

Il progetto prevede l’istituzione di un centro per la mobilità sostenibile in ciascun Comune (cioè un luogo dove installare anche 10 colonnine di ricarica ad uso pubblico, fornire informazioni sugli aspetti ambientali e turistici del territorio, oltre ad altri servizi di mobilità sostenibile come il bike sharing); l’adozione di una vettura elettrica o ibrida in ciascun Comune per scopi istituzionali e di divulgazione che verrà fornita da Volvo; la riconversione di tre auto alimentate a benzina in auto elettriche di proprietà delle amministrazioni.

E proprio quest’ultimo punto è uno dei principali elementi di innovazione del progetto: questo kit per la conversione delle automobili tradizionali in vetture elettriche, è stato progettato e collaudato già in molti prototipi da un team composto in prevalenza da artigiani riparatori, meccanici ed elettricisti veneti, ma soprattutto trevigiani, in collaborazione con alcuni poli universitari.

«L’obiettivo», ha spiegato Confartigianato, « è di rendere accessibile ed a prezzi popolari, cioè molto inferiori al costo della sostituzione dell’automobile usata, questi interventi, in modo tale da rivitalizzare un segmento dell’artigianato, quello appunto dei riparatori e dei meccanici elettricisti. L’unico nodo ancora da risolvere ad oggi la questione dell’omologazione di queste vetture».

Entro il 2020, è stato ricordato, in Italia saranno installate 125 mila colonnine di ricarica, 10 mila delle quali, almeno, in territorio veneto. «È un processo ormai inarrestabile che anche il nostro gruppo doveva affrontare. E’ una fase iniziale: vedremo il recepimento da parte dei cittadini, ma bisogna pur iniziare», ha dichiarato Fulvio Zugno presidente di Ascopiave.

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