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I partigiani di oggi: «Noi resistenti contro l’attuale deriva populista»

Cerimonia in Cansiglio per ricordare i rastrellamenti nazisti C’erano la presidente nazionale Anpi e cinquecento persone 

Vittorio Veneto. «Io sono resistente, oggi, nel 2018. Sono resistente perché mi oppongo a questa deriva populista».

Così ha detto perentoriamente Roberto Tonon, sindaco di Vittorio Veneto, città medaglia d’oro alla Resistenza, aprendo il raduno dei partigiani in Cansiglio, organizzato ieri dall’Anpi di Treviso, Belluno e Pordenone.

Presente, per la prima volta, la presidente nazionale Carla Nespolo, che è anche la prima donna al vertice dell’associazione. Un lungo applauso ha interrotto Tono ...

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Vittorio Veneto. «Io sono resistente, oggi, nel 2018. Sono resistente perché mi oppongo a questa deriva populista».

Così ha detto perentoriamente Roberto Tonon, sindaco di Vittorio Veneto, città medaglia d’oro alla Resistenza, aprendo il raduno dei partigiani in Cansiglio, organizzato ieri dall’Anpi di Treviso, Belluno e Pordenone.

Presente, per la prima volta, la presidente nazionale Carla Nespolo, che è anche la prima donna al vertice dell’associazione. Un lungo applauso ha interrotto Tonon; quello più convinto era il suo, quello di Giovanni Bortot, 90 anni. «Sono resistente perché mi oppongo a questa deriva populista – ha proseguito il sindaco vittoriese, mentre Marco Bortoluzzi, l’anima del raduno, assentiva con la testa – alla demagogia che obnubila le menti delle masse, alla rincorsa al successo e al consesso facili, alla banalizzazione del confronto (non solo quello politico), al depauperamento del linguaggio e della civiltà, alla criminalizzazione dell’avversario».

Duro, anzi durissimo Tonon, che ha aggiunto: «Non ci servono processi di piazza e linciaggi morali. Ci servono coesione e capacità di confronto e dialogo seri. Non sono più accettabili affermazioni di esclusione dell’avversario. Si può essere in accordo o in disaccordo, ma non si combatte mai la persona».

Tutti concetti che saranno poi ripresi dalla presidente Nespolo. La celebrazione si è tenuta in una splendida giornata di sole: prima la messa all’aperto, poi il corteo da Col Dar, quindi la commemorazione davanti al monumento alla resistenza. Gli onori sono stati resi da un picchetto di alpini. A deporre la corona è stato uno degli ultimi partigiani, l’unico presente. «Oggi, in un tempo difficile, amaro, confuso, il problema che dobbiamo porci è quello dell’unità di tutte le forze – ha detto Nespolo – Possiamo essere divisi su tante cose, ma non sulle radici della resistenza».

E richiamandosi ai rischi per la democrazia evocati dal sindaco Tonon, Nespolo ha significativamente aggiunto: «La Costituzione italiana non è a-fascista ma antifascista, come ebbe a dire Aldo Moro». La Carta fu redatta in 10 mesi, «un miracolo» a dire di Nespolo, anche perché è stata ed è una straordinaria sintesi tra spirito marxista, cattolico e liberale. I giovani non la conoscono? Applauso dei numerosi presenti, circa 500 (carabinieri, polizia e Digos a presidiare), quando Nespolo ha proposto l’insegnamento dell’educazione civica, a scuola, «come educazione alla cittadinanza».

«Non mi interessa – ha concluso Nespolo – da dove uno viene, ma che sia antifascista e cioè che rispetti le istituzioni, i diritti civili e sociali. E che sia antirazzista. E, ancora una volta, la presidente dell’Anpi ha richiamato l’intervento appena ascoltato dal sindaco. «Basta – ha ammonito – con il tentativo di far credere che la persona più povera di lui sia suo nemico». Magari aiutiamolo pure nel paese d’origine, se è un profugo, ma – sono sempre parole di Nespolo – aiutiamolo anzitutto senza portargli armi e guerra. Prima della canzone “O bella ciao”, ritmata dalla banda e cantata in coro, Lavinia Da Re, 91 anni, ha ricordato, fra le lacrime, il padre partigiano, cadorino, incarcerato ed esiliato a Parigi.

«Attenzione, il fascismo è ancora un pericolo» ha ammonito. Una ventina i sindaci presenti, tra cui il vicesindaco di Belluno Lucia Olivotto, mezza dozzina con i gonfaloni dei Comuni. Nessuna bandiera rossa come nel passato, nemmeno striscioni di protesta. –

Francesco Dal Mas.