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La Pedemontana sposta la cava: addio a un’altra zona verde a Montebelluna

Il tracciato della superstrada occupa parte dello scavo La Eghel dei Mosole chiede alla Regione di ampliarsi a ovest 

MONTEBELLUNA. La Pedemontana sposta la cava. Un ampliamento dell’area di scavo per sopperire a quanto porta via la superstrada e alla diminuzione di un paio di metri di profondità. È quanto ha chiesto la Eghel, proprietaria della cava “San Gaetano”, una delle due cave che ai suoi tempi la giunta Puppato aveva cercato inutilmente di scongiurare perché collocate in una zona agricola di pregio, la zona di Campilonghi tra Sant’Andrea, San Gaetano e Busta.

Di là passa anche la superstrada Pedemont ...

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MONTEBELLUNA. La Pedemontana sposta la cava. Un ampliamento dell’area di scavo per sopperire a quanto porta via la superstrada e alla diminuzione di un paio di metri di profondità. È quanto ha chiesto la Eghel, proprietaria della cava “San Gaetano”, una delle due cave che ai suoi tempi la giunta Puppato aveva cercato inutilmente di scongiurare perché collocate in una zona agricola di pregio, la zona di Campilonghi tra Sant’Andrea, San Gaetano e Busta.

Di là passa anche la superstrada Pedemontana Veneta, il cantiere c’è già, un sottopasso per far passare via Campilonghi è già stato fatto, e proprio a causa della Pedemontana Veneta la Eghel chiede di allargare la superficie di cava, mantenendo lo stesso quantitativo estraibile di ghiaia previsto dal progetto a suo tempo approvato.

Già nel progetto originario era stato tenuto conto del passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta, ma nella richiesta presentata in Regione dalla Eghel si afferma che l’ingombro nella porzione sud-est della superstrada è maggiore di quanto calcolato inizialmente e chiede quindi in compensazione una estensione verso ovest di 12 mila metri quadri, quasi due campi trevigiani e mezzo in più. Il tutto come compensazione della parte in più rispetto al progetto calcolato inizialmente di area occupata dalla superstrada, comprese le aree di rispetto, calcolata ora in 14.123 metri quadri, e una minore profondità di scavo che passerebbe dagli attuali 24 metri e 22 metri, due metri in meno insomma di profondità.

Nulla cambierebbe invece in merito a quantitativi estraibili e ritmi di scavo. La Eghel conferma infatti un volume complessivo estraibile di 2.814.520 metri cubi, nonché i quantitativi di materiale estratto: centomila metri cubi l’anno, e un traffico medio di 25 camion. Il tutto fino al 2023, anno di scadenza della concessione. Anche la ricomposizione ambientale, calcolata in un costo di circa 380 mila euro, rimane invariata rispetto al progetto originario.

Alla fine però sarebbe sempre un altro pezzetto di campagna che sparisce nella zona sud di Montebelluna. Il Comune di Montebelluna sarà chiamato a formulare il suo parere. «Non ho ancora visto le carte – dice il sindaco Marzio Favero – Si tratta di una materia complessa e le carte vanno studiate bene».