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Bando Periferie: Conte a Roma con l’Anci ultimo appello per non perdere 13 milioni

Oggi il vertice con il premier. Insieme a Treviso altri 9 sindaci di capoluogo. Decaro: «Il governo non tradisca i patti»

A Roma, con il cappello in mano, per chiedere al suo Governo gialloverde di non tagliargli i 13,4 milioni di finanziamento del Bando Periferie. Dopo il colpo di spugna del Decreto Milleproroghe, l’ondata di proteste dei comuni di mezza Italia, degli industriali, dell’opposizione, e dopo la manifestazione cittadina in piazza Martiri Belfiore, il sindaco di Treviso Mario Conte ha deciso di partecipare alla delegazione Anci che oggi sarà a Roma per chiedere al “suo” governo di non depennare i f ...

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A Roma, con il cappello in mano, per chiedere al suo Governo gialloverde di non tagliargli i 13,4 milioni di finanziamento del Bando Periferie. Dopo il colpo di spugna del Decreto Milleproroghe, l’ondata di proteste dei comuni di mezza Italia, degli industriali, dell’opposizione, e dopo la manifestazione cittadina in piazza Martiri Belfiore, il sindaco di Treviso Mario Conte ha deciso di partecipare alla delegazione Anci che oggi sarà a Roma per chiedere al “suo” governo di non depennare i fondi del bando periferie.

L’ultima carta

L’incontro è fissato per le 19.30 a Palazzo Chigi. A guidare la delegazione di dieci sindaci di altrettanti Comuni italiani sarà il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, prima durissima voce critica contro il taglio del governo del premier Conte che la Lega (e il sindaco Conte) sminuirono considerandolo solo un «rinvio» dei finanziamenti al 2020, nonostante non vi fosse nulla nel testo ad accreditare una simile soluzione.

Il dietrofront

Dopo aver partecipato con relativa freddezza a Venezia al faccia a faccia tra sindaci veneti convocato all’indomani del taglio, e dopo aver incassato lo smacco della conferma di quanto stabilito dal Milleproroghe nonostante gli appelli ai suoi parlamentari da lui stesso fatti, Conte (Mario) ha deciso di accodarsi a quella stessa Anci che prima aveva criticato come «politicizzata» per andare a trattare direttamente con Conte (Giuseppe) e provare a far cambiare strada all’esecutivo. Troppo pesanti le ricadute politiche ed economiche territoriali, troppo amaro digerire un taglio da 13 milioni e rotti che bloccava opere tangibili per oltre 30 milioni totali, a beneficio di quartieri da troppo tempo “periferie” del centro. Impossibile poi spiegare e giustificare lo schiaffo di un contratto tra amministrazioni e governo firmato a Roma, e stracciato da nuovo esecutivo come se nulla fosse mentre i sindaci avevano già provveduto ad avviare le progettazioni esecutive anticipando i soldi (500 mila euro solo Treviso). «Quelle risorse, garantite con una cerimonia formale», ha detto ieri Decaro, sindaco di Bari, «prima ancora che un accordo vincolante tra istituzioni, rappresentano un patto tra lo Stato e i cittadini che ci onoriamo di rappresentare. Assicurare quell’investimento alle comunità significa restituire non solo opere pubbliche ma anche fiducia nelle istituzioni».

Ipse dixit

L’ultima nota ufficiale di Conte prima che decidesse di partecipare alla cordata dell’Anci è del 5 settembre scorso: «Siamo sicuri che il governo manterrà fede agli impegni presi con le amministrazioni virtuose come le città capoluogo del Veneto, che hanno presentato anche stavolta – comportandosi correttamente e in modo responsabile – progettualità credibili con fondamenta serie e riscontrabili». Non è andata così.

Federico de Wolanski

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